una CAMMINATA a … RESIUTTA! – 9

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Buongiorno!

Leggendo un libro sui sentieri della Regione e dato il mio amore per le rocce 🙂 …

… partiamo per il Borgo Minerario del Resartico, nel Parco delle Prealpi Giulie .

TABELLA
Percorso della Miniera del Resartico

Imboccata la strada per la Val Resia, si seguono le indicazioni per il Borgo Povici.  Al termine del paese di Povici di Sopra, ci si inoltra nella vallata della Miniera e dopo un centinaio di metri su strada bianca, si lascia la macchina in un comodo parcheggio.

Il rumore dell’acqua del Rio Resartico sarà la nostra colonna sonora. Zaino in spalla, macchina fotografica, un pò di attenzione  e si parte.

1-PARTENZA

Arrivati al guado merita una sosta sul grande masso che campeggia ai bordi del Rio! Per guardarci intorno ma anche perchè il masso …

2-SASSO DEL DIAVOLO

… E’ il “Sasso del Diavolo”, una Dolomia Principale con numerosi bivalvi Megalodon! Adoro! 🙂

BIVALVO MEGALODON

Il sentiero CAI 702 è molto ben curato e segnalato. Il Parco naturale delle Prealpi Giulie ha dislocato, in vari punti significativi, dei cartelli e/o delle tabelle esplicative del posto dove ci troviamo.

3-CARTELLO

Ad un bivio, lasciata la strada bianca, si prosegue lungo un sentiero …

4-SENTIERO

… in mezzo a boschi … tra i massi calcarei dolomitici  …

8-MONTE PLAURIS … attraverso gradini di pietra, ripercorrendo il sentiero fatto tante volte dai minatori,  …

6-GRADINI DI PIETRA
Un pensiero a questi lavoratori.

… sempre in compagnia dell’acqua che plasma in pozze, cascate, “scivoli”, la bianca roccia …

11-CASCATA

… osservando la natura che si risveglia, …

 

… piantine che si fanno largo attraverso i sassi,  …

7-RISVEGLIO

… prati tappezzati di colori …

 

10-BOSCO
Vecchio e nuovo colore!

… per arrivare, attraversando le faggete, al Villaggio dei Minatori …

12-RIFUGIO

… con un grazioso e ben attrezzato Ricovero … un bel lavoro di recupero.

13-VILLAGGIO

Dietro le “testimonianze murarie” delle vecchie abitazioni degli operai, parte il sentiero che ci porta al Belvedere: una “finestra” sulla zona della Miniera. Quest’ultima raggiungibile in poche decine di minuti, attraverso un comodo sentiero, sempre partendo dal Villaggio.

14-MINIERA

Tabelle esplicative della zona, sulla storia della Miniera e dei suoi uomini (per non dimenticare!) , sono presenti sia nel Villaggio che nella galleria della Miniera, visitabile con una guida del Parco.

Il periodo estrattivo è stato a cavallo del 1900 fino al secondo dopo guerra. Si estraeva materiale bituminoso (formatosi milioni di anni fa – periodo Triassico – a seguito della compressione di alghe! 🙂 ) che veniva distillato, per ricavare olio, nell’edificio posto all’imbocco della Valle, a Resiutta.

Olio usato per l’illuminazione pubblica di Udine.

Osservando le pareti della galleria si intravedono ancora faglie nerastre ! 🙂 Storia geologica! 🙂 Le mie amate rocce!

FABBRICA
Edificio per la produzione dell’olio

Dopo un meritato riposo, un buon pranzo al sacco sulla terrazzina del Ricovero, con meravigliosa vista panoramica inclusa  🙂 (mi raccomando: portare a casa i rifiuti! Grazie.) per il rientro, si riprende lo stesso sentiero dell’andata.

Noi, invece, abbiamo optato per il percorso alternativo : al primo pilone della teleferica (segnalato), ci si incammina lungo  il “Sentiero dell’Acquedotto”.

Attenzione: è un sentiero esposto, massima cautela ed attenzione. Valutate in base alle vostre capacità/età (presenza di bambini, persone poco esperte), meglio ascoltare prima i consigli di un esperto.

Sulla cartina topografica sono segnate tre sorgenti la cui purissima acqua viene in parte captata da un acquedotto posto nelle vicinanze. Da qui il nome al Sentiero.

La foto non rende l’idea del verde brillante della vegetazione e l’azzurro limpido delle sorgenti! 🙂 e siamo all’inizio della Primavera! Chissà che colori durante la stagione estiva!

17-SORGENTI

Data l’abbondanza di neve di questi mesi, lungo il percorso, l’acqua “scendeva” anche dalla roccia. Una bella e gradita doccia rinfrescante! 🙂

18-ROCCIA

Il sentiero è comodo ma esposto …

19-SENTIERO ACQUEDOTTO

… e con brevi e basse gallerie scavate nella roccia!

Esercizio di piegamento gambe! Alè! 🙂

20-GALLERIE

A fine vallata, si arriva, dopo una ripida discesa nel bosco, al Borgo Povici di Sopra e, riprendendo la strada bianca, si giunge al parcheggio.

Un consiglio: prima di arrivare al Borgo Povici di Sotto, si può osservare a sinistra, dall’altra parte del Rio, tra montagne verdeggianti ,una zona bianca, è il “Retroscorrimento della Val Resia”. Si tratta di rocce che hanno la caratteristica (unica rispetto alle altre zone tettoniche friulane) di “immergersi” verso Sud (e non verso Nord), sotto quelle (periodo Triassico e Giurassico) della catena del Monte Plauris! Meraviglie della natura! 🙂

La descrizione più dettagliata la trovate nel sito dei Geositi del FVG della Regione.

21-FAGLIA
Parcheggio – guardando verso il retroscorrimento

E poi quando si arriva a Resiutta, proprio fronte- incrocio, c’è il Museo della Miniera del Resartico da visitare anche per approfondire un pò la sua storia mineraria e geologica.

