Le giornate iniziano ad accorciarsi vero? Guardate anche voi il punto dove tramonta il Sole … non è sempre più “basso”, verso sud-ovest? 🥰
Per i Proverbi friulani vi rimando ai miei precedenti articoli su Agosto.
Durante la notte, tempo permettendo, si potranno ammirare Saturno e Giove, le Comete e l’ISS …
… e vi auguro di trascorrere delle serene giornate visitando angoli inediti, ricchezze naturali e/o artistiche della propria Regione, magari respirando l’aria salmastra della costa, l’aria balsamica dei boschi o facendo un bel riposo distesi in mezzo ad un aromatico prato appena tagliato!😍#sempreinmezzoallaNatura 🥰 #conoscerelArteaiutaacrescere! 🥰
Leggendo le loro proposte di camminate (come con le figurine 😊) ci siamo imbattuti in “Celo … celo … Non celo … non lo conoscoooo!“.😀
Ed ecco che, circondati da una Natura meravigliosa, abbiamo conosciuto sentieri che raccontano Storie di genti, testimonianze di antichi lavori, gioielli di paesini, tracce della Grande Guerra, diversi paesaggi geologici, panorami pazzeschi a 360°, facendo a gara a chi riconosceva più Cime, testimoni di grandi Storie di Alpinismo! 😍 …
Camminando tra la storia geologica della mia/nostra Terra …
E poi alla fine dei percorsi … frasi che ti lasciano senza parole …
trad. dal Friulano ” Quando mi alzo la mattina, guardo in giro, dallamontagna alla pianura e una voce dal cuore mi grida – Sii contento, seifriulano”.
Mia interpretazione: (Friulano o non friulano) bisogna essere contenti di ciò che vediamo ogni giorno. #sorrideresempre
E a Chiusaforte … Ricordando Pierluigi Cappello …
Un abbraccio da parte mia e buon tuffo nella Natura! 😘
Al prossimo mese!👋👋
Beta
P.S. I sentieri conosciuti grazie a Ivo e Sandra sono : ANELLO DEL MONTE JAMA, ANELLO DI PUSEA e ANELLO DELLA CRETA DAL CRONZ.😍
P.S. I miei articoliNON sono sponsorizzati dailink(cliccare sopra le parole “blu” e/o “rosse”) di rimando o dalle Case Editrici indicate.E’ un mio libero consiglio di lettura e/o comprensione.
In attesa … viaggiamo con la mente, prendiamo appunti, navighiamo in rete, conosciamo nuove cose … meravigliamoci sempre e …
#iorestoacasa
… riordiniamo! 😃
Alzi la mano chi, in queste settimane, non ha riordinato cassetti, armadi, scaffali, scatole, … 🙋♀️🙋♂️ !
Tra un documento e l’altro abbiamo ritrovato lo scontrino per l’acquisto delle mountain-bikes … aprile 1990!!! 30 anni insieme alle nostre 🚲💖🚲!
Mi ricordo come se fosse ieri, la lettura di un articolo in cui si descriveva il percorso tra le valli del Monviso con una strana bicicletta!
Ce ne siamo innamorati da subito 🥰 prima ancora di averla tra le mani.
Mentre scrivo, sfoglio il mensile … (eh già! “Celo” ancora!😍) …
“La bici da montagna è di gran moda negli Usa e sta arrivando anche da noi “
” Pazza, pazza bici “
” Lente ma agevoli salite su pendenze anche difficili e discese sicure su ripidi costoni “
” Tra una pedalata e l’altra, uno sguardo al panorama ” – Agli ordini!!!🥰
Quanti giri, salite, discese, in montagna, in pianura, tra storia e natura, attraversando mura cittadine o guadando un torrente, … da soli e/o con i bimbi.
E tra una pedalata e l’altra abbiamo visto la nascita delle varie ciclabili regionali, le migliorie nelle diverse località per permettere un interessante, curioso e meraviglioso ciclo-turismo.
Sempre con loro 🚲🚲!!! #echimispostadafvg
Vecchiette? Certo che si 😊… ma con qualche “ritocchino” sono sempre arzille!
Sovrappeso? Certo che si 😊… guardando le nuove bici che si alzano con un dito!
Come il Passeriforme ” (Certhia brachydactyla) da cui ha preso il nome la prima mountain-bike italiana, anche noi “giriamo, giriamo, giriamo 😍 intorno all’albero per salire” … ovvero facciamo dei giri intorno ad una valle, ad una pianura, ad una zona lagunare, … per poter ammirare ed apprezzare ciascun particolare che ci viene offerto. E non diciamo mai “Ci siamo già stati, la conosciamo” perchè ogni volta (v. le migliorie di cui ho accennato sopra) c’è una nuova sorpresa.
Buona giornata … ordinata e ricca di belle scoperte!🥰
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C’era una volta, tanto tempo fa, una principessa che in sella al suo cavallo …
Scusate miei cari lettori, mi correggo … 😉
C’era una volta, tanto tempo fa, una giovincella che a bordo della sua mitica Fiat 500 nero fiammante, per motivi di lavoro, gironzolava in quel di Coseano, Sedegliano, Pasian di Prato, Flaibano, Mereto di Tomba … paesi della Zona Grave del Friuli, a sud di San Daniele per intenderci.
Campagna friulana abbracciata dalle Alpi!
Ogni paese un campanile, una piazza particolare, un borgo 😍 unico. Fra tutti cito il borgo di Barazzetto nel Comune di Coseano (Udine). Case allineate che “guardano” curiose mentre si passa attraverso una strada in pavé … un mare di ciottoli! Siamo a ridosso della zona Morenica e vicini al Grande Fiume Tagliamento 😍.
Mi meravigliavo sempre per il cambio della Natura nel corso delle Stagioni.
Mi piaceva vedere … il contadino che arava, seminava, raccoglieva, … la crescita dei girasoli, le pannocchie, il frumento sempre più dorato … gli alberi con i loro colori dal verde chiaro al marrone scuro … e poi il silenzio dell’inverno.
