E L’AUSTRALIA ? :)

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Avviso ai “Naviganti” 🙂 Rileggendo la bozza, ci sono un sacco di pensieri, di argomenti, “salto di palo in frasca” come si dice, quindi trasformatevi in canguri 😉 e via! al ritmo di  Jump!       

… e capirete perchè ho usato certi vocaboli. 🙂

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Buongiorno!

Non so voi, ma io ho una piccola abitudine quando termino un libro.

Prima di iniziarne uno nuovo, per un paio di giorni, cambio genere. Per “cancellare” luoghi, nomi, situazioni.

Nel pomeriggio mi tengono compagnia riviste storiche, d’arte, … (i rotocalchi non fanno per me) e alla sera, “mi tuffo” nelle parole crociate, o come diceva un caro bimbo, “parole INcrociate” 😉

Parto sempre dalla fine 😉 con il “senza schema”, poi con il “mitico Bartezzaghi” e poi via via gli altri giochi. Alcune definizioni le scrivo alla rovescia, parto dall’ultima lettera e poi via le altre : per esempio scrivo O poi A I C … CIAO 🙂 son proprio fuori! 😉 Vediamo positivo : tengo allenato il mio cervello!

Fra una definizione e l’altra ho letto una Curiosità :

Gli orologi antichi erano decorati con i tre Re Magi perchè rappresentavano i tre Continenti conosciuti: Europa, Asia ed America. 🙂

E allora mi sono ricordata della splendida Torre dell’Orologio del ‘400, in Piazza San Marco a Venezia. La conoscete? Mi sembra che anche Alberto Angela ne abbia parlato in modo dettagliato in una delle sue trasmissioni.

L’orologio con i Re Magi , ha un meccanismo che serviva ( verbo declinato al passato, dato l’uso odierna della tecnologia) ai marinai veneziani per conoscere il momento migliore per salpare, in base ai mesi, alle fasi della Luna e alle maree favorevoli.

Venezia come Genova, come Trieste, … città di mare, dello scambio commerciale marino, dei viaggi verso terre conosciute o ancora da conoscere, come appunto (ritornando al discorso iniziale) verso i nuovi Continenti.

Ritornando ai nostri Re Magi, se fino al 1400 se ne conoscevano tre, Europa, Asia e Africa, di lì a poco è arrivata, pardon, sono arrivate le Americhe e allora, giusto giusto a Trieste nella centralissima e meravigliosa Piazza Unità d’Italia c’è la Fontana dei quattro Continenti!

Circondate da rocce (rappresentano il Carso) e da pacchi, botti e tutto ciò che viene stivato in una nave, vi presento …

Europa …

EUROPA

Asia …

ASIA

Africa …

AFRICA

e America!

AMERICHE

Conoscete Trieste? Ci siete mai stati? E’ un insieme “storico” di culture, religioni, lingue, storia, natura.

In “pochi metri” si passa dal periodo romano al periodo liberty (mi raccomando, naso all’insù), dal paesaggio carsico all’ambiente marino; dai luoghi di scienza/ fisica ai luoghi di studio rinomati (ricordando Margherita Hack),dalle librerie ai caffè storici (attenzione a come ordinate il caffè! 🙂 ) ,dalla Chiesa Greco-Orientale alla Sinagoga; da un Museo “all’aperto” ad una Grotta … e che grotta! Enorme! 🙂 anzi Gigante! 😉

Passeggiando in centro, si possono incontrare (le statue di) Italo Svevo, James Joyce e Umberto Saba e poi , dopo una sosta “romana” al Teatro, via lungo le rive ed al suo meraviglioso e sempre diverso palcoscenico del Mare! Con, in lontananza, i Castelli di Miramare e di Duino (con altre storie affascinanti di persone, di arte, di natura) e, più vicino, lo spettacolo delle tante colorate barche a vela o delle gigantesche navi da crociera, o della sagoma della Gru galleggiante Ursus, uno dei luoghi scelti  per una famosa fiction televisiva. Non vedo l’ora che inizi la seconda serie! 🙂

URSUS

Europa, Asia, Africa, America … e l’Australia? :0

Il quinto Continente è “arrivato” alla fine del 700 grazie al capitato Cook.