Senza dimenticare la Ghiacciaia (situata a pochi metri dal Museo, subito dopo il ponte del T. Resia) .

GHIACCIAIA

In questi luoghi, dalle acque purissime, nel 1844 Francesco Dormisch iniziò la produzione della Birra e la Ghiacciaia serviva da “frigorifero” per le numerose bottiglie prodotte!

Dato l’enorme successo, la produzione venne trasferita nel capoluogo friulano, sfruttando, per il funzionamento delle macchine, la forza delle acque del Canale Ledra.

Di un’altro Birrificio Udinese ne avevo parlato tempo fa, in una delle mie  Storie un pò così per i miei amati bimbi (e non solo! 🙂 ).

VIA MARTIGNACCO
Canale Ledra a Udine

Vi lascio con un pensiero letto su uno dei cartelli esplicativi del Parco Naturale delle Prealpi Giulie.

PENSIERO
Condivido.

Talmente incantati, che ci siamo tornati … altro sentiero, altra storia! 🙂

E l’abbraccio con un albero? Ho trovato degli alberi mooolto speciali! Altro articolo, altra storia per i bimbi! 😉

Comunque mi sono “tuffata” sulle mie amate rocce! In questa, c’era anche un leggerooooo scorrrrrere dell’acquaaaaa!

22-ABBRACCIO
Roccia-sdraio !

Buona camminata!

Mandi Mandi

Beta

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Per saperne di più:

Cartina topografica n.027

Geositi del Friuli Venezia Giulia – sito Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Libro e/o sito Sentieri e Natura

I miei consigli sugli Itinerari

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Una camminata a … CAVAZZO! – 8

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Buongiorno!

Primavera è arrivata e io inizio a scalpitare, o meglio a “scarponare” perchè si ricomincia con le mie lunghe camminate e pedalate in mezzo alla natura.

Una dei primi luoghi per rodare un pò le gambe 😉  è il Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni. Perchè è situato nei Comuni di Trasaghis, di Bordano e di Cavazzo Carnico.

E’ sempre (ma quale luogo non lo è?) una sorpresa, una meraviglia. Per i colori della natura che cambiano in ogni stagione, per le migliorie a rendere più fruibile e accessibile il luogo, per le informazioni geologiche, floristiche, … Grazie a chi permette tutto ciò!

Suggerimenti?

Parcheggiate l’auto nella zona sud e sdraiatevi sul prato, vicino ai laghetti  o sulle spiaggette nella parte sud-occidentale, … chiudete gli occhi e Buon Riposooo … Germano Reale e Folaga permettendo! 😉

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Volete camminare? Cartina alla mano , zaino in spalla, macchina fotografica a tracolla, penna e taccuino perchè vi consiglio diversi itinerari 🙂 eeee si parteeee!!!

CAMMINARE

 

Dal parcheggio (vicino al Parco Giochi) si prende il sentiero a sinistra orografica e ci si incammina verso nord. Flora e fauna acquatica sono in nostra compagnia, senza dimenticare gli alberi, alcuni con etichette per il loro riconoscimento, vicino al Centro Visite.

Camminando a fianco del recinto del C.V. (da visitare per conoscere e toccare da vicino la storia del Lago e della sua gente) si arriva ad una sorgente, acqua che filtra attraverso le rocce ai piedi del paese di Interneppo.

TABELLE

A seconda della piovosità (come è logico che sia) il livello della pozza d’acqua  cambia e con un pò di fortuna si può vedere qualche anatra proveniente dal Lago.

SORGENTE PILE

La tabellonistica posta lungo il sentiero è molto dettagliata, con nozioni sulla flora, sulla fauna, sulla storia e sulla geologia (le mie amate rocce! 🙂 ).

Un suggerimento: la fotografate e a casa, con calma la leggete; sarà una specie di ripasso del luogo visitato o (come capita a me) una buona scusa per ritornare sul posto … “Non ho visto bene questo … ci siamo dimenticati di guardare a destra verso … ” 😉 .

Sempre nelle vicinanze del Centro Visite inoltre, ci sono due sentieri (prendete uno per l’andata e uno per il ritorno 😉 ) che ci portano al paese di Interneppo.

Dal paese parte il sentiero CAI 838 per il Monte Festa. Ve ne avevo parlato tempo fa in questo articolo.

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Monte Festa a destra

Interneppo, assieme a Bordano, è il Paese delle Farfalle. Passeggiando lungo le loro vie  si possono ammirare i molti murales colorati con tante fantasiose farfalle …

MURALES 3MULARES 2

… e anche lungo i toranti della strada di collegamento …

Un pensiero al grande Marco Pantani… e al mitico arrivo al Monte Zoncolan.

A Bordano merita una visita alla Casa delle Farfalle con all’interno varie serre che riproducono gli ambienti adatti a questi lepidotteri … e non solo! 🙂

Alcune delle ospiti! 🙂

Dal centro del paese di Bordano parte il percorso ad anello del Sentiero Entomologico.

SENTIERO

Cartina in mano : Il primo tratto è un sentiero in mezzo al bosco che poi prosegue su una strada secondaria (porta con diversi tornanti alla cima del Monte S. Simeone, luogo di lancio degli appassionati di parapendio).

Si scende fino all’incrocio con la strada per il Monte Festa (di cui sopra). Arrivati poi sulla S.P.36, dopo pochi metri si riprende a sinistra il sentiero in mezzo al bosco che ci riporta a Bordano.

FARFALLE

Rientriamo al Lago? 🙂

Prima di scendere al Centro Visite, fermatevi all’inizio del sentiero a Interneppo. Noterete un’ampia piazzola vista-lago con molti “particolari” interessanti.

TABELLE INFO
Tabella informativa

Su un prato con le essenze vegetali tipiche della zona …

PRATO
Prato

… è stata costruita una Bussola particolare …

… perchè è formata da Mosaici che rappresentano le St … no, non vi svelo tutto, altrimenti che sorpresa è?