Meravigliarsi 😍: è una vocabolo che mi appartiene dalla “notte dei tempi” 😄😂😊
Alberi: sempre attratta da questi Giganti della Natura.
Per esempio …
… A Flaibano (Udine), le case di piazza Indipendenza sembrano tante persone che fanno girotondo intorno ad un maestoso e centenario Cedro del Libano (alla base misura 480 m.!). E’ bellissimo! Con i suoi ampi rami, quasi a voler abbracciare e dare il benvenuto a chi giunge fin qui.
Il Cedro del Libano è una specie arborea asiatica introdotta alla fine del 1700 in Europa.
Scorrendo le foto – quante storie! – del sito … Scopro che c’è “l’orto del Cedro” 😀 e anche qualche palma simile a quelle qui a Udine. Chissà se le hanno portate i nostri amici Leoniin uno dei loro viaggi fino in quel di Toscana!😉
Già che sono vi consiglio i video per ammirare gli splendidi tesori e qualche curiosita’.
#iorestoacasa ma viaggio grazie al web! Per esempio vado a Pisa e ad #Aquileia💖
Emozione ogni volta!💖
Ma torniamo in quel di Flaibano.
Sfogliando un libro ho trovato una fotografia che ritrae la piazza del paese … ma dell’albero … nemmeno l’ombra! 🙄
Cent’anni fa esisteva una pozza d’acqua … chiamata “SFUEA” !
la SFUEA di Flaibano (Udine) cent’anni fa …
la SFUEA di Flaibano (Udine) nel 2020 … stesso posto … con qualche cambiamento in giro!
Curiosando … scopro che la SFUEA …
°°°***°°°
“Indica uno stagno, pochissimo profondo, mantenuto artificialmente nel centro dei villaggi del piano (pianura friulana -n.d.Beta) per abbeverare il bestiame, per lavare e, talora, almeno un tempo, anche per uso potabile”.
“Deriva dal lat. SOLIUM “tinozza, vasca, fosso, abbeveratoio”
°°°***°°°
Lo stagno veniva usato in comune da tutti i cittadini, per diversi usi, seguendo un determinato ordine : prima per uso domestico, poi per abbeverare gli animali, per gli orti, ed infine per il lavaggio della biancheria.
Veniva regolarmente pulito e il “fondo” raccolto, serviva da fertilizzante nei campi coltivati.
Il senso del “Non sprecare” e del Riciclo ante litteram 🥰
E i bimbi? Chissà quanti giochi, corsette, capitomboli in questa “giostra” naturale.😍#sorrideresempre
Divertirsi sempre!
Guardando la piantina del paese …
Flaibano: foto della Mappa “Napoleonica” dell’Archivio di Stato di Udine *v. nota
… mi sembra un pò quella dell’antica Udine con le sue mura e le sue porte, con al centro il Castello e a levante il laghetto. Quello udinese (prosciugato nel 1872) veniva usato anche con la barca, come dimostra una antica testimonianza pittorica del Colle !🥰
dalla didascalia : particolare del trittico raffigurante il Patriarca che scende nel lago di Udine (Civici Musei di Udine)
E poi … leggendo, curiosa come sempre, mi sono diverstit ad usare Google Maps per vedere altri “sfueis”, o meglio per capire dov’erano dislocati. Di solito (presumo) nella piazza centrale del paese, magari vicino alla Chiesa. Redenzicco, Sedegliano, Mereto di Capitolo in Santa Maria la Longa.
Nel libro è pubblicata la foto di un dipinto relativo al Sfuei di Pantianicco (frazione di Mereto di Tomba – Udine) .
Osservando la tipologia delle case … il SFUEI si trovava nell’attuale slargo di via Percoto, adibito ora a parcheggio. Adoro!😍Beta Jones la ricercatrice!🥰
E poi leggo che … “In comune di Capriva del Friuli (Gorizia) c’è una località chiamata SFUEI”.
Acc… ancora non ho trovato riscontro dell’ubicazione … Beta Jones mi-ci-vi terrà informati!😊😉
#curiosisempre 😘
Buon web-viaggio in Museo, nell’Orto Botanico, qui, là, laggiù … per meravigliarsi sempre.😍
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In soffitta, dentro un baule vecchio vecchio,ho ritrovato un libricino dal titolo particolare “STORIE UN PO’ COSI’ di UDINE e non solo”, sono delle storie fantastiche successe a degli abitanti MOOOLTO particolari di Udine … e non solo!
Quando ero piccola l’ho letto tutto d’un fiato e adesso te lo voglio regalare leggendo queste avventure insieme a te!
Allora, siediti comodo ed iniziamo…Buon divertimento!
Avete presente una giornata calda,anzi caldissima, ora di pranzo,il sole che picchia?
Bhè! Oggi è proprio una di queste giornate e lungo la via rientra da scuola un bambino, con uno zaino pieno di libri, con le cartelline piene di disegni di rombi, ottagoni, triangoli, cerchi con il famigerato compasso (che a settembre sarà da cambiare visto che a metà anno scolastico l’asticella si è allentata e anziché un cerchio crea un ovale!)
e ancora stecche, righelli, fogli, foglietti, il vocabolario !!!
Bhè! Tutto questo succede a Manu, l’ultimo giorno di scuola, che rientra a casa…
con la testa bassa…per il peso di tutti quei materiali,
con la testa bassa … triste perché ha appena salutato l’amico del cuore che parte per la montagna a casa della nonna.
con la testa bassa … a contare i passi che mancano per arrivare a casa …
meno 10… meno 5,4, 3, 2, 1 … ARRIVATO !!!
La mamma lo accoglie con un abbraccio fortissimo proprio sulla porta di casa:
“Bentornato tesoro! Buone Vacanze!”.
Con un ultimo sforzo Manu arriva in cameretta …
Si toglie zaino, borse, scarpe … LIBERO !!!
