UNA CAMMINATA A … PAULARO – 18

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Buongiorno tutto il giorno!

Nell’ultimo articolo vi ho fatto sorridere con un video familiare durante una escursione in montagna.

Allora ho pensato di parlarvene più in particolare.

Il percorso è lungo la Forra del Torrente Chiarsò  a nord di Paularo (Udine).

Si parte dalla frazione di Villamezzo,  sul sent.n.456 fino al primo tornante per poi, attraverso una strada bianca, andare verso il Rio Ruat .

RIO

Curiosità: la pianta in primo piano è l’ IMPATIENS GLANFULIFERA nome volgare “Non mi toccare” perchè le sue capsule appena vengono toccate scattano all’indietro rilasciando i semi.

In Gran Bretagna viene chiamata “Elmetto da poliziotto” data la somiglianza di parte del suo fiore rosa al copricapo anglosassone.

Alcune delle varietà vengono usate nei paesi asiatici per tingere di giallo e di rosso la seta e la lana.

E’ uno dei miei ricordi di bambina nelle escursioni con papà.

Mi “immergevo” completamente tra i suoi steli, alti fino a due metri! 🥰

Ritornando sui nostri passi … lungo il tratto che costeggia il Rio Ruat iniziano le prime sorprese 😍 geologiche!

ABBRACCIO 1
Abbraccione!

Questa roccia rossa è l’Arenaria di Val Gardena .

Depositi spessi dai 40 m. ai 200 m. formati in alcuni milioni di anni durante il Permiano (260 mln. di anni fa), ultimo periodo dell’Era Paleozoica, prima dei Dinosauri per intenderci.

Strati di Pianure alluvionali, fanghi, alternati a Depositi marini, il tutto sollevato, nel corso di anni, dall’azione di spinta delle placche terrestri durante l’Orogenesi / Origine delle Montagne.

Come sempre ho gli occhi fuori dalle orbite😍  quando scrivo, leggo, di “milioni di anni fa” … come con le stelle e/o galassie lontane “anni luce” … a pensarci … brividi! 🥰

orme

Lasciato (a malincuore 😂😉) il Rio Ruat,  inizia il sentiero CAI n.442, immerso in ricchi boschi di Conifere.

BOSCO

Uno spettacolo della Natura! In questo stretto spazio, dove le pareti della forra quasi si toccano, loro, gli alberi, si innalzano sempre più in alto!

E’ una gara per arrivare primi a toccare il cielo!

ALTEZZA

Questa foto l’ho scattata lungo il sentiero, al rientro.

Foto “in diagonale” per far notare quanto siano alti rispetto a quell’omino a destra, piccino piccio’… 😉

FORRA

Lungo la prima parte del percorso si è immersi nel bosco, ma la “voce” del Torrente Chiarsò si fa sentire e ci tiene compagnia.

Dopo una breve discesa si arriva al Ponte Fuset da dove ha inizio il percorso ad anello della Forra “LAS CALAS”.

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ATTENZIONE! Sulla cartina topografica il sentiero nella Forra è segnato con

puntini rossi . . . . . . . . . 

TRATTO DIFFICILE CON SEGNAVIA (PER ESPERTI)

Consiglio di verificare sempre l’agibilità del percorso prima di partire dato la sua particolarità e  Massima attenzione!!!  Grazie.

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L’acqua è l’elemento predominante, la cui forza ha plasmato le diverse rocce.

FORRA 13

Rocce modellate , tagliate, “come l’unghiata di una gigantesca tigre dai denti a sciabola” (dal libro “LE ALPI CARNICHE”v. fondo pagina) …

FORRA 12

… rocce erose dall’azione dell’acqua, magari con l’aiuto dei sassi (marmitte), di diversa grandezza e colore … spettacolo puro! 😍…

FORZA 7

… notando i diversi livelli nei tempi di “piena” e di “magra” della Forra.

E qui, parlando di “piene”…

A monte, poco prima dei tornati stradali verso Casera Ramaz, si costruiva una diga per la “raccolta” del legname proveniente dai boschi limitrofi.