MERIDIANA
Rosa dei Venti

Verso il Lago si staglia il “Monumento all’Isolatore”, cioè al particolare congegno che ammortizza le onde d’urto del terremoto. Dispositivo installato sul Viadotto di Somplago e non solo (leggere le tabelle esplicative).

DISPOSITIVO
Monumento all’Isolatore

Quando si parla di Terremoto del Friuli nel 1976, mi emoziono sempre. Sono passati anni, ma il ricordo è sempre vivo.

DEDICA
Dedica

Torniamo a noi.

Dal sentiero rientriamo al Centro Visite.

Si continua lungo la stradina sterrata fino alla punta nord del Lago. Attraversata una zona torbo-paludosa si arriva sotto i piloni del viadotto dell’autostrada e ci si immette sulla S.R.512, vicino alle prime case di Somplago.

E qui altre sorprese ci attendono …

All’incrocio (prima di incamminarci verso la Centrale Idroelettrica per rientrare al punto di partenza) proseguendo sulla strada per Cavazzo Carnico, a sinistra, all’ombra di alcuni alberi di Noci, in mezzo ad un prato c’è un bella fontana con lavatoio , con acqua limpida, fresca, proveniente dalle sorgenti poste a nord.

FONTANA

Camminando verso nord, prima del tornante, sempre a sinistra c’è un’altra stradina secondaria che porta a Cesclans ( itinerario che ho a suo tempo descritto) ma guardando a destra, vediamo una bella cascata. Con attenzione c’è un sentiero che ci permette di avvicinarci alla sua base.

CASCATA SOMPLAGO
Cascata

Tornando sulla strada asfaltata, prima del tornante, dietro la chiesa, c’è un sentiero che “taglia” la strada per Cavazzo Carnico.

STRADA DI BAGNADOR

 

Dopo poche centinaia di metri troviamo le indicazioni per la Chiesetta di S.Candido. Un gioiello di architettura, di arte, sia all’interno che all’esterno, da osservare attentamente.

Per gli appassionati, c’è nelle vicinanze, una Palestra di Roccia!

ARRAMPICATA

Rocce testimoni del vecchio ghiacciaio. Adoro! 🙂

Un’ultima vista panoramica al Lago e riprendiamo la strada verso l’incrocio di Somplago.

Se volete … proseguendo a Nord, sulla Strada asfaltata (attenzione alle auto!) si arriva alla Palude Vuarbis  di cui vi avevo già parlato in un precedente articolo.

Da Somplago si fa rientro alla macchina o facendo a ritroso il sentiero sulla sponda sinistra del Lago oppure si prosegue lungo la strada, passando davanti alla Centrale Idroelettrica.

Si tratta di strada veicolare, quindi, prestare ATTENZIONE, stare in colonna, “contro mano”, un occhio a sinistra al Lago e uno davanti per vedere se arrivano macchine (poche ma ci sono !) e buona osservazione! Per esempio c’è un luogo preferito da tre cormorani che si appostano sopra i rami degli alberi vista-Lago! 🙂 Buona ricerca!

Vi consiglio (se è possibile)  la visita alla Centrale. Eravamo stati anni fa, durante la festa del paese; è stato interessante vedere i vari impianti, i suoi ampliamenti, la lunga galleria con i cavi per il “trasporto” dell’alta tensione, ascoltare il suono dell’acqua nelle gallerie, ammirare il grande dipinto (eh si, c’è anche un’opera d’arte!), conoscere il Lavoro di tanti uomini per un’opera maestosa.

Scorro con un dito sopra la Cartina Topografica per vedere il percorso sotterraneo dell’acqua che da Ampezzo giunge al Lago. Magnifico ed Encomiabile Lavoro dell’Uomo.

Pensando alle mie camminate … Percorrendo la strada bianca per gli Stavoli Folchiar (per intenderci, siamo sopra la Galleria dell’Autotrada)

FOLCHIAR

ho notato in lontananza un vascone di invaso, …

INVASO

… per il “troppo pieno?”, è un simil-sfioratore come nel Lago di Barcis? … non mi ricordo … se qualcuno sa la sua esatta funzione … scrivete alla “curiosa come una scimmia“! 😉

LAGO DI BARCIS
Lago di Barcis

Una piccola deviazione con curiosità al percorso “stradale” per il rientro?

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Il Lago dal Monte Festa

Dalla fontana di Somplago, si continua lungo la stradina interna, si affianca (dato significativo della purezza di queste acque) un allevamento ittico e, poco dopo, fra le case, si attraversa il Rio Schiasazza su un Ponte Romano!

PONTE ROMANO

Il Ponte Romano (ho studiato la tabella 😉 ) faceva parte della vecchia Strada del Sale (I° sec. d.C.) che da Julia Concordia portava i mercanti a Julium Carnicum e poi verso l’Austria attraverso il mio amato Passo Monte Croce Carnico!

Un’altra parte di strada romana la troviamo poco dopo la Centrale, prima di passare sotto al Viadotto. Sulla destra parte un sentiero ciottoloso che costeggia la località Cjaseria Muarta (v. cartina topografica).

Fate attenzione alle pietre, osservatele attentamente, alcune sono usurate dal passaggio dei carri! 🙂 Adoro!

VECCHIA STRADA

Ci si ricongiunge alla “strada maestra” poco prima della Scuola di Vela.

Nella zona sud del Lago c’è un bellissimo canneto. Vi consiglio di percorrere i vari sentieri che lo attraversano e/o lo costeggiano, ad ogni stagione.

Una curiosità/gioco : dall’alto (percorso Stavoli Folchiar di cui ho parlato poco fa) il canneto per me ha la forma di una capra. E a voi cosa sembra? Sono passati una decina d’anni da quando ho scattato questa foto, adesso avrà preso altre “sembianze”! 😉

CANNETO

Giochiamo ancora?