“SONO IN VACANZA !!! ” grida dalla finestra.
Dall’albero del giardino di casa partono in volo dei passerotti spaventati da quell’urlo liberatorio.
“Oh! Che belli! Beati voi che avete le ali! Che bello sarebbe volare, volare sulle case, sui giardini, arrivare fino al mare e poi ritornare indietro verso la montagna, in alto in alto…”
E’ assorto in questi pensieri quando gli occhi di Manu si posano su quelli dell’Angelo del Castello di Udine.
“Ma cosa stà facendo? Perché punta il dito? Verso dove?”
In quel preciso momento Manu vede l’Angelo del Castello girarsi verso di lui e … grazie ad un soffio di vento, una bandierina blu si posa sul davanzale della cameretta! ”Bella!”
“Ciao Manu! E’ un mio regalo.Sono l’Angelo del Castello e mi sono messo nel punto più alto della città per osservare tutti gli abitanti, soprattutto i bambini, di Udine e della Regione, compreso te, per vedere se c’è bisogno di un aiuto e così indico con il braccio teso in avanti la direzione dove devo “colpire”!
Come adesso … significa che verso quella direzione c’è un bambino in difficoltà …
Scusa un attimo … Forza Marco, concentrati, tira piano, un po’ verso destra … Siiiii goooool !!! Hai fatto gol !!! Bravo! E adesso via a festeggiare con i compagni di squadra! …
Eccomi qua, ho sentito MOOOLTO bene che sei in vacanza però non sai come passare il tempo.
Allora, se vuoi, ci diamo appuntamento qui in camera tua (mandami un segnale sventolando la bandierina blu) e io ti racconterò che cosa puoi vedere e conoscere in questa bella cittadina e anche in Regione, dal mare alla montagna.
Seguimi nei miei racconti e scoprirai tante cose interessanti!
Adesso vai a mangiare… Buon appetito e … a prestoooo!
Le prossime volte racconterò … del bellissimo Angelo del Castello e dei leoni a Udine… e sì… tanto tempo fa sono arrivati in città 4 leoni, ma questa è un’altra storia!Ci vediamo nei prossimi giorni!
Baci Baci
zia Beta
P.S. I luoghi sono reali, le storie, sono storie della mia fantasia, per invogliare grandi e piccini a guardare con occhi curiosi le meraviglie della mia città e della mia Regione. Penso, anzi ne sono sicura, che anche da voi c’è un campanile, una statua, una torre, … con una Storia Speciale! 🙂 Vi auguro allora, buone passeggiate con il naso all’insù. 🙂
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Avviso ai “Naviganti” 🙂 Rileggendo la bozza, ci sono un sacco di pensieri, di argomenti, “salto di palo in frasca” come si dice, quindi trasformatevi in canguri 😉 e via! al ritmo di Jump!
Non so voi, ma io ho una piccola abitudine quando termino un libro.
Prima di iniziarne uno nuovo, per un paio di giorni, cambio genere. Per “cancellare” luoghi, nomi, situazioni.
Nel pomeriggio mi tengono compagnia riviste storiche, d’arte, … (i rotocalchi non fanno per me) e alla sera, “mi tuffo” nelle parole crociate, o come diceva un caro bimbo, “parole INcrociate” 😉
Parto sempre dalla fine 😉 con il “senza schema”, poi con il “mitico Bartezzaghi” e poi via via gli altri giochi. Alcune definizioni le scrivo alla rovescia, parto dall’ultima lettera e poi via le altre : per esempio scrivo O poi A I C … CIAO 🙂 son proprio fuori! 😉 Vediamo positivo : tengo allenato il mio cervello!
Fra una definizione e l’altra ho letto una Curiosità :
Gli orologi antichi erano decorati con i tre Re Magi perchè rappresentavano i tre Continenti conosciuti: Europa, Asia ed America. 🙂
E allora mi sono ricordata della splendida Torre dell’Orologio del ‘400, in Piazza San Marco a Venezia. La conoscete? Mi sembra che anche Alberto Angela ne abbia parlato in modo dettagliato in una delle sue trasmissioni.
L’orologio con i Re Magi , ha un meccanismo che serviva ( verbo declinato al passato, dato l’uso odierna della tecnologia) ai marinai veneziani per conoscere il momento migliore per salpare, in base ai mesi, alle fasi della Luna e alle maree favorevoli.
Venezia come Genova, come Trieste, … città di mare, dello scambio commerciale marino, dei viaggi verso terre conosciute o ancora da conoscere, come appunto (ritornando al discorso iniziale) verso i nuovi Continenti.
Ritornando ai nostri Re Magi, se fino al 1400 se ne conoscevano tre, Europa, Asia e Africa, di lì a poco è arrivata, pardon, sono arrivate le Americhe e allora, giusto giusto a Trieste nella centralissima e meravigliosa Piazza Unità d’Italia c’è la Fontana dei quattro Continenti!
Circondate da rocce (rappresentano il Carso) e da pacchi, botti e tutto ciò che viene stivato in una nave, vi presento …
Europa …
Asia …
Africa …
e America!
Conoscete Trieste? Ci siete mai stati? E’ un insieme “storico” di culture, religioni, lingue, storia, natura.
In “pochi metri” si passa dal periodo romano al periodo liberty (mi raccomando, naso all’insù), dal paesaggio carsico all’ambiente marino; dai luoghi di scienza/ fisica ai luoghi di studio rinomati (ricordando Margherita Hack),dalle librerie ai caffè storici (attenzione a come ordinate il caffè! 🙂 ) ,dalla Chiesa Greco-Orientale alla Sinagoga; da un Museo “all’aperto” ad una Grotta … e che grotta! Enorme! 🙂 anzi Gigante! 😉
Passeggiando in centro, si possono incontrare (le statue di) Italo Svevo, James Joyce e Umberto Saba e poi , dopo una sosta “romana” al Teatro, via lungo le rive ed al suo meraviglioso e sempre diverso palcoscenico del Mare! Con, in lontananza, i Castelli di Miramare e di Duino (con altre storie affascinanti di persone, di arte, di natura) e, più vicino, lo spettacolo delle tante colorate barche a vela o delle gigantesche navi da crociera, o della sagoma della Gru galleggiante Ursus, uno dei luoghi scelti per una famosa fiction televisiva. Non vedo l’ora che inizi la seconda serie! 🙂
Europa, Asia, Africa, America … e l’Australia? :0
Il quinto Continente è “arrivato” alla fine del 700 grazie al capitato Cook.
