UNA CAMMINATA A … GEMONA DEL FRIULI – 16

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Buongiorno tutto il giorno!

Iniziare l’anno nuovo con una camminata in quel di Gemona del Friuli? Certo che si!

Sentieri   che portano a scoprire “in pochi metri” diversi ambienti naturali, storici, geologici, … in pratica “Un compendio della Natura” prendendo in prestito una frase di Ippolito Nievo per descrivere la mia Regione.

Partendo dalla zona del campo di calcio (località  Glesiute) , sotto l’occhio vigile del Monte Chiampon, si arriva, su comoda strada sterrata, alla Sella di Sant’Agnese con la splendida Chiesetta.

CHIESETTA

Risale al XII secolo ed è stata ricostruita dopo il terremoto del 1976.

Osservando bene le mura si notano i segni del “vecchio” e del “nuovo” (come le mura della meravigliosa Venzone) … per non dimenticare … per rispettare la Storia,  il lavoro dell’uomo, prima e dopo quel maggio e settembre del 1976, sempre vivi nel mio cuore.

Il rumore delle rocce, l’odore della polvere, il silenzio, le voci, gli occhi che parlavano più di mille parole, le mani di tante persone pronte a dare una mano … ricordi indelebili.

Ma torniamo alla Sella di S. Agnese.

Poco prima di “entrare” nel grande prato, si può fare una piccola deviazione lungo un sentiero verso il monte, riparato dalla vegetazione, per ammirare il pozzo per l’acqua usato dalle Monache che, durante la metà del 1200, hanno vissuto (per un breve periodo) in un Romitorio, situato nei pressi della Chiesetta.

POZZO

Questa via era percorsa già ai tempi dei Celti e dei Romani che scollinavano e proseguivano per  …

VENZONE

…   Venzone , prima di intraprendere il lungo viaggio verso il Nord Europa! Che emozione!

Arrivati alla Sella bisogna assolutamente ammirare la catena del Monte Chiampon !!!

m CHIAMPON 2.JPG

A destra (verso Sud) strati rocciosi del Norico (200 mln. di anni fa) e a sinistra quelli “più giovani” del Cretacico superiore (70 mln. di anni fa)!!! 🙂

Giochiamo con i bimbi?

Riusciamo a vedere le gigantesche “Onde di un antico mare” e il “dorso della grande Balena Agnese”  ?

Proseguendo lungo la strada del Monte Cumieli, poco prima del Forte di Monte Ercole … occhio alle pareti rocciose!

LAGO
Dalla strada si ammira anche il Lago Minisini e il Grande Fiume Tagliamento!

Si notano rocce calcaree, pieghe stratificate, faglie e particolari zone di selce dura, segno di un antico e profondo Mare!

Dove si tuffffffa la mia Balena Agnese 🙂

GEO 2

E poi ci sono le “orme” lasciate da animaletti, strisciando sul fondo marino!

Che meraviglia!

GEO 1

Una variante, miei prodi camminatori? 🙂
Si sale al Monte Cumieli, sede di un antico Fortino veneto, dal quale si ammira la pianura friulana e il Fiume Tagliamento.

COLLINE MORENICHE
Panorama verso le Colline Morenicheeee!!!

La grande “conca” era occupata da un antico Ghiacciaio : le attuali  Colline Moreniche sono il risultato del suo movimento verso sud … avete presente quando si spingono le lenzuola verso il fondo del letto? 😉

Dopo aver ammirato tutto intorno il paesaggio montano, ci si immerge in un fitto bosco (fra gli altri) di Pini neri,silvestri, Larici e a diversi (e grandi) Ciliegi con la loro bella corteccia anellata!

Si scende lungo il versante nord per ricongiungersi al sentiero proveniente dalla Sella di S.Agnese e si arriva all’altezza del Forte di Monte Ercole.

FORTE MONTE ERCOLE
Merita una visita … per ricordare la Storia!

Nel bosco giochiamo con i bimbi? 🙂

Le rocce, soprattutte quelle calcaree, lasciate dal passaggio del vecchio ghiacciaio, diventano delle buffe facce. Chi ne trova/fotografa di più? 🙂

MASCHERE.JPG

Io ho trovato Fantasma SENZADENTI ! 🙂 … è amico di …

FANTASMINO

…   Nuvoletta Verde che abita vicino al Lago. 🙂

Oppure si può osservare le foglie cadute e indovinare a che albero appartengono. Un aiuto può essere dato dal ritrovamento dei semi/frutti, come le ghiande, i ricci “castagnosi” 😉 , pigne … piccoline, rotonde, lunghe, … largo ai “ritrovamenti”.