Lungo la strada del rientro, guardando dietro la Sella di Interneppo, si scorge il Monte Chiampon, sopra la bella Gemona del Friuli .

DUOMO GEMONA
Lo splendido Duomo di Gemona del Friuli

Sembra o no una faccia? Una Statua Moai di Rapa Nui , arrivato in Friuli Venezia Giulia per una visita parenti! 🙂

Quest’inverno, per me, era il  GIGANTE INNEVATO che prende il sole. 😉

GIGANTE
Scemo scemo! Gomma gomma! 🙂

Che dire ancora? Ogni momento è buono per visitare questo angolo del Friuli Venezia Giulia, in ogni stagione il Lago ha i suoi colori, le sue sorprese naturalistiche, le sue acque cambiano colore in base al clima, al vento, … MAGNIFICO sempre!

Adesso vi lascio riposare un pò sul prato, magari ripassando, con cartina alla mano, i vari percorsi che vi ho proposto … c’è un pò di confusione, ma vedrete che è più facile di quel che sembra. 🙂 …

cropped-01-08-14-lago-di-cavazzo-mondo-in-miniatura1.jpg

… anche perchè la prossima volta vi parlerò di ciclovie, di acque, di storia …

 

Buona camminata, mi correggo, Buone Camminate!

Mandi mandi

Beta

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Per saperne di più:

Cartina Topografica n.013

Consultate i Siti  dell’EcoMuseo del Lago e di Gemona del Friuli

I miei consigli sugli Itinerari

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Una CAMMINATA a…MONTENARS!-5

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La scorsa estate avevo percorso in mountain bike la piana di Gemona del Friuli

seguendo i corsi del “Grande Vecchio” Fiume Tagliamento, del canale Ledra e del Torrente Orvenco.

Attraversando il torrente 😉

1-guado

mi sono ripromessa di ritornare un giorno per scoprire il suo corso … ed il giorno è arrivato! 🙂

La zona è quella di Montenars e delle sue piccole borgate protette a nord dal Monte Cuarnan.

Mi raccomando … naso all’insù! 🙂  Nelle belle giornate da lassù decollano molti colorati parapendii ed è una “zona-volo” dei grifoni !

Su alcune guide/deplians che ho in casa (o prima o poi crolla tutto! 😉 ) sono dettagliatamente indicati sei percorsi, sentieri o TROIS come si dice in lingua friulana.

TABELLE

Il percorso scelto è il “TROI DES CASCADES” (“il sentiero delle cascate), parte dalla frazione di Salt e costeggia il torrente Orvenco.

Leggendo la sua storia, scopro che la zona sud di Gemona del Friuli (cartina alla mano)è costituita dai sedimenti lasciati da questo corso d’acqua, come Salt e Artegna sorgono sugli “…antichi alvei abbandonati…”.

Lungo il percorso è possibile ammirare i resti del Castello di Ravistagno da cui si gode una bella vista sulla pianura fiulana.

E’ un sentiero ben tenuto, con diverse tabelle esplicative, in mezzo a boschi di tigli,frassini, ciliegi,ontani e i tanti, tanti castagni! Quindi scarponcini, macchina fotografica e via!

La bellezza dell’acqua!

ACQUA

Tanti “salti” d’acqua , uno più spettacolare dell’altro,

TORRENTE

la forza dell’acqua che “scopre” le mie amate rocce, sedimenti antichi!

GRADINI

fino ad arrivare alla Cascata poco distante dall’abitato di Isola…la forza dell’acqua che modella la roccia!

CASCATA

Per non parlare dei fiori!Una meraviglia! Ogni stagione una tavolozza di colori e di sorprese!

PRATO

Lungo il percorso …

TESCHIO

non sembra la “Roccia del Teschio” ad Arta Terme(Udine)? 😉 un pò di fantasia non guasta mai! 🙂

e poi …

abbraccio

… un  abbraccione  ad un “vecchio” castagno!

Mi sono avvicinata … “suona” vuoto, è tutto malconcio, forse un fulmine… ma guardiamo positivo! Sarà un bellissimo rifugio per tanti, grandi e piccoli animali! 🙂

Altre foto le pubblico su Facebook !

Adesso che si allungano le giornate,…allunghiamo anche i percorsi ! 🙂 guardando la cartina è fattibile la camminata completa di tutti e sei i percorsi, tra boschi, borghi, prati, roccoli e naturalmente acque! 🙂

Buone camminate! senza dimenticare la sicurezza e via all’aria aperta!

… e Giulio è (sempre) con me! 262-VPGR

 

Mandi Mandi

Beta

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Consiglio la lettura di :

depliant Comune di Montenars (Udine) “TROIS Sentieri a Montenars”

depliant Comunità Montana del Gemonese Canal del Ferro e Val Canale (Udine) “Percordi d’acqua per quattro stagioni”

libro “PARCHI E GIARDINI STORICI del FVG Un Patrimonio che si svela” ed.Universitaria Udinese srl-2013

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P.S. I miei articoli NON sono sponsorizzati dai Link  (cliccare sopra) di rimando o dalle Case Editrici indicate.E’ un mio libero consiglio di lettura e/o comprensione.

 

 

UNA CAMMINATA IN … PALUDE!-4

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Una passeggiata nei dintorni del Lago di Cavazzo (Udine) e precisamente lungo la Palude Vuarbis, visitata in estate in una precedente escursione.

Percorrendo la strada che da Interneppo-Lago di Cavazzo porta a Cavazzo Carnico si arriva ad incrociare sulla sinistra la strada secondaria per Venzone (fiancheggia tutto il lato nord del Monte S.Simeone:fare attenzione,è un percorso ciclo-turistico!).