Ma già il matematico Pitagora (500 a.C.) ipotizzava l’esistenza di un Continente nell’emisfero australe. Altri studiosi, per il bilanciamento del peso dell’Europa e dell’Asia, pensavano ad un nuovo (e pesante) Continente nell’emisfero a sud dell’Equatore.
Prima del Capitano Cook, agli inizi del 1600, furono gli Olandesi ad avvistare le coste australiane ma vennero scambiate per isole della già nota Nuova Guinea. Il primo vero sbarco avvenne nel 1616 da parte del Comandante Dirk Hartog da cui prese il nome l’isola nella zona occidentale australiana – Dirk Hartog Island.
Se la osservate sulla Mappa Satellittare , vicino noterete la Shark Bay, la Baia dello Squalo: alla fine del 1600, una nave inglese sbarcò in questo luogo e fu grazie alla pesca di uno Squale Tigre che riuscirono a sopravvivere, dopo mesi di navigazione e le conseguenti ristrettezze alimentari.
Magari mangiando il suo fegato, alimento ricco (fino al 90%) di olii a basso peso specifico. Non avendo la vescica natatoria, il galleggiamento dei Pescecani è regolato da questo organo. E siccome il fegato occupa una buona parte dell “addome” , il loro intestino ha una forma a chiocciola, necessità virtù ! 🙂 #scoprireleggendo
La Dirk Hartog Island e le penisole circostanti offrono spettacoli naturali, geologici e marini unici. Ma quante foto scatterei??? 🙂
C’è la Hamelin Pool con le colonie di microrganismi più antichi (3,5 mld. di anni fa) della Terra : le Stromatoliti . Piccoli batteri che catturano granelli di sedimento con un secreto vischioso. Questo, indurendosi, farà da base/tappeto al successivo strato di sedimento “catturato”.
Oppure la “Schell Beach” è una spiaggia formata da milioni di conchiglie bianchissime (Fragum erugatum) .
E poi le Riserve/ Parchi protetti con le numerose lagune salate, le baie dalle acque cristalline, i delfini, i dugonghi! 🙂 E per arrivarci ? Poche, pochissime strade in mezzo ad un deserto rosso: e già questo è uno spettacolo! 🙂
Che meraviglia l’Australia! 🙂 Adesso mi tuffo nelle fotografie satellitari e a voi …
… Buona visita e buona ricerca nelle vostre zone, di orologi, statue, fontane, … con i Continenti!
Mosaico dei Cinque Continenti – Scuola Primaria “Angela Adami” di Tolmezzo
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Giorni fa ho partecipato ad un incontro promosso dal Museo Friulano di Storia Naturale, dall’Università di Udine, dalla Regione FVG e dall’ ERSA , sulle specie vegetali esotiche presenti nello specifico nella mia Regione (ma è un problema che riguarda tutta l’Italia e l’Europa).
Leggendo la documentazione scopro che la loro colonizzazione ha portato a danni sanitari (allergie da contatto o da inalazione), socio-economici (danno al patrimonio artistico ed architettonico – v. le mura della città stellata di Palmanova) ed ambientali (con la loro rapida proliferazione si sostituiscono alla flora spontanea naturale con danni all’ecosistema ed alla biodiversità nazionale e regionale).
Grazie al lavoro d’equipe fra i diversi Enti, si è giunti (in Friuli Venezia Giulia) al riconoscimento ed alla formulazione di una Lista “costituita da 16 specie esotiche invasive altamente impattanti per le quali è indispensabile attivare concrete misure di contenimento” … – … “I dati dovranno essere aggiornati ed anche le tecniche di lotta saranno perfezionate , ma nel frattempo è importante che la popolazione cominci a riconoscere il problema delle specie vegetali esotiche invasive”(cit. dal Libretto informativo).
Le azioni di Prevenzione, di Eradicazione e di Contenimento vengono spiegate molto bene. Consiglio vivamente una attenta lettura della pubblicazione.
Ma di che piante si parla? Giusta domanda. E la risposta è inaspettata, almeno per me.
Pensavo di trovare piante grasse, piante con fogliami particolari, spine, fiori dai colori sgargianti (avete presente la vegetazione dell’Amazzonia? o del Borneo? 🙂 ) …
… niente di tutto ciò. Fate CANC alla vostra memoria e preparatevi a delle “belle” sorprese! Sigh! 😦
Durante le mie camminate e/o giri in bicicletta ho visto queste piante più di qualche volta!
Fra le altre nella lista c’è …
… l’Ailanthus altissimal’Ailanto . Ultimamente trovo in commercio anche il Miele.
… l’Helianthus Tuberosus il Topinambur.
… la Lonicera Japonica Thubil Caprifoglio giapponese. Quante volte i suoi bellissimi e profumati fiori recisi facevano bella mostra in casa mia!
Che buon profumo!!!
… l‘Impatiens glandulifera Royle la Balsamina Ghiandolosa. C’è un tratto di ciclabile in Carnia bordata di rosa!
Il resto è un susseguirsi di piante radicate più o meno ovunque in Regione, in montagna, in pianura ma anche lungo la costa e le spiagge friulane.
Non si finisce mai di imparare!
D’ora in poi durante i miei giri su e giù per la Regione farò attenzione, magari mappando le mie osservazioni.
E nelle altre Regioni? C’è questa mappatura Fito-esotica? Ne siete già a conoscenza?