Ma già il matematico Pitagora (500 a.C.) ipotizzava l’esistenza di un Continente nell’emisfero australe. Altri studiosi, per il bilanciamento del peso dell’Europa e dell’Asia, pensavano ad un nuovo (e pesante) Continente nell’emisfero a sud dell’Equatore.

Prima del Capitano Cook, agli inizi del 1600, furono gli Olandesi ad avvistare le coste australiane ma vennero scambiate per isole della già nota Nuova Guinea. Il primo vero sbarco avvenne nel 1616 da parte del Comandante Dirk Hartog da cui prese il nome l’isola nella zona occidentale australiana –  Dirk Hartog Island.

Se la osservate sulla Mappa Satellittare , vicino noterete la Shark Bay, la Baia dello Squalo: alla fine del 1600, una nave inglese sbarcò in questo luogo e fu grazie alla pesca di uno Squale Tigre che  riuscirono a sopravvivere, dopo mesi di navigazione e le conseguenti ristrettezze alimentari.

Magari mangiando il suo fegato, alimento ricco (fino al 90%) di olii a basso peso specifico. Non avendo la vescica natatoria, il galleggiamento dei Pescecani è regolato da questo organo. E siccome il fegato occupa una buona parte dell “addome” ,  il loro intestino ha una forma a chiocciola, necessità virtù ! 🙂  #scoprireleggendo

La Dirk Hartog Island e le penisole circostanti offrono spettacoli naturali, geologici e marini unici. Ma quante foto scatterei??? 🙂

C’è la Hamelin Pool con le colonie di microrganismi più antichi (3,5 mld. di anni fa)  della Terra : le Stromatoliti . Piccoli batteri che catturano granelli di sedimento con un secreto vischioso. Questo, indurendosi,  farà da base/tappeto al successivo strato di sedimento “catturato”.

Oppure la “Schell Beach” è una spiaggia formata da milioni di conchiglie bianchissime (Fragum erugatum) .

E poi le Riserve/ Parchi protetti con le numerose lagune salate, le baie dalle acque cristalline, i delfini, i dugonghi! 🙂 E per arrivarci ? Poche, pochissime strade in mezzo ad un deserto rosso: e già questo è uno spettacolo! 🙂

Che meraviglia l’Australia! 🙂 Adesso mi tuffo nelle fotografie satellitari e a voi …

… Buona visita e buona ricerca nelle vostre zone, di orologi, statue, fontane, … con i Continenti!

 

Mosaico dei Cinque Continenti – Scuola Primaria “Angela Adami” di Tolmezzo

 

Chi trova tutti e cinque alzi la mano! 🙂

Buona estate!

Mandi Mandi

Beta

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Per saperne di più:

Ci sono altri siti interessanti a Trieste, ve ne ho linkati (in rosso) alcuni. Cercateli in base ai vostri interessi. Li troverete, ne sono sicura. 🙂

Nel frattempo leggete sul web, la descrizione del meccanismo dell’orologio. Meraviglioso!

Le notizie le ho trovate leggendo:

VENEZIA vol.1 -Collana Città d’Arte Gruppo editoriale L’Espresso – ed. 2011

I BAMBINI ALLA SCOPERTA DI VENEZIA di Elisabetta Pasqualin – Lapis ePalombi Editore – 1999

LA SETTIMANA ENIGMISTICA n.4499 dd.14 giugno 2018 – rubrica “Perchè…” notizia di Alessandro Iannone.

OASIS – Musumeci Editore – n.4 1991 / n. 1 1995 / n.9 1996

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Grazie.

SEGNA … FOTO!

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Buongiorno!

Un’idea carina per un Segnalibro particolare e unico?

Ve ne ho già fatti vedere alcuni tempo fa, per riciclare la carta o altro materiale che abbiamo in casa.