FOGLIE

Dopo la consigliata visita al Forte, si scende lungo la strada bianca e si arriva al meraviglioso Lago Minisini ( o di Ospedaletto).

Del  Lago Minisini  ne avevo parlato nel primo articolo in questa mia avventura sul Web.

Una sorpresa paesaggistica ogni volta. Ogni stagione, ogni cambio atmosferico, … rendono questo piccolo angolo naturalistico, uno scrigno unico.

LAGHETTO

 

GHIACCIO

Acque che vanno, che vengono, di origine carsica collegate con la Roggia di Ospedaletto attraverso un canale sotterraneo …

BOCCA

Appppproposito di acqua 😉 . Dalla cima del Monte Cumieli si può ammirare il Grande Fiume Tagliamento dal quale “nasce” il Canale Ledra … mumble mumble … altra storia! 🙂

FIUME TAGLIAMENTO

Arrivando da Ospedaletto, si possono notare prati con tipologia di vegetazione diversa. Soprattutto dopo un periodo di precipitazioni piovose, parte di queste zone prative sono colme d’acqua, alcune volte di TANTA acqua! Si tratta  delle antiche Paludi Broili e Lunghinâl!

Prati Broili

A metà della zona prativa dei Prati Broili, verso nord-est,  si possono notare molto bene gli “sbocchi” delle sorgenti. Che meraviglia!

Attenzione bimbi: vicino al passaggio sotto la ferrovia, l’asfalto “sforna” acqua! 🙂

Cif caf cif caf ! Chi viene a saltare dentro a queste invitanti pozze? 🙂

Attenzione a non fare salti troppo alti per non cadere dentro alla Fornaceeeeee! 😉

FORNACE

Scherzi a parte … fatto trenta facciamo trentuno (passi) ?

In località Molino c’è la ristrutturata fornace Copetti, usata,  lo scorso secolo, per la produzione della calce (ricordate la pietra calcarea del Monte Cumieli?) . Un vero gioiello di recupero.

Anche qui (come lungo il percorso) la tabellonistica non manca, per spiegare in modo chiaro il luogo dove ci troviamo e non solo.

Proprio di fronte alla fornace, verso sud, c’è la ciclabile che collega Gemona del Friuli a Venzone … ma questa è un’altra – meravigliosa e ricca di sorprese – storia! 🙂

Intanto, amanti delle due ruote, cimentatevi sull’ itinerario da me proposto. E’ un anello, quindi partite da dove vi è più comodo … sarà comunque uno spettacolooo! 🙂

TABELLA

Cartina topografica in mano SEMPRE da me vivamente consigliata, per avere un insieme a 360° del territorio, anche per meglio orientarsi … visto le mie molte “segnalazioni”, scusate ma non riesco a camminare e basta! Guardo la vegetazione, osservo gli animali (gufooooo dove sei! 😉 ), e poi mi meraviglio ad ogni roccia, parete, montagna, …, ad ogni sorgente, corso d’acqua grande e piccolo … SANTE le persone che mi affiancano! 🙂

Un abbraccione “ciliegioso” 🙂 e …

ABBRACCIONE

… alla prossima camminata sempre nei dintorni della suggestiva Gemona del Friuli!

Mandi mandi

Beta

P.S. Un GRAZIE a quanti si prendono cura di questa magnifica zona naturale e storica.