Informiamoci, documentiamoci e divulghiamo queste informazioni, anche perchè è a rischio l’ambiente e la nostra salute.
Cliccando sul nome in rosso dell’Agenzia Regionale per lo sviluppo rurale (ERSA) che ho citato all’inizio dell’articolo, si può scaricare l’elenco, con le informazioni dettagliate, di ciascuna pianta censita e studiata in Friuli Venezia Giulia.
Oppure sul sito della Regione, assieme agli atti/schede/interventi del Convegno.
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Imboccata la strada per la Val Resia, si seguono le indicazioni per il Borgo Povici. Al termine del paese di Povici di Sopra, ci si inoltra nella vallata della Miniera e dopo un centinaio di metri su strada bianca, si lascia la macchina in un comodo parcheggio.
Il rumore dell’acqua del Rio Resartico sarà la nostra colonna sonora. Zaino in spalla, macchina fotografica, un pò di attenzione e si parte.
Arrivati al guado merita una sosta sul grande masso che campeggia ai bordi del Rio! Per guardarci intorno ma anche perchè il masso …
… E’ il “Sasso del Diavolo”, una Dolomia Principale con numerosi bivalvi Megalodon! Adoro! 🙂
Il sentiero CAI 702 è molto ben curato e segnalato. Il Parco naturale delle Prealpi Giulie ha dislocato, in vari punti significativi, dei cartelli e/o delle tabelle esplicative del posto dove ci troviamo.
Ad un bivio, lasciata la strada bianca, si prosegue lungo un sentiero …
… in mezzo a boschi … tra i massi calcarei dolomitici …
… attraverso gradini di pietra, ripercorrendo il sentiero fatto tante volte dai minatori, …
Un pensiero a questi lavoratori.
… sempre in compagnia dell’acqua che plasma in pozze, cascate, “scivoli”, la bianca roccia …
… osservando la natura che si risveglia, …
… piantine che si fanno largo attraverso i sassi, …
… prati tappezzati di colori …
Vecchio e nuovo colore!
… per arrivare, attraversando le faggete, al Villaggio dei Minatori …
… con un grazioso e ben attrezzato Ricovero … un bel lavoro di recupero.
Dietro le “testimonianze murarie” delle vecchie abitazioni degli operai, parte il sentiero che ci porta al Belvedere: una “finestra” sulla zona della Miniera. Quest’ultima raggiungibile in poche decine di minuti, attraverso un comodo sentiero, sempre partendo dal Villaggio.
Tabelle esplicative della zona, sulla storia della Miniera e dei suoi uomini (per non dimenticare!) , sono presenti sia nel Villaggio che nella galleria della Miniera, visitabile con una guida del Parco.
Il periodo estrattivo è stato a cavallo del 1900 fino al secondo dopo guerra. Si estraeva materiale bituminoso (formatosi milioni di anni fa – periodo Triassico – a seguito della compressione di alghe! 🙂 ) che veniva distillato, per ricavare olio, nell’edificio posto all’imbocco della Valle, a Resiutta.
Olio usato per l’illuminazione pubblica di Udine.
Osservando le pareti della galleria si intravedono ancora faglie nerastre ! 🙂 Storia geologica! 🙂 Le mie amate rocce!
Edificio per la produzione dell’olio
Dopo un meritato riposo, un buon pranzo al sacco sulla terrazzina del Ricovero, con meravigliosa vista panoramica inclusa 🙂 (mi raccomando: portare a casa i rifiuti! Grazie.) per il rientro, si riprende lo stesso sentiero dell’andata.
Noi, invece, abbiamo optato per il percorso alternativo : al primo pilone della teleferica (segnalato), ci si incammina lungo il “Sentiero dell’Acquedotto”.
Attenzione: è un sentiero esposto, massima cautela ed attenzione. Valutate in base alle vostre capacità/età (presenza di bambini, persone poco esperte), meglio ascoltare prima i consigli di un esperto.
Sulla cartina topografica sono segnate tre sorgenti la cui purissima acqua viene in parte captata da un acquedotto posto nelle vicinanze. Da qui il nome al Sentiero.
La foto non rende l’idea del verde brillante della vegetazione e l’azzurro limpido delle sorgenti! 🙂 e siamo all’inizio della Primavera! Chissà che colori durante la stagione estiva!
Data l’abbondanza di neve di questi mesi, lungo il percorso, l’acqua “scendeva” anche dalla roccia. Una bella e gradita doccia rinfrescante! 🙂
Il sentiero è comodo ma esposto …
… e con brevi e basse gallerie scavate nella roccia!
Esercizio di piegamento gambe! Alè! 🙂
A fine vallata, si arriva, dopo una ripida discesa nel bosco, al Borgo Povici di Sopra e, riprendendo la strada bianca, si giunge al parcheggio.
Un consiglio: prima di arrivare al Borgo Povici di Sotto, si può osservare a sinistra, dall’altra parte del Rio, tra montagne verdeggianti ,una zona bianca, è il “Retroscorrimento della Val Resia”. Si tratta di rocce che hanno la caratteristica (unica rispetto alle altre zone tettoniche friulane) di “immergersi” verso Sud (e non verso Nord), sotto quelle (periodo Triassico e Giurassico) della catena del Monte Plauris! Meraviglie della natura! 🙂
La descrizione più dettagliata la trovate nel sito dei Geositi del FVG della Regione.
Parcheggio – guardando verso il retroscorrimento
E poi quando si arriva a Resiutta, proprio fronte- incrocio, c’è il Museo della Miniera del Resarticoda visitare anche per approfondire un pò la sua storia mineraria e geologica.
Senza dimenticare la Ghiacciaia (situata a pochi metri dal Museo, subito dopo il ponte del T. Resia) .
In questi luoghi, dalle acque purissime, nel 1844 Francesco Dormisch iniziò la produzione della Birra e la Ghiacciaia serviva da “frigorifero” per le numerose bottiglie prodotte!