TABELLA

Grazie alla forza dell’acqua prodotta dalla rottura della “STUA”/Diga, il legname veniva “scaricato” a valle, verso il paese. Ma se qualche tronco si incastrava nella stretta e profonda forra, ecco che intervenivano gli uomini con lunghi bastoni (v.tabella del Comune).

Mentre cammino, un pensiero lo dedico a questa gente.

Dal sentiero, con MOLTA attenzione, merita osservare la destra idrografica del Torrente …

SENTIERO

… con fittissimi strati “marini” , antiche pieghe e ancora “colorate” rocce …

ROCCE 7

… in poche centinaia di metri c’è una varietà geologica unica.

Ad ogni passo sono estasiata da questa meraviglia della Natura, fino a quando, terminata la Forra, si inizia a salire sempre in mezzo al bosco, fino all’imbocco con la strada che da Paularo porta al Passo Cason di Lanza.

Dopo qualche metro, verso sud, si ridiscende lungo il sentiero CAI n.442 .

ALTEZZA
Il tratto di sentiero della foto “sbilenca” 😉

Curiosità geologica: scendendo, a sinistra del sentiero, si nota una grande parete bianca e strati rocciosi che fanno capolino tra le foglie!😍 Sono depositi marini, roccia calcarea di 350 mln. di anni fa!

Passo dopo passo, tornante dopo tornante, si ritorna al Ponte Fuset.

Un ultimo sguardo alla Forra e si riprende il sentiero dell’andata, fino al Rio Ruat rientrando a Villamezzo (vi spiega meglio la cartina topografica 😁).

ARRIVO

Dopo la “Voce” dell’acqua, la “Storia” delle rocce … ci accoglie il giallo del fieno profumato, il verde dei prati colorati e uno spettacolare panorama verso il Gruppo del Monte Sernio! 😍

Mentre durante l’escursione ho notato …

GENZIANA asclepiadea

… bellissimi esemplari di “GENZIANA ASCLEPADEA” – Asclepiade – “zampilli” di fiori blu intenso che colorano il sottobosco!😍 …e poi …

BUBBOLA LACERATA

… un esemplare molto grande di “MACROLEPIOTA PROCERA“-Ombrellone o Mazza di Tamburo: quando è ancora chiuso sembra veramente una mazza per il tamburo!😍 …

RANA DALMATINA

… e poi un piccolissimo anfibio : la “RANA DALMATINA” – RANA AGILE – dalle luuuunghe e agili zampe! 😍 Questa piccolina fa salti di 2 metri !

Una curiosità: lo sapete che la pupilla degli Anfibi è diversa da specie a specie ?

Il Rospo Comune ha una pupilla a forma di 🪁 (rombo con senso orizzontale) , quella della Rana di 👁‍🗨 (nuvoletta dei fumetti) , quella del Pelobate o Rospo Bruno di 🩸(goccia allungata) , quella dell’Alite o Rospo Ostetrico di 🪁 (rombo con verso verticale) e quella dell’Ululone di 🖤(cuore)… la più romantica!😍

… e per finire un abbraccio a due meravigliosi Giganti del Bosco … chissà quante storie di Vita hanno visto!

A presto cari miei vecchi amici Alberi. A presto perchè lassù, a monte, mi aspettano  pieghe orogenetiche particolari e rocce rosse del periodo Ordoviciano, sabbie e fanghi contenenti i macro-fossili più antichi di tutta la Penisola Italiana , di 460 mln. di anni faaaaa!!!😍😍😍

A voi miei cari (e pazienti lettori) … Buona e attenta (in tutti i sensi!) camminata! 😘

Beta

P.S. Sono a disposizione per correggere i nomi indicati di fiori, funghi, animali … non sono un’esperta, mi informo sui libri … se ho sbagliato “Mi corriggerete” come diceva il nostro grande Papa Wojtyla. Grazie.😘

Ah! Dimenticavo … il luogo del ruzzolone è sulla sponda sinistra del Rio Ruat (vedi prima foto – quella dei fiori) … poco male, sarei caduta in acqua e, conoscendomi, anzichè pensare ad eventuali contusioni, mi sarei messa a raccogliere e/o fotografare sassi, rocce,…🤦‍♀️Santa Pazienza!😂🤣😂🤣😃 #sorrideresempre!