Per questo serve una fotografia.  Una bella fotografia, “legata” a chi si vuol regalare il Segnalibro.

FOTOGRAFIA

Questa volta ho preso una fotografia della mia famiglia di origine, una bella fotografia in bianco e nero, ne ho fatto una fotocopia e l’ho incollata su un foglio A4 colorato e con il taglierino ho creato tanti rettangoli quanti sono i destinatari (ve ne parlo a fondo pagina) …

RITAGLIO

… ho scritto i loro nomi, qualche disegno colorato, qualche motivo con la perforatrice (qua largo alla vostra creatività, manualità e fantasia: mi raccomando all’insegna del riciclo, dell’usare quello che si ha in casa di cancelleria, merceria, …) , una “passata” con la plastificatrice e …

… voilà …

SEGNALIBRO

Ognuno avrà il suo personale Segnalibro e quando si ritroveranno insieme, giocheranno a ricomporre il segnalibro-puzzle ricordando i nomi di questo o quest’altro parente! 🙂

Buon lavoro e … Buona Lettura!

Alla prossima idea!

Mandi Mandi

Beta

P.S. E’ la foto della famiglia del mio caro papà. Nonna, nonno, zii, zie … una grande famiglia (all’appello mancano due zie, arriveranno anni dopo! 🙂 ) .

E’ un regalo per uno di loro che, come ogni estate, ritorna nella sua casa natale, dalla Nazione dove, anni fa, è arrivato da emigrante “a cercar fortuna” come si diceva: ha trovato lavoro, formato una famiglia e ogni estate ritorna, con il suo sorriso. Ecco i segnalibri sono per lo zio, la zia e per tutti i cugini, grandi e … piccoli. 🙂

#sorrideresempre  #ilovebooks  #jaimelire  #ioamoleggere 🙂

 

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RISPETTO

Rispetto.

Emozioni: idee del cuore

Per tanti anni, mia mamma , ha fatto la donna delle pulizie.

A Milano, spesso, mi portava con se.

Andava in un paio di case.

Una me la ricordo bene, nonostante fossi piuttosto piccola.

Due sorelle anziane, contesse, erano le proprietarie di un bellissimo appartamento in centro.

Io ero vivace. Coi capelli corti. Mora. Occhi grandi e curiosi. Molto educata. Mi sedevo su una poltroncina di velluto verde. Me ne stavo lì a leggere. Divoravo i libri, per i quali, lei, spendeva le mance messe da parte, regalandomeli con orgogoglio e sacrificio.

Ogni tanto, tra una pagina e l’altra, sbirciavo cosa facesse.

Se erano presenti le due donne, mi offrivano sempre dei biscottini ed una tazza di tè al limone. La tazza era di porcellana bianca, con fiorellini azzurri e qualche fogliolina verde, dipinti a mano, serviti su un vassoio d’argento.

Ed io mi sentivo una principessina.

Quando non c’erano…

View original post 469 altre parole

Story, Histoire, Racconto di CLARISSA!

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Buongiorno!
Tempo fa ho condiviso una mia creazione floreale grazie alla creatività di Lucia e Clarissa con l’iniziativa FLORA.

PREPARATIVI

Di Lucia ve ne ho già parlato nel suddetto post e di Clarissa? .. eccola!

La conosco tramite INSTAGRAM ma mi piace di più stare davanti al mega-schermo del PC per leggere in tranquillità, le sue deliziose storie.

Per me sono …

Pensieri immersi in immagini fotografiche a colori con un’idea in bianco e nero.

Non vi svelo niente, andate a curiosare nel suo sito. Anche perchè le storie, appena lette, diventano personali, quindi ognuno ci appiccica un pò della propria e unica vita. 🙂

Grazie Clarissa. E buona lettura “appiccicosa” 😉 a tutti voi!