Dicevo,all’incrocio si può posteggiare la macchina.A nord dello specchio d’acqua parte una stradina sterrata.D’estate (meglio) tramite un sentiero in mezzo alla vegetazione (attenzione!) si cammina intorno. Ma il bello è durante la stagione invernale perchè…

… grazie all’assenza di vegetazione,è possibile già da bordo-strada, scorgere MEGLIO il geosito della Palude Vuarbis.

palude

“Secondo una (…)tesi (si legge) riconduce la depressione all’erosione operata dall’antico ghiacciaio del Tagliamento, trasfluente nella valle (…) occupata dal Lago di Cavazzo”!!!

Ogni volta che passo da queste parti, o che osservo la zona dall’alto

geosito
…dal monte Festa

mi meraviglio sempre della forza della natura, in questo caso dell’acqua, del ghiaccio! L’antico percorso del nostro Fiume !

I depositi di ghiaie (“conglomerati pleistocenici”*) formano i rilievi su cui è posto l’abitato di Cesclans (a sn.nella foto; in BLU è indicato il Prato Falnor (di cui ho parlato nel precedente articolo e in ROSSO la Palude).

* Pleistocene: Era Quaternaria Periodo da 1.800.000 a 125.000 anni fa !

Facendo un pò di attenzione, si possono  notare in diverse zone la tipica vegetazione lacustre, di torbiera, come i pennacchi della Tifa (Typha latifolia) o le infiorescenze della Canna palustre (Phragmites australis) un pò…secchi adesso 😉 ma “segnalatori” di acqua!

tifa
piante di TIFA (in estate! )

L’acqua…l’acqua che filtra attraverso il terreno e forma dei disegni magnifici in questo periodo gelido! 🙂 è stata una bella sorpresa!(Attenzione a dove mettete i piedi!)

stelle
fuochi d’artificio dal fondo della Palude!
lastre
bollicine ghiacciate! Cin cin! 🙂

L’acqua mi ha fatto anche un regalo! 😉 Dato che mi piace osservare il cielo

pianeti
Sole,Giove,Marte,Venere,Terra,Luna …

Meravigliosoooo! 🙂

Vi segnalo che stanno pulendo il bosco nella zona-nord del Lago di Cavazzo, probabilmente per “allungare” il sentiero che lo costeggia.Bello!La cura per questa località la noto ogni anno, c’è sempre una sorpresa, un cartello esplicativo nuovo, un percorso nuovo, si vede quanto le persone del luogo vogliono “bene” al lago!Grazie per il bel lavoro!

passeggiata

Buone camminate! Copritevi bene, senza dimenticare la sicurezza, e via all’aria aperta!

… e Giulio è (sempre) con me! 262-VPGR

vpgr

Mandi Mandi

Beta

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Consiglio la lettura di :

GEOSITI del FRIULI VENEZIA GIULIA a cura di Franco Cucchi e Furio Finocchiaro e di Giuseppe Muschio ©2009 Regione Friuli Venezia Giulia

UNA CAMMINATA sul…MONTE FESTA – 3

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Il Monte Festa si affaccia a nord del Lago dei Tre Comuni o Lago di Cavazzo.

Si accede per una comoda strada militare fin quasi in cima dove si trova un Forte Militare della Prima Guerra Mondiale.

Fa una certa impressione, con una nota di rispetto, camminare, guardare l’orizzonte, entrare nel Forte , sapendo che sono gesti, azioni fatte anche quasi cent’anni fa dai nostri soldati, in un contesto, in una situazione diversa ma carica di significato e – ripeto – di massimo rispetto. Leggendo la storia ci siamo accorti che l’abbandono della postazione era avvenuta giusto 99 anni fa.

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Tabella Descrittiva

La strada militare parte da quota 315, lungo la strada che da Interneppo porta a Bordano ed è comoda, non ha pendenze particolari -dato che doveva rifornire il Forte a monte – e adatta per una escursione in mountain-bike ma a piedi è un pò noiosa e lunga…magari d’estate con le giornate più lunghe…

Adesso, in pieno periodo autunnale,abbiamo optato per il sentiero 838 del C.A.I. , cartina n.13 .

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Posso assicurarvi che non è come sembra visionando la cartina: non è un sentiero ripido, anche se taglia – e di molto – diversi tornati e tratti stradali.

Il percorso  è ben curato, ben conservato (come del resto il Forte stesso) e immersi nel bosco, ricco di colori, fa passare in secondo piano la fatica. Alcune foto le ho postate anche in un mio precedente articolo !

Sali, sali e finalmente si arriva in cima ed è uno spettacolo.

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Era da molto tempo che  … passeggiando lungo il Lago o mentre passavo in autostrada lo guardavo e … o prima o poi sarai miooo! 😉

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Il Monte Festa (a destra) visto dal Lago

La visuale spazia dalla pianura friulana fino al Monte Coglians, la conca Tolmezzina, il Monte Verzegnis, il Monte Amariana, il Fiume Tagliamento, il Fiume Fella, … ME-RA-VI-GLIO-SO!!!!

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Lago di Cavazzo

E poi una nuova, inaspettata sorpresa!

Mentre eravamo intenti a visitare il Forte, vediamo volare sopra le nostre teste due meravigliosi GRIFONI.

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Armati di macchina fotografica li abbiamo seguiti nei loro giri intorno al Monte Festa e alla Cima D’Agar, poco distante, finchè…vola vola…non li vediamo più.

“Avranno volato basso, sotto la cima…e proseguito”… ma due escursionisti, anche loro partecipi di questa avventura, ci fanno cenno e … a pochi metri sotto di noi…

SORPRESA!

Tranquillo, tranquillo, uno dei due si è posato su un costone di roccia e … un pò guardandosi intorno, un pò curandosi il piumaggio, ha passato il tempo in nostra compagnia!

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Un’esperienza unica. Visti in volo diverse volte, sopra Monte Simeone, Monte Cuarnan, Monte Chiampon, Sella Sant’Agnese sopra Gemona del Friuli.

Per non parlare della visita al Centro Riserva di Cornino a Forgaria del Friuli, centro con una nutrita colonia di queste splendide creature.

Ma non ci è mai capitata un’esperienza così da vicino,  fuori dal contesto del Centro e poi del tutto inaspettata.