P.S.bis 😉 Non si puuooo (come cantavano i Pooh 🙂 ) leggere i libri e trovare tracce di Castelli, vie d’acqua,…non si puuooo! 🙂 … mi tocca tornare a trovare la Balena Agnese! 🙂 🙂 🙂

#curiosacomeunascimmia sempreeee #leggerelibrifabene #sempreconilnasoallinsu #adorolastoria #adorolageologia #camminarefabene

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Per Saperne di più:

Cartina n.020 PREALPIDEL GEMONESE COLLI MORENICI DEL FRIULI – 1:25.000 ed. Tabacco

Libro “I LAGHI Guida Naturalistica al FVG” di Gaddo de Anna – Carlo Lorenzini Editore -1987

Libretto n.4 “PREALPI E PIANA DEL TAGLIAMENTO” -Le Guide del FVG – La Provincia di Udine – Cooperativa Alea Udine – 1997

Libretto “PARCO NATURALE DELLE PREALPI GIULIE-GUIDA AL SENTIERO NATURALISTICO SILANS-LAGO DI OSPEDALETTO” – Regione Autonoma FVG- Comune di Gemona del Friuli – Ed.Arti Grafiche Friulane – Udine – ed.1992

Libretto “MOUTAIN BIKE NEL GEMONESE” 13 itinerari per 7 Comuni -Comunità Montana del Gemonese -Cooperativa Utopie Concrete di Venzone- Ed.Arti Grafiche Friulane-1999

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P.S. I miei articoli  NON sono sponsorizzati dai link (cliccare sopra le parole “blu” e/o “rosse”) di rimando o dalle Case Editrici indicate.E’ un mio libero consiglio di lettura e/o comprensione.

UNA CAMMINATA A … PRAMOLLO! – 14

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Camminare osservando.

Che ne dite se andiamo al mare … in montagna?

Non sono impazzita, è proprio così: un mare di qualche anno fa 😉 ma è sempre una meraviglia camminarci e assaporare ogni formazione rocciosa pensando all’orogenesi della montagna.

Anzichè essere a Grado (o nella vostra località balneare locale) percorrendola a piedi lungo la spiaggia – passeggiata consigliatissima specie durante il periodo autunn-invernale – ma quanto è bello il mare d’inverno!!! …

GRADO 021218

… dicevo… anzichè essere a Grado, oggi siamo arrivati al Passo Pramollo, al confine con l’Austria.

Un percorso particolare che ci permette di camminare in cresta, di qua l’Italia, di là l’Austria. 🙂

Una camminata lungo una “costa marina” di depositi fossilizzati, formati milioni di anni fa dal lavoro e dalla forza di fiumi e del mare, strato dopo strato, sedimento dopo sedimento, trasformati, piegati, dall’azione tettonica.

ABBRACCIONE
Io mi fermo qui! 🙂

Leggendo i dati mi entusiasmo sempre: si parla di 300-270 mln. di anni fa (Periodo Carbonifico-Permiano), di una zona che si trovava a 4° di latitudine Nord, vicino all’Equatore! Ma ci pensate?!?!?

 

Un’altra caratteristica di questa zona confinaria, è la presenza del bellissimo fiore WULFENIA CARINTHIACA. Per la sua rarità e unicità è un Fiore protetto: guardare e/o fotografare ma NON TOCCARE! 🙂

La particolarità sta nel fatto che la pianta è originaria dell’Asia e la sua diffusione sta nella sua “migrazione” durante il periodo glaciale. Potenza della Natura!

Per la foto cliccare qui! 🙂

Ma adesso ritorniamo lungo la costa! 😉

Dal Passo si prende la strada forestale che porta a Casera Auernig e poi a Casera For (sentiero CAI n.504) .

Al primo bivio si imbocca il sentiero n.501. Alla forcella consiglio la deviazione verso ovest, verso il Monte Auernig.

MONTE AUERNIG
Monte Auernig dalla omonima Casera

Dalla cima una meravigliosa vista (tra gli altri) del Monte Sernio, del Monte Cavallo e di Creta d’Aip.

SENTIERO 2
si vede il sentiero? Il Monte Auernig è quello a sinistra (sotto la spiga! 😉 )

Una deviazione austriaca? Si può, scendendo lungo il sentiero CAI n.411.

ABBRACCIONE
Un tuffo nella Storia Geologica! 🙂

A pochi passi dalla seggiovia, c’è un piccolo ma interessante Museo Geologico all’aperto, con terrazza panoramica. Fa parte del GEOTRAIL PRAMOLLO-NASSFELD . 🙂

AUSTRIA
il Monte Gartnerkofel

Rientrando alla forcella si percorre la via lungo la cresta verso est. Un sali-scendi indimenticabile (geologicamente parlando) fino alla Forcella Carnizza.

SENTIERO 4

Da qui o si prosegue verso il Monte Corona (consiglio di guardare l’orologio! e chiedersi :”Ho ancora tempo?” 🙂 ) oppure si scende alla Casera For per poi rientrare a Passo Pramollo per la strada forestale.