 

Ma torniamo a noi, anzi alla sottoscritta. 😉

Terminato il bellissimo e colorato lavoro floreale di Fiorigami, mi sono trovata con la storia di Clarissa (la conservo nel mio Diario) e poi carte, cartine, petali, disegni in bianco e nero,… li butto? Naaaa! 🙂

Ho colorato le roselline, su cartoncini di carta ho incollato i petali trovati nella loro scatola magica, ho tagliuzzato di qua e di là, qualche frase (un accenno di storie di Clarissa) , plastificatrice in azione e voilà …

 

segnalibri

All’insegna del #riciclocreativo , del #nonsibuttavianiente  e del #ioamoleggere ecco a voi i Segnalibri floreali! 🙂

Buona lettura e buone creazioni con Clarissa e Lucia e “Grazie” a voi due.

Mandi mandi

Beta

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BISCOTTI DI CIOCCOLATO

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Buongiorno! Oggi cucino un BLOG! -27

Dal mio libro delle RICETTE/BLOG ecco un buonissimo dolcetto!

1-ricettario-sito

Avete finito ieri sera i biscotti? Bhè! Questa è una ricetta veloce, si impasta alla mattina (durante il momento della colazione) e dopo una giornata di riposo in frigo, mentre si prepara la cena, si infornano questi buonissimi Biscotti Gocce Cioccolato ! 🙂

Su 220 gr di farina, io ho usato 110 gr di farina integrale, giusto per variare un po’! 🙂

BISCOTTI CIOCCOLATOSI

Buon Appetito e … un Grazie a Daniela!

Mandi Mandi

Beta

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Grazie mille

 

TORTA … SVUOTAFRIGO! ;)

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Buongiorno tutto il giorno!

Vi capita anche a voi la serata del tipo: “Perdindirindina! Cosa cucino?” 😉

Io ho aperto il frigorifero e l’ho svuotatoooo! 🙂

Avendo delle verdure (scartato il minestrone perchè mangiato la sera precedente) ho pensato ad una Torta Salata.

La Pasta Brisèe è quella di Marco, facile, veloce, morbida, profumata e gustosa. Il libro da cui l’ho tratta è segnato in fondo all’articolo.

In una ciotola si mescola 300 gr di farina 1 o 2 con 80 ml di olio EVO, circa 100 ml di acqua (dipende dalla farina) ,2 cucchiai di aceto di mele, sale e bicarbonato al posto del lievito.

Dopo un periodo di riposo sola soletta in frigo (è o non è vuoto! 😉 ) l’ho stesa su una pirofila. Perchè non attacchi, anzichè la carta forno, ho spennellato un pò di burro liquido e poi una “spolverata” di pane grattugiato .

In forno a 180° per 15′ circa, per una pre-cottura.

Con cosa l’ho riempita? Una patata, un porro e due carote lessati, foglie di basilico e un pomodoro secco tritati, una dadolata di ricotta di pecora affumicata (avevo un angolino! 😉 ) una spolverata di curcuma e pepe, niente sale.

Il tutto amalgamato con 250 gr di ricotta.

In forno a 180° per 15′ c. , prova stecchino! Et voilà!

8-TORTA SVUOTAFRIGO
Luci serali! 😦

Scusate … le luci soffuse 😉 😦 Era una sera buia e tempestosaaa! 😉

Quindi, ricapitolando, la Base Brisée ve la consiglio caldamente anche per altre Torte.

E poi aprite il vostro di frigo … una confezione di ricotta e una patata lessa per legare bene, le vostre verdure preferite cotte velocemente e spezie e/o erbe aromatiche a piacere. Non dimenticate pepe e curcuma! 🙂

Buon appetito!

Mandi mandi

Beta

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Per saperne di più:

Libro “CUCINARE E’ UN ATTO D’AMORE” di Marco Bianchi -HarperCollins Spa Milano-Novembre 2017

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Grazie.

UNA CAMMINATA SUL … MONTE CANIN!-10

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Buongiorno!

Pensieri sparsi su questa meravigliosa Montagna friulana!