Dato l’enorme successo, la produzione venne trasferita nel capoluogo friulano, sfruttando, per il funzionamento delle macchine, la forza delle acque del Canale Ledra.
Di un’altro Birrificio Udinese ne avevo parlato tempo fa, in una delle mie Storie un pò cosìper i miei amati bimbi (e non solo! 🙂 ).
Canale Ledra a Udine
Vi lascio con un pensiero letto su uno dei cartelli esplicativi del Parco Naturale delle Prealpi Giulie.
Condivido.
Talmente incantati, che ci siamo tornati … altro sentiero, altra storia! 🙂
E l’abbraccio con un albero? Ho trovato degli alberi mooolto speciali! Altro articolo, altra storia per i bimbi! 😉
Comunque mi sono “tuffata” sulle mie amate rocce! In questa, c’era anche un leggerooooo scorrrrrere dell’acquaaaaa!
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Primavera è arrivata e io inizio a scalpitare, o meglio a “scarponare” perchè si ricomincia con le mie lunghe camminate e pedalate in mezzo alla natura.
Una dei primi luoghi per rodare un pò le gambe 😉 è il Lago di Cavazzoo dei Tre Comuni. Perchè è situato nei Comuni di Trasaghis, di Bordano e di Cavazzo Carnico.
E’ sempre (ma quale luogo non lo è?) una sorpresa, una meraviglia. Per i colori della natura che cambiano in ogni stagione, per le migliorie a rendere più fruibile e accessibile il luogo, per le informazioni geologiche, floristiche, … Grazie a chi permette tutto ciò!
Suggerimenti?
Parcheggiate l’auto nella zona sud e sdraiatevi sul prato, vicino ai laghetti o sulle spiaggette nella parte sud-occidentale, … chiudete gli occhi e Buon Riposooo … Germano Reale e Folaga permettendo! 😉
Volete camminare? Cartina alla mano , zaino in spalla, macchina fotografica a tracolla, penna e taccuino perchè vi consiglio diversi itinerari 🙂 eeee si parteeee!!!
Dal parcheggio (vicino al Parco Giochi) si prende il sentiero a sinistra orografica e ci si incammina verso nord. Flora e fauna acquatica sono in nostra compagnia, senza dimenticare gli alberi, alcuni con etichette per il loro riconoscimento, vicino al Centro Visite.
Camminando a fianco del recinto del C.V. (da visitare per conoscere e toccare da vicino la storia del Lago e della sua gente) si arriva ad una sorgente, acqua che filtra attraverso le rocce ai piedi del paese di Interneppo.
A seconda della piovosità (come è logico che sia) il livello della pozza d’acqua cambia e con un pò di fortuna si può vedere qualche anatra proveniente dal Lago.
La tabellonistica posta lungo il sentiero è molto dettagliata, con nozioni sulla flora, sulla fauna, sulla storia e sulla geologia (le mie amate rocce! 🙂 ).
Un suggerimento: la fotografate e a casa, con calma la leggete; sarà una specie di ripasso del luogo visitato o (come capita a me) una buona scusa per ritornare sul posto … “Non ho visto bene questo … ci siamo dimenticati di guardare a destra verso … ” 😉 .
Sempre nelle vicinanze del Centro Visite inoltre, ci sono due sentieri (prendete uno per l’andata e uno per il ritorno 😉 ) che ci portano al paese di Interneppo.
Dal paese parte il sentiero CAI 838 per il Monte Festa. Ve ne avevo parlato tempo fa in questo articolo.
Monte Festa a destra
Interneppo, assieme a Bordano, è il Paese delle Farfalle. Passeggiando lungo le loro vie si possono ammirare i molti murales colorati con tante fantasiose farfalle …
… e anche lungo i toranti della strada di collegamento …
murales
Un pensiero al grande Marco Pantani… e al mitico arrivo al Monte Zoncolan.
A Bordano merita una visita alla Casa delle Farfalle con all’interno varie serre che riproducono gli ambienti adatti a questi lepidotteri … e non solo! 🙂
Alcune delle ospiti! 🙂
Dal centro del paese di Bordano parte il percorso ad anello del Sentiero Entomologico.
Cartina in mano : Il primo tratto è un sentiero in mezzo al bosco che poi prosegue su una strada secondaria (porta con diversi tornanti alla cima del Monte S. Simeone, luogo di lancio degli appassionati di parapendio).
Si scende fino all’incrocio con la strada per il Monte Festa (di cui sopra). Arrivati poi sulla S.P.36, dopo pochi metri si riprende a sinistra il sentiero in mezzo al bosco che ci riporta a Bordano.
Rientriamo al Lago? 🙂
Prima di scendere al Centro Visite, fermatevi all’inizio del sentiero a Interneppo. Noterete un’ampia piazzola vista-lago con molti “particolari” interessanti.
Tabella informativa
Su un prato con le essenze vegetali tipiche della zona …
Prato
… è stata costruita una Bussola particolare …
… perchè è formata da Mosaici che rappresentano le St … no, non vi svelo tutto, altrimenti che sorpresa è?
Rosa dei Venti
Verso il Lago si staglia il “Monumento all’Isolatore”, cioè al particolare congegno che ammortizza le onde d’urto del terremoto. Dispositivo installato sul Viadotto di Somplago e non solo (leggere le tabelle esplicative).
Monumento all’Isolatore
Quando si parla di Terremoto del Friuli nel 1976, mi emoziono sempre. Sono passati anni, ma il ricordo è sempre vivo.
Dedica
Torniamo a noi.
Dal sentiero rientriamo al Centro Visite.
Si continua lungo la stradina sterrata fino alla punta nord del Lago. Attraversata una zona torbo-paludosa si arriva sotto i piloni del viadotto dell’autostrada e ci si immette sulla S.R.512, vicino alle prime case di Somplago.
E qui altre sorprese ci attendono …
All’incrocio (prima di incamminarci verso la Centrale Idroelettrica per rientrare al punto di partenza) proseguendo sulla strada per Cavazzo Carnico, a sinistra, all’ombra di alcuni alberi di Noci, in mezzo ad un prato c’è un bella fontana con lavatoio , con acqua limpida, fresca, proveniente dalle sorgenti poste a nord.