RIENTRO ITALIA

Un abbraccio all’Abete per ringraziare di questa meravigliosa escursione, ricordando la Tempesta Vaia di un anno fa e il grande, grande Lavoro di molte persone. Grazie!

ABBRACCIO

Buon escursione!

Rocce, rocce, rocce, lamine, agglomerati, pieghe, … i fossili di piante e di invertebrati marini li vedo con calma alle Mostre organizzate dal Museo, intanto … io mi fermo qui … 🙂 🙂 🙂 🙂

PANORAMA 1

 

Per completare questa zona, la prossima meravigliosa escursione sarà in territorio austriaco, lungo la gol del torrente Garnitzen !!!

Alla prossima camminata.

Mandi mandi

Beta

P.S. Questo articolo lo dedico alla cara Daniela: lungo il sentiero tra limpidi rivoli di acqua, torbiere, libellule verdi ed azzurre, tra i pini mughi chiazze di color rosso … le bacche della Rosa Canina. Osservare sempre!

TORBIERA

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Per saperne di più:

LEGGERE
LEGGERE fa bene a TUTTI!

Cartina Topografica n.018 edizioni Tabacco

Libro “GEOSITI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA” a cura di Franco Cucchi, Furio Finocchiaro e Giuseppe Muscio. REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA- UNIVERSITA’ degli STUDI di TRIESTE-MUSEO FRIULANO di STORIA NATURALE di UDINE. edizione 2010

Libro “MALGHE E CASERE DELLA MONTAGNA FRIULANA” di G.Dreossi e M.Pascolini – ed.CO.EL. anno 1995

Libro e web SENTIERI NATURA di Ivo Pecile e Sandra Tubaro . ed. CO.EL.

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UNA CAMMINATA A … TRIESTE! – 13

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Buongiorno e ancora Buon Anno!

Io l’ho iniziato molto bene, tuffandomi nell’Arte di Trieste!

Un pomeriggio (poche ore ma intense!) trascorso in questa bella città Mitteleuropea. Punto di partenza Piazza dell’Unità con la Fontana dei Continenti.

Europa, Asia, America, Africa … e il quinto dov’è?!?!? 🙂

Vengono proposti diversi Itinerari a tema. Io ho scelto quello Religioso (mi manca la Sinagoga Tempio Israelitico: sarà per la prossima volta! 🙂 )

itinerario religioso
il Canal Grande con la Chiesa di S. Antonio Nuovo e la Chiesa Serbo Ortodossa di S.Spiridione

E poi lItinerario Medioevale ed è stata una scoperta, una meravigiosa scoperta!

Ok. Io mi appassiono con poco, ma con ancora negli occhi i magnifici Palazzi di Piazza dell’Unità d’Italia, con questo itinerario ero al settimo cielo!

palazzi

Ci si “intrufola” tra stradine strette, piccole, irregolari, con angoli inaspettati,

viette
Rio veneziano? No! Triestino! 🙂

Scavi che riportano alla luce testimonianze storiche,abbracciate dal Teatro Romano e dall’Arco di Riccardo!

scavi
Guardando in su! Guardando in giù!

E poi sono stata nel Museo della Bora. Un piccolo scrigno in cui in pochi metri quadrati viene raccontato l’origine, gli effetti, la documentazione, i giochi, le opere d’arte, … in pratica tutto ciò che riguarda il vento triestino.

museo della bora

Noi ospiti abbiamo anche costruito delle colorate girandole! #siamosempredeibambini

Osservare, toccare, sentire, curiosare, domandare … 360° di Sapere, sempre con il sorriso.

E poi … informandomi sui Socials, ho scoperto che una sezione del Museo è dedicata ai venti “stranieri”. In pratica gli ospiti donano un contenitore (la fantasia non ha limite! 🙂 ) con all’interno il vento della loro città/località dove vivono.

Potevo non portare il fresco venticello udinese del primo dell’anno?!?!?!? 🙂

Ed ecco il mio dono: senza di lui (il vento) l’Angelo di Udine si annoierebbe! 😉

vento di udine

E per ringraziarmi …

ambasciatrice eolica
… l’animatore Rino Lombardi mi ha nominata Ambasciatore Eolico! 🙂 🙂 🙂

 

La collezione “ventosa” mondiale si vede bene sulla sinistra della foto. Originale! Unica! Fantastica!