Scriveva il geologo Ardito Desio (1897-2001) :

“(…) di tutte le motagne che si vedevano dal piazzale del Castello,(di Udine) era il Monte Canin che esercitava le maggiori attrattive (…) sia per le sue forme aspre e accidentate, sia perchè si ergeva maestoso al di sopra di tutte le altre. …

Monte Canin dalla pianura friulana
Monte Canin dalla pianura friulana

… l’amico professore Ciro Bortolotti (…) trovò di suo gusto l’idea di organizzare per noi un’ascensione al Canin. (…) “Partiremo martedì prossimo. Mi raggiungerete in bicicletta a Chiusaforte, poi proseguiremo insieme.” L’idea di scalare la montagna più alta di quante dominano la pianura friulana mise in effervescenza il mio cervello e in tensione i miei nervi. …

… Risalimmo pedalando la Val Raccolana e con una breve passeggiata raggiungemmo il Rifugio Nevea ove facemmo colazione, proseguendo poi per il Rifugio Canin. A due terzi di strada il professore mi additò, ai piedi della parete del Bila Pec una grotticella difesa verso l’esterno da una parte di sassi. ” Quello è il vecchio Rifugio Brazzà” disse”Là Giacomo di Brazzà Savorgnan di Cargneu visse per qualche mese per rilevare la carta topografica del Canin e del Montasio, preparandosi così a maggiori imprese”.

Giacomo di Brazzà Savorgnan era il fratello di Pietro Brazzà, il famoso esploratore del Congo, nell’Africa Occidentale. Egli seguì le orme del fratello e, insieme con Attilio Pecile, pure friulano, effettuò l’esplorazione di vaste areee del bacino del fiume Congo. 

La vista di quel rifugio affumicato rimase per sempre nella mia memoria come un simbolo.

Alle prime luci dell’alba il professore ci diede la sveglia. Lasciammo il rifugio e risalimmo le morene sino all’inizio del ghiacciaio. Era la prima volta che vedevo un ghiacciaio. Mi fece una grande impressione: tutta quella massa di ghiaccio dai riflessi verdazzurri mi suggestionava. Risalimmo tutto il pendio gelato sino all’attacco della parete. …

… ai primi raggi del sole toccammo la vetta a 2585 metri. Un grido di gioia si sprigionò dai nostri petti.

L’entusiasmo è espresso in ogni parola. Niente note per la fatica, per la distanza, per l’altitudine, niente. C’erano!Figurarsi, ma sono state, secondo me, cancellate dall’entusiasmo, dalla meraviglia di salire in vetta, dalla vista di questo spettacolare paesaggio montano!

Provo anch’io un’ attrazione particolare quando scorgo il Monte Canin dalla pianura.

La MIA montagna resta il Monte Coglians, ma è ricca di ricordi famigliari : è un’accozzaglia di pensieri storici, geologici, naturalisti, intercalati con immagini di giornate trascorse con questo o quel familiare, lungo il sentiero che porta in cima, di voci di persone care, di colori dei prati intorno alle Casere ai piedi della montagna, di profumi del fuoco, del siero caldo, del suono dei campanacci delle mucche, … … … troppi personali ricordi.

Monte Canin dalla pianura friulana
Monte Coglians

Il Monte Canin e tutto il suo comprensorio mi affascina da sempre per la Geologia del posto. Conoscete la mia passione (amatoriale) per le rocce! 🙂

L’anno scorso ero salita al Rifugio Gilberti per assistere al Concerto di Vinicio Capossela per il No Borders .

CAPOSSELA

In attesa del concerto ci siamo incamminati lungo il sentiero CAI 632 che attraversa l’Altopiano per giungere al Rifugio Marussich e poi su in cima al Monte Canin.

10 Sella Pila Bec
dalla Sella Bila Pec  la vista della Sella Prevala

Tutto intorno a noi è un paesaggio “lunare”, spettacolare, sede (migliaia di anni fa) di un maestoso ghiacciaio. Si notano formazioni di Dolomia Principale, di Calcari Dolomitici, che hanno sviluppato numerosi fenomeni carsici. E’ una delle mete favorite per chi pratica la Speleologia.