Camminando verso nord, prima del tornante, sempre a sinistra c’è un’altra stradina secondaria che porta a Cesclans ( itinerario che ho a suo tempo descritto) ma guardando a destra, vediamo una bella cascata. Con attenzione c’è un sentiero che ci permette di avvicinarci alla sua base.
Cascata
Tornando sulla strada asfaltata, prima del tornante, dietro la chiesa, c’è un sentiero che “taglia” la strada per Cavazzo Carnico.
Tracce di un Mulino
Nei pressi di un Lavatorio
Dopo poche centinaia di metri troviamo le indicazioni per la Chiesetta di S.Candido. Un gioiello di architettura, di arte, sia all’interno che all’esterno, da osservare attentamente.
Per gli appassionati, c’è nelle vicinanze, una Palestra di Roccia!
Rocce testimoni del vecchio ghiacciaio. Adoro! 🙂
Un’ultima vista panoramica al Lago e riprendiamo la strada verso l’incrocio di Somplago.
Se volete … proseguendo a Nord, sulla Strada asfaltata (attenzione alle auto!) si arriva alla Palude Vuarbis di cui vi avevo già parlato in un precedente articolo.
Da Somplago si fa rientro alla macchina o facendo a ritroso il sentiero sulla sponda sinistra del Lago oppure si prosegue lungo la strada, passando davanti alla Centrale Idroelettrica.
Si tratta di strada veicolare, quindi, prestare ATTENZIONE, stare in colonna, “contro mano”, un occhio a sinistra al Lago e uno davanti per vedere se arrivano macchine (poche ma ci sono !) e buona osservazione! Per esempio c’è un luogo preferito da tre cormorani che si appostano sopra i rami degli alberi vista-Lago! 🙂 Buona ricerca!
Vi consiglio (se è possibile) la visita alla Centrale. Eravamo stati anni fa, durante la festa del paese; è stato interessante vedere i vari impianti, i suoi ampliamenti, la lunga galleria con i cavi per il “trasporto” dell’alta tensione, ascoltare il suono dell’acqua nelle gallerie, ammirare il grande dipinto (eh si, c’è anche un’opera d’arte!), conoscere il Lavoro di tanti uomini per un’opera maestosa.
Scorro con un dito sopra la Cartina Topografica per vedere il percorso sotterraneo dell’acqua che da Ampezzo giunge al Lago. Magnifico ed Encomiabile Lavoro dell’Uomo.
Pensando alle mie camminate … Percorrendo la strada bianca per gli Stavoli Folchiar (per intenderci, siamo sopra la Galleria dell’Autotrada)
ho notato in lontananza un vascone di invaso, …
… per il “troppo pieno?”, è un simil-sfioratore come nel Lago di Barcis? … non mi ricordo … se qualcuno sa la sua esatta funzione … scrivete alla “curiosa come una scimmia“! 😉
Lago di Barcis
Una piccola deviazione con curiosità al percorso “stradale” per il rientro?
Il Lago dal Monte Festa
Dalla fontana di Somplago, si continua lungo la stradina interna, si affianca (dato significativo della purezza di queste acque) un allevamento ittico e, poco dopo, fra le case, si attraversa il Rio Schiasazza su un Ponte Romano!
Il Ponte Romano (ho studiato la tabella 😉 ) faceva parte della vecchia Strada del Sale (I° sec. d.C.) che da Julia Concordia portava i mercanti a Julium Carnicum e poi verso l’Austria attraverso il mio amato Passo Monte Croce Carnico!
Un’altra parte di strada romana la troviamo poco dopo la Centrale, prima di passare sotto al Viadotto. Sulla destra parte un sentiero ciottoloso che costeggia la località CjaseriaMuarta (v. cartina topografica).
Fate attenzione alle pietre, osservatele attentamente, alcune sono usurate dal passaggio dei carri! 🙂 Adoro!
Ci si ricongiunge alla “strada maestra” poco prima della Scuola di Vela.
Nella zona sud del Lago c’è un bellissimo canneto. Vi consiglio di percorrere i vari sentieri che lo attraversano e/o lo costeggiano, ad ogni stagione.
Estate
Autunno
Una curiosità/gioco : dall’alto (percorso Stavoli Folchiar di cui ho parlato poco fa) il canneto per me ha la forma di una capra. E a voi cosa sembra? Sono passati una decina d’anni da quando ho scattato questa foto, adesso avrà preso altre “sembianze”! 😉
Giochiamo ancora?
Lungo la strada del rientro, guardando dietro la Sella di Interneppo, si scorge il Monte Chiampon, sopra la bella Gemona del Friuli .
Lo splendido Duomo di Gemona del Friuli
Sembra o no una faccia? Una Statua Moai di Rapa Nui , arrivato in Friuli Venezia Giulia per una visita parenti! 🙂
Quest’inverno, per me, era il GIGANTE INNEVATO che prende il sole. 😉
Scemo scemo! Gomma gomma! 🙂
Che dire ancora? Ogni momento è buono per visitare questo angolo del Friuli Venezia Giulia, in ogni stagione il Lago ha i suoi colori, le sue sorprese naturalistiche, le sue acque cambiano colore in base al clima, al vento, … MAGNIFICO sempre!
SENZA VENTO
CON VENTO
Adesso vi lascio riposare un pò sul prato, magari ripassando, con cartina alla mano, i vari percorsi che vi ho proposto … c’è un pò di confusione, ma vedrete che è più facile di quel che sembra. 🙂 …
… anche perchè la prossima volta vi parlerò di ciclovie, di acque, di storia …
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Ma quanti amici vedo nella tua cameretta! E’ la tua festa di compleanno? Che bello!