Sorpresa nella sorpresa!

E’ stata una MAGNIFICA giornata! da URLO !…”ma dai mamma, non sai gridare, figurati urlare!”… ops! 😉 è vero! 🙂 comunque i battiti del cuore erano a mille !!!

Alla prossima escursione.

Mandi mandi

Beta

P.S. A casa ho letto un articolo sui Grifoni di Fulvio Genero sulla rivista OASIS-n.5-anno II -SETTEMBRE-OTTOBRE 1986.Parlava di queste creature osservate nel 1979 lungo le Alpi Orientali, le Alpi Giulie, zona Tarvisio, sulla loro rotta che dalla Dalmazia (e anche più giù) arrivava fino all’Austria, al Salisburghese…dall’articolo si nota il suo amore smisurato verso questi uccelli, magari proprio da questa osservazione sulle nostre Alpi è partita l’idea di creare questa meravigliosa oasi abbracciata dal Fiume Tagliamento e dal Lago di Cornino!

Una curiosità: scrive che non è ben noto il perchè gruppi di Grifoni siano legati a determinate aree o zone montane, in volo non si spostano mai sopra altri rilievi anche se morfologicamente simili. La prova delle nostre osservazioni sempre sopra a determinate montagne (leggi sopra)! … scusate dei molti “SOPRA”! 😉

Mi raccomando quindi:una visita al Centro Visite di Forgaria del Friuli è sempre una bellissima scoperta con molte curiosità.

C’è anche il mio adorato gufo! O prima o poi dovrò vederlo sopra un albero in mezzo al bosco!!! Lui senz’altro mi ha visto, eh! come se mi ha visto!tante di quelle volte, ne sono sicurissssssima! 😉 intanto mi consolo con il gufo forgarese ! 🙂

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P.S. I miei articoli NON sono sponsorizzati dai Link (cliccare sopra)di rimando o dalle Case Editrici indicate.E’ un mio libero consiglio di lettura e/o comprensione.

UNA CAMMINATA al RIFUGIO MARINELLI ! – 2

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Sarò molto schematica … più del solito!

Una camminata in montagna tra le più belle in Friuli Venezia Giulia …

M.te VOLAIA-M.te MARINELLI

Si parte poco dopo il paese di Collina di Forni Avoltri, dal Rifugio Tolazzi .

Si prosegue per strada bianca o in alternativa per il sentiero CAI n.143, passando nelle vicinanze della Casera Moraret e ,proseguendo lungo l’ampio vallone, si arriva al Rifugio Marinelli (2111 m.).

Per il rientro : la medesima strada dell’andata oppure,per fare un anello e quindi vedere altri spettacolari panorami, … prendere il sentiero CAI n.174 (M.te Floriz) … dal quale ho scattato la panoramica delle vette … fino alla Forcella Plumbs , sotto il Monte Crostis e poi si scende per il sentiero CAI n.150 che ci porta poco a valle della partenza.

Ed ecco lo spettacolo mozzafiato … senza parole!

Faticoso? mh!… questa dedica a mio figlio da un nostro carissimo zio dice tutto …

dedica

e come sempre Giulio era con me!

VPGR

Buona camminata.

Mandi mandi

Beta

UNA CAMMINATA A … PORZUS – 1

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Grazie ad una iniziativa della Pro loco locale, ho avuto la possibilità di percorre dei vecchi ma ripristinati sentieri partendo da Porzus, località in Comune di Attimis,a nord est di Udine.

Le Guide ci hanno fatto conoscere diversi aspetti del luogo …

scalini

L’anello permette la visita al Castello di Partistagno e a quello Superiore di Attimis per rientrare a Porzus attraverso i boschi e i prati sovrastati dal MonteScalutta .

Già dai Castelli c’è un bellissimo panorama sulla pianura friulana!

panorama
peccato per a foschia…sarà per la prossima volta!nei giorni limpidi si vede il Golfo di Trieste e l’Istria!

Ogni volta che guardo i panorami della Regione,mi vengono in mente le Torri della Muraglia Cinese: erano “a vista” l’un l’altra …

udine
Al centro… il Castello di Udine

…come succede qua in Friuli con i vari Castelli, Torri, Forti Militari,”a vista”…  bello!

 

Si arriva al Castello di Partistagno , ristrutturato…

 

e quello Superiore di Attimis in fase di lavoro di recupero e di studio, ma il fascino c’è sempre!

E’ una zona ricca di flora (c’è uno studio in atto dell’Università di Udine)

visto … e fotografato molti esemplari di

iris
Giaggiolo Susinario

e del fiore di Dittamo (Dictamnus Albus  Fam. Rutaceae) o comunemente Limonella per le sue foglie dal profumo agrumato!

Dictamnus Albus

Non sono mancate … tracce di fauna ! 😉

cinghiali
aratura” speciale !

E’ dovuta dal passaggio dei Cinghiali alla ricerca delle patate dell’Aglio Selvatico con le sue belle e profumate  infiorescenze ! Ne sono golosissimi!

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Lungo il percorso ho notato anche  affioramenti di roccia  … strati di Flysch, sedimenti compattati,depositi marini di 100 mln.di anni circa, periodo Cretacico!

La forza della natura, del movimento delle placche della crosta terreste ha fatto il resto!

E poi l’acqua con i suoi giochi di luce tra la vegetazione … sulla roccia …

 

Non potevano mancare i miei amati Alberi! Sono boschi ricchi di Ciliegi, alcuni davvero grandi anche di altezza! Sono tenuti in grande considerazione e protezione dagli abitanti.

 

Rientrando a Porzus, poco fuori si può visitare il luogo dove è avvenuto un avvenimento storico…per non dimenticare.

 

VPGR

e per non dimenticare…Giulio era … E’ CON ME! #VPGR

… al prossimo itinerario!