Ecco: non mi attira molto l’addentrarmi (accompagnata ed equipaggiata in sicurezza, si intende) in questi cunicoli stretti, sapendo di avere qualche metro di roccia sopra la testa ma … siccome sono #curiosacomeunascimmia 😉 proverei giusto qualche metro, per capire l’effetto che fa, al buio (o quasi), in silenzio, io, la mia amata roccia e il ticchettio delle gocce d’acqua! 🙂

13 geologia
Altopiano del Canin-Zona Speleologica!

Ma torniamo alle nostre camminate all’aria aperta!

Consiglio in zona il percorso Botanico del Pila Pec. E’ una camminata ad anello, ben segnalato, sulla flora e la morfologia del territorio.

 

Al termine del sentiero, avviandomi verso il Rifugio Gilberti sono “svenuta” alla vista dei miei amatissimi fossili, in questo caso i Megalodonti, molluschi bivalvi!

15 Fossili

Ecco, pensando che in questo luogo, milioni e milioni di anni fa, c’era il mare … “svenuta” di nuovo! 🙂 #sempreconilsorriso !

FOSSILI

Dopo il Concerto, siamo rientrati percorrendo il sentiero CAI 635; c’era però una coda infinita di gente : siamo passati veloci veloci vicino all’Abisso Mario Novelli con la sua forte corrente d’aria (cavità 1346 del Catasto Regionale Grotte – Un “Grazie!” al dott.Giulio Goi)  e al vecchio Rifugio Brazzà (v. racconto di Ardito Desio) .Che emozione ho provato avvicinandomi!  Non ho avuto il tempo, dato la confusione, di fermarmi a studiare bene la zona. Sarà per un’altra volta!

19 CAI

Quindi si ritornaaaaa! Per la gioia di Beta-marito che mi ama alla follia 😉 quando mi fermo a scattare … giusto quelle quattro foto! 😉

1-15 marzo 2015
anche l’albero Dromedario ride! 🙂

A tarda primavera di quest’anno, sempre da Sella Nevea, abbiamo percorso  il sentiero CAI 623 sull’Altopiano del Montasio. Altra zona magnifica e ricca di storia alpinistica!

4 Altopiano

Curiosità: durante la precedente gita ammiravo l’Altopiano del Montasio dal Canin …

9 MONTASIO
Adesso sono qua …

… mentre questa primavera, dal Montasio mi fermavo spesso (oltre che per il fiatone! 😉 sono vecchietta! ) per ammirare il Gruppo del Canin !

2 Monte Canin
… adesso sono qui!

Rientrando a Sella Nevea, lungo la strada, pareti di roccia fantastiche!Strati e strati di pietrisco, ghiaie più o meno fini; depositi rocciosi testimonianza del lavoro delle acque di fusione dei ghiacciai durante il periodo del Pleistocene (1,8 milioni di anni fa). Magnifico!

6 rocce

Guardando, o meglio, ammirando la zona del Canin mi sono ricordata di una gita (una delle prime gite da novelli fidanzatini) lungo i sentieri CAI 636 e 637, fino al Bivacco Modonutti-Savoia per poi scendere lungo il bosco tra il Monte Poviz e il Monte Robon. Ricordo la distesa bianca delle rocce, le scanalature dovute all’erosione/scioglimento del calcare, … e la bella compagnia di una coppia di amici. L’unico rammarico? Non ho foto: il mio Beta-fidanzato/futuro marito aveva dimenticato la macchina fotografica a casa! Tranquilli :adesso anche la sottoscritta ne è provvista, quindi, basta una bella giornata e si parteeee … abbracciandovi tutti! 🙂

5 abbraccio

In un altro testo di Ardito Desio (vedi fondo pagina) il professore precisa: ” E’ presto fatto, 57 chilometri di bicicletta sino a Chiusaforte per la via nazionale. Poi 11 chilometri sul fondo della Val Raccolana sino al Pian della Siega. Qui si lasciano le biciclette e si sale per un sentiero sino a Sella Nevea dove c’è un buon rifugio alpino. Da Sella Nevea si sale ancora a pernottare nel piccolo rifugio Canin. La mattina seguente si parte all’alba, si rimonta il ghiacciaio centrale del Canin sino all’attacco della parete e di là in poco più di un’ora si arriva in vetta. Nella stessa sera si può essere di ritorno a casa”

Si parla di una gita di due giorni, organizzata nel 1912, partendo in bicicletta da Palmanova. Pensando all’anno, a come erano le strade, i mezzi, i materiali, l’abbigliamento, adesso bisogna SOLO camminare lungo il sentiero, in silenzio, in rispettoso silenzio.