E poi via di nuovo verso il centro della città, facendo un salto sul Molo Audace (tramonto magnifico!) osservando la gru Ursus, uno dei luoghi scelti per girare la serie televisiva LA PORTA ROSSA … scusate della divagazione ma la adoro e fra poco inizia la seconda parte! 🙂

URSUS

Naturalmente (parola non poteva essere più appropiata 🙂 ) potevo dimenticare di osservare la Natura triestina?!?!? Certo che no!

Bella la camminata in totale tranquillità sul viale XX Settembre, viale alberato che ci porta dritti dritti verso il Castello e poi … girovagando tra le viette strette strette ho trovato questo esemplare di Platano (ci rivediamo questa primavera/estate nel fior fiore della sua maestosa bellezza!)

abbraccione

 

Un abbraccione da quaggiù 😉 e al prossimo giro nella mia bella Regione.

Mandi Mandi

Beta

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UNA CAMMINATA SUL … MONTE CANIN!-10

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Buongiorno!

Pensieri sparsi su questa meravigliosa Montagna friulana!

Scriveva il geologo Ardito Desio (1897-2001) :

“(…) di tutte le motagne che si vedevano dal piazzale del Castello,(di Udine) era il Monte Canin che esercitava le maggiori attrattive (…) sia per le sue forme aspre e accidentate, sia perchè si ergeva maestoso al di sopra di tutte le altre. …

Monte Canin dalla pianura friulana
Monte Canin dalla pianura friulana

… l’amico professore Ciro Bortolotti (…) trovò di suo gusto l’idea di organizzare per noi un’ascensione al Canin. (…) “Partiremo martedì prossimo. Mi raggiungerete in bicicletta a Chiusaforte, poi proseguiremo insieme.” L’idea di scalare la montagna più alta di quante dominano la pianura friulana mise in effervescenza il mio cervello e in tensione i miei nervi. …

… Risalimmo pedalando la Val Raccolana e con una breve passeggiata raggiungemmo il Rifugio Nevea ove facemmo colazione, proseguendo poi per il Rifugio Canin. A due terzi di strada il professore mi additò, ai piedi della parete del Bila Pec una grotticella difesa verso l’esterno da una parte di sassi. ” Quello è il vecchio Rifugio Brazzà” disse”Là Giacomo di Brazzà Savorgnan di Cargneu visse per qualche mese per rilevare la carta topografica del Canin e del Montasio, preparandosi così a maggiori imprese”.

Giacomo di Brazzà Savorgnan era il fratello di Pietro Brazzà, il famoso esploratore del Congo, nell’Africa Occidentale. Egli seguì le orme del fratello e, insieme con Attilio Pecile, pure friulano, effettuò l’esplorazione di vaste areee del bacino del fiume Congo. 

La vista di quel rifugio affumicato rimase per sempre nella mia memoria come un simbolo.

Alle prime luci dell’alba il professore ci diede la sveglia. Lasciammo il rifugio e risalimmo le morene sino all’inizio del ghiacciaio. Era la prima volta che vedevo un ghiacciaio. Mi fece una grande impressione: tutta quella massa di ghiaccio dai riflessi verdazzurri mi suggestionava. Risalimmo tutto il pendio gelato sino all’attacco della parete. …

… ai primi raggi del sole toccammo la vetta a 2585 metri. Un grido di gioia si sprigionò dai nostri petti.

L’entusiasmo è espresso in ogni parola. Niente note per la fatica, per la distanza, per l’altitudine, niente. C’erano!Figurarsi, ma sono state, secondo me, cancellate dall’entusiasmo, dalla meraviglia di salire in vetta, dalla vista di questo spettacolare paesaggio montano!

Provo anch’io un’ attrazione particolare quando scorgo il Monte Canin dalla pianura.

La MIA montagna resta il Monte Coglians, ma è ricca di ricordi famigliari : è un’accozzaglia di pensieri storici, geologici, naturalisti, intercalati con immagini di giornate trascorse con questo o quel familiare, lungo il sentiero che porta in cima, di voci di persone care, di colori dei prati intorno alle Casere ai piedi della montagna, di profumi del fuoco, del siero caldo, del suono dei campanacci delle mucche, … … … troppi personali ricordi.