Mandi Mandi

Beta

N.B. Un GRAZIE alle Guide di questa bella iniziativa, e anche a tutti i paesani, che mi hanno fatto conoscere e trasmesso il loro amore per il territorio.

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Consiglio la consultazione e lettura di …

-“I SENTIERI DEI FIORI” di Ivo Pecile e Sandra Tubaro Ed. CO.EL. 2008

-guida dei GEOSITI del Friuli Venezia Giulia

Cartina topografica n.26

-i siti del Comune e della Pro Loco citati sopra.

 

GEOSITO a CAVAZZO CARNICO

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Leggendo la pubblicazione regionale dei geositi e il libro del Circolo Speleologico mi ha incuriosito il capitolo dedicato alla Forra “Buse dai Pagans” e alla Palude “Vuarbis”(poco oltre il Lago di Cavazzo, anche questo oggetto di numerose passeggiate lungo l’argine o come punto di partenza per camminate sulle montagne che ne fanno da cornice) e allora zaino in spalla e via!

Partendo dall’abitato di Cavazzo Carnico ci si incammina sulla strada che costeggia il Rio Faeit fino all’indicazione a sn. di una Palestra di arrampicata.

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E’ già una meraviglia: natura (sottobosco ricco di piante, fiori odorosi, colorati!) storia (la parete di roccia della Palestra ha delle aperture/finestre militari :la struttura interna (bunker) fa parte del Vallo Alpino del Littorio ) geologia (le pareti rocciose sono dei conglomerati quaternari!).

 

Alla sinistra dello spiazzo della Palestra di roccia, attraverso un sentiero, si arriva alla “CJANEVATE” una grotta molto grande con a destra l’ingresso al bunker militare (vietato l’ingresso).

Un pensiero, in rispettoso silenzio, al lavoro dei militari per la realizzazione di queste opere…

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Facendo un pò di attenzione-tra la Cjanevate e la Palestra di Roccia – attraverso uno stretto passaggio tra i massi, si arriva alla Forra “BUSE DAI PAGANS”:come cita il testo, è un “varco di circa tre metri di larghezza, sovrastato da pareti di una trentina di metri”.

Meraviglia della natura, la forza dell’acqua che ha “plasmato” la roccia!

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Ad un’altezza di una quindicina di metri si vede il ponte in cemento armato che unisce le costruzioni militari interne!

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Proseguendo lungo il greto del Rio, al termine della Forra, troviamo una pozza d’acqua…è alimentata da un “salto” d’acqua anche questo molto alto…ricorda un pò le Cascate “LA PLERA” di Invillino e “FAVARINIS” nel comune di Amaro.

Da visitare stagionalmente perchè è una novità ogni volta, la portata dell’acqua varia e quindi varia tutto il paesaggio sottostante! per non parlare della vegetazione, della luce del sole,…

Ma quanto è GRANDE la Natura! Mi meraviglio sempre!

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Torniamo a noi!

Per continuare la camminata, si ritorna sulla strada asfaltata proseguendo verso la località di Cesclans. In pratica (consultare SEMPRE  la cartina topografica n.13 ) si “circumnaviga” la montagna appena visitata. 😉 … Attenzione:trattasi di strada con passaggio di veicoli!.

Al termine di questa “rotatoria” si arriva al margine di un esteso campo, è il “prato del Falnor” di origine glaciale: questa conca è stata plasmata dal lavoro del Ghiacciaio del Tagliamento!

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Proseguendo verso il paese di Cesclans, a destra si trova una Chiesetta ristrutturata dopo il terremoto del 1976 e a sinistra parte un sentiero (marcato “Tratteggiato nero” sulla cartina topografica:quindi attenzione!non è ben segnalato).

 

E’ un sentiero con poco dislivello, che attraversa il bosco Celli Brocul.

Ho visto diversi alberi di Ciliegio!Fiori e Farfalle! e delle postazioni militari!

Consiglio:occhi e macchina fotografica in azione !!! 🙂

 

 

 

 

Al termine della discesa si arriva  alla Palude “Vuarbis” anche questa di origine glaciale.

Grazie ad un comodo sentiero si riesce a “girare” intorno allo specchio d’acqua.Il canneto e l’alta vegetazione nasconde parzialmente la vista della Palude. Un centinaio di metri vengono percorsi sulla S.S.512 che sarà anche utilizzata per il rientro a Cavazzo Carnico….attenzione ai veicoli ma dall’alto si può avere una più chiara panoramica della P.Vuarbis.

In alternativa alla strada asfaltata abbiamo preferito un sentiero che “taglia” attraverso il bosco , segnalato con indicazioni per il Campo Sportivo di Cavazzo Carnico.

Un profumo di aglio selvatico!!!     34

E’marcato “Tratteggiato nero” sulla cartina topografica:quindi attenzione!non è ben segnalato).

E comunque, sempre, sempre ben equipaggiati !!!

Un’occhiata al Monte Amariana “senza il cappello” e via …

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… al prossimo itinerario!

Mandi Mandi

Beta

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P.S. I miei articoli NON sono sponsorizzati dai Link (cliccare sopra!) di rimando o dalle Case Editrici indicate.E’ un mio libero consiglio di lettura e/o comprensione.

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Consiglio la lettura di …

-“SOPRA LE GROTTE Passeggiando fra rocce e grotte” a cura di G.Muscio e A.Mocchiutti 2015 Circolo Speleologico e Idrologico FriulanoUdine – e Provincia di Udine

La prefazione di A.Mocchiutti  e G.Muscio “Passeggiare fra le grotte” la condivido totalmente! 🙂

 

BOSCO di PLESSIVA (Gorizia)

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Una camminata per iniziare nel migliore dei modi la Primavera?

A nord di Cormons in provincia di Gorizia, si trova la Piana del Prevala. Una conca di origini antichissime, si parla del periodo che va dai 56 al 34 mln.di anni fa , dell’Epoca Eocene, Era Cenozoica.