Buona camminata e attenzione! Sicurezza innanzi tutto e portiamo a casa nostra i rifiuti!

Mandi mandi

Beta

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Per saperne di più, i miei Consigli di lettura.

Cliccate, come sempre, sopra le parole ROSSE dell’articolo,  per descrizioni più approfondite sui siti di riferimento e poi …

sito del Parco Naturale Regionale delle Prealpi Giulie

Scheda del Geosito del Monte Canin

Scheda del Geosito dell’Altopiano del Montasio

Libro “SULLE VIE DELLA SETE DEI GHIACCIAI E DELL’ORO” Avventure straordinarie di un geologo – scritto da Ardito Desio – ed. IST.GEOGRAFICO D’AGOSTINI Spa Novara-1987

Opuscolo “LE MIE PRIME SCALATE ALPINISTICHE GIOVANILI” di Ardito Desio – Estratto da “IN ALTO” CRONACA DELLA SOCIETA’ ALPINA FRIULANA ed altre pubblicazioni- libretto stampato dalle Grafice Fulvio-Udine

Cartina CAI 027 CANIN-VAL RESIA-PARCO NATURALE PREALPI GIULIE

Libro “GUIDA DEL FRIULI-VII-VAL CANALE” ed.Società Alpina Friulana Sez.Udine del CAI – 1991

Libro “GUIDA DELLA CARNIA E DEL CANAL DEL FERRO” di Giovanni Marinelli-1924-nuova edizione a cura di Michele Gortani-S.A.F.-Libreria editrice “Aquileia”-

Catalogo della mostra “HIC SUNT LEONES. ESPLORATORI, GEOGRAFI E VIAGGIATORI TRA OTTOCENTO E NOVECENTO. DAL FRIULI ALLA CONOSCENZA DEI PAESI EXTRAEUROPEI” – organizzata dal Museo Friulano di Storia Naturale di Udine del 2011.Catalogo a cura di Paola Visentini. Ed. del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine-stampato La Tipografica-novembre 2011

Catalogo della mostra “HISTORIA NATURALIS alle radici del Museo Friulano”Ed. del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine-Dicembre 2004 Arti Grafiche Friulane-

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Grazie.

NEVE MAGGESE! ;)

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“Ma chi sono? Chi sono? Ma vieni!”    🙂 😉 🙂

cit. dal film di Aldo, Giovanni e Giacomo ” Tre uomini ed una gamba” .

occhiali
Che ridere!

Cosa avevo sperato, scrivendo l’articolo sul mese di MAGGIO?

SCHERZO

Come dice il proverbio friulano :

Tons di març, nèf di mai

Tuoni (durante i temporali) a marzo, ritornerà a maggio la neve 

E la neve fu! 🙂

NEVEEE!
Foto fresca fresca di stamattina!

In alto, sul Monte Coglians,… ma è arrivata! 🙂

Mandi Mandi

Beta

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Grazie.

 

 

TORTA CIOCCOLATOSA

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Come promesso tempo fa all’autrice dell’articolo, dopo aver provato la Pasta Frolla oggi ho preparato … rullo di tamburi … la Crostata al cioccolato !