Monte Canin dalla pianura friulana
Monte Coglians

Il Monte Canin e tutto il suo comprensorio mi affascina da sempre per la Geologia del posto. Conoscete la mia passione (amatoriale) per le rocce! 🙂

L’anno scorso ero salita al Rifugio Gilberti per assistere al Concerto di Vinicio Capossela per il No Borders .

CAPOSSELA

In attesa del concerto ci siamo incamminati lungo il sentiero CAI 632 che attraversa l’Altopiano per giungere al Rifugio Marussich e poi su in cima al Monte Canin.

10 Sella Pila Bec
dalla Sella Bila Pec  la vista della Sella Prevala

Tutto intorno a noi è un paesaggio “lunare”, spettacolare, sede (migliaia di anni fa) di un maestoso ghiacciaio. Si notano formazioni di Dolomia Principale, di Calcari Dolomitici, che hanno sviluppato numerosi fenomeni carsici. E’ una delle mete favorite per chi pratica la Speleologia.

Ecco: non mi attira molto l’addentrarmi (accompagnata ed equipaggiata in sicurezza, si intende) in questi cunicoli stretti, sapendo di avere qualche metro di roccia sopra la testa ma … siccome sono #curiosacomeunascimmia 😉 proverei giusto qualche metro, per capire l’effetto che fa, al buio (o quasi), in silenzio, io, la mia amata roccia e il ticchettio delle gocce d’acqua! 🙂

13 geologia
Altopiano del Canin-Zona Speleologica!

Ma torniamo alle nostre camminate all’aria aperta!

Consiglio in zona il percorso Botanico del Pila Pec. E’ una camminata ad anello, ben segnalato, sulla flora e la morfologia del territorio.

 

Al termine del sentiero, avviandomi verso il Rifugio Gilberti sono “svenuta” alla vista dei miei amatissimi fossili, in questo caso i Megalodonti, molluschi bivalvi!

15 Fossili

Ecco, pensando che in questo luogo, milioni e milioni di anni fa, c’era il mare … “svenuta” di nuovo! 🙂 #sempreconilsorriso !

FOSSILI

Dopo il Concerto, siamo rientrati percorrendo il sentiero CAI 635; c’era però una coda infinita di gente : siamo passati veloci veloci vicino all’Abisso Mario Novelli con la sua forte corrente d’aria (cavità 1346 del Catasto Regionale Grotte – Un “Grazie!” al dott.Giulio Goi)  e al vecchio Rifugio Brazzà (v. racconto di Ardito Desio) .Che emozione ho provato avvicinandomi!  Non ho avuto il tempo, dato la confusione, di fermarmi a studiare bene la zona. Sarà per un’altra volta!

19 CAI

Quindi si ritornaaaaa! Per la gioia di Beta-marito che mi ama alla follia 😉 quando mi fermo a scattare … giusto quelle quattro foto! 😉

1-15 marzo 2015
anche l’albero Dromedario ride! 🙂

A tarda primavera di quest’anno, sempre da Sella Nevea, abbiamo percorso  il sentiero CAI 623 sull’Altopiano del Montasio. Altra zona magnifica e ricca di storia alpinistica!

4 Altopiano

Curiosità: durante la precedente gita ammiravo l’Altopiano del Montasio dal Canin …

9 MONTASIO
Adesso sono qua …

… mentre questa primavera, dal Montasio mi fermavo spesso (oltre che per il fiatone! 😉 sono vecchietta! ) per ammirare il Gruppo del Canin !

2 Monte Canin
… adesso sono qui!

Rientrando a Sella Nevea, lungo la strada, pareti di roccia fantastiche!Strati e strati di pietrisco, ghiaie più o meno fini; depositi rocciosi testimonianza del lavoro delle acque di fusione dei ghiacciai durante il periodo del Pleistocene (1,8 milioni di anni fa). Magnifico!