Molto sommariamente durante il sollevamento della catena alpina si è formato un delta di detriti di coralli che andavano a colmare questa “piana”: una volta era un bacino marino!

Questa origine corallina la possiamo notare molto bene nella zona a Est , località Russiz, lungo le strade bianche che costeggiano i vigneti: ci sono dei blocchi calcarei di scogliera marina!

Dei detriti di origine fluviale, formati da ciottoli più o meno grandi chiamati “conglomerati” li possiamo osservare sul Monte Quarin o anche nel Bosco di Plessiva

roccia

la nostra meta:piccolo angolo verde di proprietà dal 1968 della Regione Friuli Venezia Giulia

La passeggiata si sviluppa lungo un percorso ad anello in mezzo ad un bosco di diverse specie arboree fra cui i Ciliegi. In questo periodo è colorato dai piccoli fiori bianchi di questi ultimi dalla caratteristica corteccia “ad anelli”. E’ uno spettacolo!

Ma tutta la piana è ricca di questi bellissimi alberi dai gustosi frutti, non per niente la strada che passa per questa località è la Strada del Vino e delle Ciliegie!

Tornando sui nostri passi … quando siete in prossimità magari di questo maestoso Ciliegio,ascoltate il ronzio delle api,sono già al lavoro! 🙂

Proprio lì  vicino c’è un Signor Rovere (altra specie arborea presente nel Bosco) anche questo molto bello…abbracciato anche questo! 🙂

 

Il sentiero è debitamente segnalato con cartellonistica in vari punti del percorso (es.nelle foto), dove vengono descritte le varie specie di fauna e flora presenti e un pò di storia del luogo: per es.troverete vari spiazzi cementati…facevano parte di un deposito di munizioni, usato durante il Secondo Conflitto Mondiale.

Guardando una cartina topografica è ben chiara anche l’opera di bonifica voluta da Mussolini negli anni ’30 in questa zona umida.

All’inizio del sentiero mi sono innamorata di un albero dalle braccia aperte…ho sognato una bella casetta sull’albero!… ma solo sognata 😉

casa albero

Già che siamo in zona, partendo proprio dai dintorni di Plessiva, lasciamo la macchina, inforchiamo la MTB e proseguiamo lungo la Piana attraverso le numerose strade bianche, chiuse al traffico, che ci permettono di immergersi in mezzo ai vigneti, ai campi coltivati,ai corsi d’acqua, magari spingendosi fino a Mossa oppure Gradiscutta,…

Quindi armiamoci di cartina topografica, bici, macchina fotografica, scarponcini e via per una bella giornata in mezzo al Collio.

Un piccolo scrigno con tante testimonianze naturalistiche e storiche!

Buona passeggiata e pedalata!

Al prossimo itinerario.

Mandi mandi

Beta

 

 

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Per saperne di più :

 Sito Regionale dei geositi molto più competenti e bravi di me nella spiegazione! 😉

 

LAGO MINISINI

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Anni fa leggendo l’elenco dei laghi friulani (libro:”I LAGHI Guida Naturalistica al Friuli-Venezia Giulia”-1987- scritto da Gaddo de Anna-Carlo Lorenzi ed.)sembrava che avessi in mano le figurine di calcio! 😉 “Visto”  “Visto”  “Visto” … e questo?!?!?

Lago Minisini ? C’è un lago in località Ospedaletto a Gemona del Friuli (Udine)?

Subito cartina topografica alla mano ho visionato la zona e con un pò di stupore ho notato una piccola macchiolina azzurra incastonata sotto il Monte Cumieli!

Fiume Tagliamento

Da quell’anno ogni inizio primavera, una domenica invernale troppo corta per escursioni in montagna,…faccio sempre, con la mia famiglia, una visita a questo laghetto! E’ un piccolo scrigno naturale, circondato da boschi…ogni volta una sorpresa, colori diversi della vegetazione, il livello dell’acqua cambiato (varia a seconda della piovosità del periodo), percorsi nuovi…

Laghetto Minisini

In questi ultimi anni è stato valorizzato e grazie all’ausilio della tabellonistica permette una primaria conoscenza del luogo.

Al lago si arriva dal parcheggio della Chiesa di S.Spirito a Ospedaletto.

Appena ci si incammina,si incrocia la nuova e bella pista ciclabile Gemona del Friuli-Venzone :STU-PEN-DA!!!

Fa parte del percorso ciclabile Ciclovia AlpeAdria Radweg che da Salisburgo (Austria) arriva a Grado (Friuli Venezia Giulia)! Dalle Alpi al Mar Adriatico!

Dopo il sottopasso della ferrovia, attraverso una comoda strada sterrata si arriva al Lago. Si può rientrare facendo a ritroso la medesima strada, oppure costeggiando il lago, si arriva alle abitazioni di Borgo Mulino. Vicino alla piazza c’è l’ EcoMuseo Mulino Cocconi altra bella realtà che valorizza il territorio.Consigliata la visita!

Oltre alla cartina topografica delle Prealpi del Gemonese, si può consultare il sito della Comunità del Gemonese e Canal del Ferro  dove si può scaricare o richiedere le cartine dettagliate dei percorsi.

Infatti si dipartono diversi sentieri che permettono di visitare il Forte del Monte Ercole,

Forte M.Ercole

oppure proseguire attraverso il sentiero naturalistico Silans per arrivare alla Sella di S.Agnese con l’omonima Chiesetta del XIII sec. .

O ancora arrivare in cima al M.Cumieli per avere una panoramica della piana del Gemonese e del fiume Tagliamento,

piana gemonese

magari osservando verso il Monte Cuarnan il volo dei parapendii o , con un pò di fortuna, i magnifici grifoni

provenienti dalla vicina Riserva del Lago di Cornino!

Continuo? Tranquilli…scriverò in un prossimo blog altri itinerari.

Buona osservazione!….in tutti i sensi!

Al prossimo itinerario.

Mandi Mandi

Beta

Mandi Mandi

Beta

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