E siamo al 26° Blog che cucino! 🙂

Ho usato la marmellata di ciliegie anzichè la composta di lamponi :aspettiamo l’estate per averli freschi freschi! …

occhiali

… e nel piattino, ho servito la fetta di Torta con una quenelle di gelato alla panna! Slurp! 🙂

TORTA di CIOCCOLATA

Super profumata e super buona! Buona perchè le mie boccucce giravano sempre in zona frigo! 😉

Un buon modo per “riciclare” il cioccolato! Doppio Slurp! 🙂 🙂

Grazie Samanta!

Buon Appetito!

Mandi mandi

Beta

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PIANTE “PARTICOLARI” in FVG!

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Buondi’.

Giorni fa ho partecipato ad un incontro promosso dal Museo Friulano di Storia Naturale, dall’Università di Udine, dalla Regione FVG e dall’ ERSA , sulle specie vegetali esotiche presenti nello specifico nella mia Regione (ma è un problema che riguarda tutta l’Italia e l’Europa).

Leggendo la documentazione scopro che la loro colonizzazione ha portato a danni sanitari (allergie da contatto o da inalazione), socio-economici (danno al patrimonio artistico ed architettonico – v. le mura della città stellata di Palmanova) ed ambientali (con la loro rapida proliferazione si sostituiscono alla flora spontanea naturale con danni all’ecosistema ed alla biodiversità nazionale e regionale).

Grazie al lavoro d’equipe fra i diversi Enti, si è giunti (in Friuli Venezia Giulia) al riconoscimento ed alla formulazione di una Lista “costituita da 16 specie esotiche invasive altamente impattanti per le quali è indispensabile attivare concrete misure di contenimento” … – … “I dati dovranno essere aggiornati ed anche le tecniche di lotta saranno perfezionate , ma nel frattempo è importante che la popolazione cominci a riconoscere il problema delle specie vegetali esotiche invasive”(cit. dal Libretto informativo).

Le azioni di Prevenzione, di Eradicazione e di Contenimento vengono spiegate molto bene. Consiglio vivamente una attenta lettura della pubblicazione.

Ma di che piante si parla? Giusta domanda. E la risposta è inaspettata, almeno per me.

Pensavo di trovare piante grasse, piante con fogliami particolari, spine, fiori dai colori sgargianti (avete presente la vegetazione dell’Amazzonia? o del Borneo? 🙂 ) …

… niente di tutto ciò. Fate CANC alla vostra memoria e preparatevi a delle “belle” sorprese! Sigh! 😦

specie VEGETALI ESOTICHE IN FVG

Durante le mie camminate e/o giri in bicicletta ho visto queste piante più di qualche volta!

1-guado

Fra le altre nella lista c’è …

l’Ailanthus altissima l’Ailanto . Ultimamente trovo in commercio anche il Miele.

… l’Helianthus Tuberosus il Topinambur.

… la Lonicera Japonica Thub il Caprifoglio giapponese. Quante volte i suoi bellissimi e profumati fiori recisi facevano bella mostra in casa mia!

Caprifoglio Giapponese
Che buon profumo!!!

… l‘Impatiens glandulifera Royle la Balsamina Ghiandolosa. C’è un tratto di ciclabile in Carnia bordata di rosa!

Balsamina Ghiandolosa

Il resto è un susseguirsi di piante radicate più o meno ovunque in Regione, in montagna, in pianura ma anche lungo la costa e le spiagge friulane.

Non si finisce mai di imparare!

D’ora in poi durante i miei giri su e giù per la Regione farò attenzione, magari mappando le mie osservazioni.

E nelle altre Regioni? C’è questa mappatura Fito-esotica? Ne siete già a conoscenza?

Informiamoci, documentiamoci e divulghiamo queste informazioni, anche perchè è a rischio l’ambiente e la nostra salute.

Buona giornata e occhio!

Mandi mandi

Beta

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Per saperne di più:

Cliccando sul nome in rosso dell’Agenzia Regionale per lo sviluppo rurale (ERSA) che ho citato all’inizio dell’articolo, si può scaricare l’elenco, con le informazioni dettagliate, di ciascuna pianta censita e studiata in Friuli Venezia Giulia.

Oppure sul sito della Regione, assieme agli atti/schede/interventi del Convegno.

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