Taaaanto tempo fa, qua sotto, in Piazza I° Maggio, ci sono stati dei grandi festeggiamenti per l’arrivo dal Gran MaraGià Già Già Sultan Salam del mondo di Lassù Laggiù e del suo Elefante!
Si, hai capito bene Manu, in città il MaraGià è arrivato in groppa ad un bellissimo E-LE-FAN-TE !!! 🙂 Aveva un bel tappeto tutto pieno di belle e colorate decorazioni e dei campanelli che ,ad ogni passo, suonavano una melodiosa musica: DRIN DRIN DRIN ! 🙂
hanno subito organizzato delle gite per fargli conoscere gli animali della Regione: i grifoni, le aquile, le cicogne, i fenicotteri, l’orso, la lince … come dici Manu?, bhè si, anche i cervi e i gufi! 🙂 Ma quanti sono?!? 🙂
L’elefante ha ringraziato ma … era taaaanto stanco, dopo tutto il cammino dal mondo di Lassù Laggiù!
Pensa che ti ripensa, hanno avuto una Super Ideona!
” Angelo perchè non utilizziamo il Tappeto colorato?” e gli altri in coro “Siiiiiii!”
Da quassù ho visto gli occhi super-luccicanti di gioia di tutti loro e allora, durante la notte di Luna Piena, ho fatto una magia!
L’ ho trasformato in un tappeto speciale … in un TAPPETO VOLANTeEeEeEeE !!!
Dovevi vedere quanto erano felici i Leoni e l’Elefante.
Su e giù per Udine, zigzagando lungo le strade, girando in tondo tondo al Castello, facendo slalom tra i Pioppi di via Martignacco, con scivolate sull’acqua! 🙂
via Martignacco e il Canale Ledra-Tagliamento
Da quel giorno, proprio lì vicino, sotto il ponte, nel bellissimo giardino “desertico” il nostro amico asiatico, si riposa.
E poi via per una nuova avventura!
Cosa mi chiedi Manu? Le palme? Ah! Già … le palme.
Dal giardino ne prende sempre qualche esemplare da attaccare dietro al Tappeto Volante: lo usa come “sedile” per i quattro Leoni .
E ogni sera quando li vedo partire …
” Mi raccomando, non fate tardi, prima che sorga il Sole dovete rientrare a Udine” …
“Siiiiii, Angelo, lo sappiamo!” ….
Mmmmmh! Manu, hai mai visto dei Leoni con il naso lungo lungo come Pinocchio? Io si! 😉
Immancabilmente, appena vedo illuminare il cielo a Est, devo girarmi di qua o di là e vedere dove sono andati questa volta e riportarli magicamente a Udine.
Le Palme (sigh! La mia magia non funziona con loro!) rimangono lungo il percorso.
Se ne vedi qualcuna, devi essere contento perchè l’Elefante e i quattro Leoni hanno visitato il tuo territorio, magari sono venuti fin sotto la tua finestra! 🙂
Pensa che una palma si trova sopra un tetto di una casa udinese in via Canciani!
Mi fai un favore? Se ti trovi nella cittadina del Mosaico, puoi vedere se sono asciutti i Tappeti stesi al sole? Così passo a riprenderli e li riconsegno ai miei amici … “Pinocchio”! 😉
Perchè sono bagnati?
Proprio vicino al Palazzo Comunale, con il suo incantevole giardino, c’è una bella discesa …
Il nostro amico Elefante ha usato il Tappeto come un surf e giùùùùù veloce veloce fino al Fiume Tagliamento! Quante risate e quanti tuffi in acqua!
Devi fare piano, è molto timido con gli umani. Se arrivi correndo, accende i faretti della sala e scompare !
E Il Gran MaraGià Già Già Sultan Salam?
L’ultima volta l’ho visto in via Paolo Sarpi, sopra un portone, che aspettava i bambini per raccontare tante storie fantastiche del mondo di Lassù Laggiù!
Quando vieni in città, vai a trovarlo!
Chissà, se sei fortunato è lì pronto a … “C’era una volta …”
Ma adesso via a festeggiare! Gli amici ti aspettano per spegnere le candeline!
Ancora Tanti Auguri Manu e Buona Serata! Divertitiiiii !
P.S. cliccando sulle parole bluentrerai in una delle storie pubblicate. L’elenco completo lo trovi nella Barra Laterale alla voce “IL LIBRO…dei BAMBINI”.
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Durante uno dei miei giri in bicicletta, complice il periodo invernale e la poca vegetazione arborea, ho intravisto vicino all’area dell’ex-Asilo, un albero particolare.
Incuriosita, mi sono “intrufolata” in mezzo al verde e ho scoperto questo bellissimo esemplare di Pino.
La particolarità sta nel fatto che ha diversi fusti secondari!
Di dimensioni inferiori ma mi ha fatto ricordare il bellissimo e centenario Abete Bianco nel Bosco Zermula, che da Paularo arriva a Cason di Lanza. 🙂
Lo conoscete? 🙂
E poi … … …
Poco più a Est, verso l’entrata sud dell’Ente Fieristico, campeggia un bel esemplare di Cedro del Libano (giusto prof.?) . Ha una bella ed ampia chioma verde, per non parlare della circonferenza!
E poi … … …
Nel precedente articolo avevo pubblicato questa foto …
… l’albero abbattuto è stato portato via ma il ceppo è rimasto in tutta la sua grandezza.
Magari nella riqualificazione dell’area, si potrà usarlo come “memoria storica”, inserendo in determinati anelli, una targhetta con l’anno ed un avvenimento storico locale o nazionale e/o mondiale … 🙂
come c’è, per esempio, in VALBRUNA nel THE FOREST SOUND TRACK
Anche l’albero è stato partecipe della nostra Storia, della nostra Vita.
Alla prossima curiosità. 🙂
Mandi Mandi
Beta
P.S. Parlando di Alberi monumentali della mia Regione, c’è un “vecchio” ed imponente Cedro del Libano in Piazza Monumento ai Caduti a Flaibano in Provincia di Udine. 🙂 Bellissimo!
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