6 rocce

Guardando, o meglio, ammirando la zona del Canin mi sono ricordata di una gita (una delle prime gite da novelli fidanzatini) lungo i sentieri CAI 636 e 637, fino al Bivacco Modonutti-Savoia per poi scendere lungo il bosco tra il Monte Poviz e il Monte Robon. Ricordo la distesa bianca delle rocce, le scanalature dovute all’erosione/scioglimento del calcare, … e la bella compagnia di una coppia di amici. L’unico rammarico? Non ho foto: il mio Beta-fidanzato/futuro marito aveva dimenticato la macchina fotografica a casa! Tranquilli :adesso anche la sottoscritta ne è provvista, quindi, basta una bella giornata e si parteeee … abbracciandovi tutti! 🙂

5 abbraccio

In un altro testo di Ardito Desio (vedi fondo pagina) il professore precisa: ” E’ presto fatto, 57 chilometri di bicicletta sino a Chiusaforte per la via nazionale. Poi 11 chilometri sul fondo della Val Raccolana sino al Pian della Siega. Qui si lasciano le biciclette e si sale per un sentiero sino a Sella Nevea dove c’è un buon rifugio alpino. Da Sella Nevea si sale ancora a pernottare nel piccolo rifugio Canin. La mattina seguente si parte all’alba, si rimonta il ghiacciaio centrale del Canin sino all’attacco della parete e di là in poco più di un’ora si arriva in vetta. Nella stessa sera si può essere di ritorno a casa”

Si parla di una gita di due giorni, organizzata nel 1912, partendo in bicicletta da Palmanova. Pensando all’anno, a come erano le strade, i mezzi, i materiali, l’abbigliamento, adesso bisogna SOLO camminare lungo il sentiero, in silenzio, in rispettoso silenzio.

Buona camminata e attenzione! Sicurezza innanzi tutto e portiamo a casa nostra i rifiuti!

Mandi mandi

Beta

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Per saperne di più, i miei Consigli di lettura.

Cliccate, come sempre, sopra le parole ROSSE dell’articolo,  per descrizioni più approfondite sui siti di riferimento e poi …

sito del Parco Naturale Regionale delle Prealpi Giulie

Scheda del Geosito del Monte Canin

Scheda del Geosito dell’Altopiano del Montasio

Libro “SULLE VIE DELLA SETE DEI GHIACCIAI E DELL’ORO” Avventure straordinarie di un geologo – scritto da Ardito Desio – ed. IST.GEOGRAFICO D’AGOSTINI Spa Novara-1987

Opuscolo “LE MIE PRIME SCALATE ALPINISTICHE GIOVANILI” di Ardito Desio – Estratto da “IN ALTO” CRONACA DELLA SOCIETA’ ALPINA FRIULANA ed altre pubblicazioni- libretto stampato dalle Grafice Fulvio-Udine

Cartina CAI 027 CANIN-VAL RESIA-PARCO NATURALE PREALPI GIULIE

Libro “GUIDA DEL FRIULI-VII-VAL CANALE” ed.Società Alpina Friulana Sez.Udine del CAI – 1991

Libro “GUIDA DELLA CARNIA E DEL CANAL DEL FERRO” di Giovanni Marinelli-1924-nuova edizione a cura di Michele Gortani-S.A.F.-Libreria editrice “Aquileia”-

Catalogo della mostra “HIC SUNT LEONES. ESPLORATORI, GEOGRAFI E VIAGGIATORI TRA OTTOCENTO E NOVECENTO. DAL FRIULI ALLA CONOSCENZA DEI PAESI EXTRAEUROPEI” – organizzata dal Museo Friulano di Storia Naturale di Udine del 2011.Catalogo a cura di Paola Visentini. Ed. del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine-stampato La Tipografica-novembre 2011

Catalogo della mostra “HISTORIA NATURALIS alle radici del Museo Friulano”Ed. del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine-Dicembre 2004 Arti Grafiche Friulane-

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NEVE MAGGESE! ;)

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“Ma chi sono? Chi sono? Ma vieni!”    🙂 😉 🙂

cit. dal film di Aldo, Giovanni e Giacomo ” Tre uomini ed una gamba” .

occhiali
Che ridere!

Cosa avevo sperato, scrivendo l’articolo sul mese di MAGGIO?

SCHERZO

Come dice il proverbio friulano :

Tons di març, nèf di mai

Tuoni (durante i temporali) a marzo, ritornerà a maggio la neve 

E la neve fu! 🙂

NEVEEE!
Foto fresca fresca di stamattina!

In alto, sul Monte Coglians,… ma è arrivata! 🙂

Mandi Mandi

Beta

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