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Per saperne di più:

Cartina n.09 ALPI CARNICHE CARNIA CENTRALE 1:25000 Editrice TABACCO

“GEOSITI DEL FVG” Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Libro “LE ALPI CARNICHE Uno scrigno geologico”a cura di Giuseppe Muscio e Corrado Venturini – Comune di Udine- Museo di Storia Naturale – Marzo 2012

Libro ” DENTRO LE ALPI CARNICHE-la Geologia vista da lontano” a cura di Giuseppe Muscio- Museo Friulano di Storia Naturale – Maggio 2019

Libro “GUIDA PRATICA AI FIORI SPONTANEI IN ITALIA” ed. Selezione dal Reader’s Digest – Gennaio 1989

Libro “GUIDA PRATICA AI FUNGHI IN ITALIA” ed. Selezione dal Reader’s Digest – Gennaio 1989

Libro “COME RICONOSCERE ERBE E FIORI” di Paola Lanzara – Fabbri Editori – 1980

Libro “FIORI E GIARDINO” vol.1- LE GARZANTINE – La grande Enciclopedia Tematica – Garzanti Libri SPA – ed.2005

Libro “ANIMALI – GRANDE ENCICLOPEDIA PER RAGAZZI”vol.1- ed.spec. per “la Repubblica”-2005

Libro “GLI ANFIBI”N.58-I TACCUINI DI AIRONE- ed.Giorgio Mondadori SpA-Dicembre 1984

Libro “FLORA e FAUNA DELLE ALPI” di T.Schauer e C.Caspari – Oscar Illustrati Mondadori – Aprile 1987

Libro “DIARIO DELLA NATURA”di Francesco Petretti – ed. EDAGRICOLE – 1998

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P.S. I miei articoli  NON sono sponsorizzati dai link (cliccare sopra le parole “blu” e/o “rosse”) di rimando o dalle Case Editrici indicate.E’ un mio libero consiglio di lettura e/o comprensione.

 

 

UNA CAMMINATA SUL … MONTE CANIN!-10

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Buongiorno!

Pensieri sparsi su questa meravigliosa Montagna friulana!

Scriveva il geologo Ardito Desio (1897-2001) :

“(…) di tutte le motagne che si vedevano dal piazzale del Castello,(di Udine) era il Monte Canin che esercitava le maggiori attrattive (…) sia per le sue forme aspre e accidentate, sia perchè si ergeva maestoso al di sopra di tutte le altre. …

Monte Canin dalla pianura friulana
Monte Canin dalla pianura friulana

… l’amico professore Ciro Bortolotti (…) trovò di suo gusto l’idea di organizzare per noi un’ascensione al Canin. (…) “Partiremo martedì prossimo. Mi raggiungerete in bicicletta a Chiusaforte, poi proseguiremo insieme.” L’idea di scalare la montagna più alta di quante dominano la pianura friulana mise in effervescenza il mio cervello e in tensione i miei nervi. …

… Risalimmo pedalando la Val Raccolana e con una breve passeggiata raggiungemmo il Rifugio Nevea ove facemmo colazione, proseguendo poi per il Rifugio Canin. A due terzi di strada il professore mi additò, ai piedi della parete del Bila Pec una grotticella difesa verso l’esterno da una parte di sassi. ” Quello è il vecchio Rifugio Brazzà” disse”Là Giacomo di Brazzà Savorgnan di Cargneu visse per qualche mese per rilevare la carta topografica del Canin e del Montasio, preparandosi così a maggiori imprese”.

Giacomo di Brazzà Savorgnan era il fratello di Pietro Brazzà, il famoso esploratore del Congo, nell’Africa Occidentale. Egli seguì le orme del fratello e, insieme con Attilio Pecile, pure friulano, effettuò l’esplorazione di vaste areee del bacino del fiume Congo. 

La vista di quel rifugio affumicato rimase per sempre nella mia memoria come un simbolo.

Alle prime luci dell’alba il professore ci diede la sveglia. Lasciammo il rifugio e risalimmo le morene sino all’inizio del ghiacciaio. Era la prima volta che vedevo un ghiacciaio. Mi fece una grande impressione: tutta quella massa di ghiaccio dai riflessi verdazzurri mi suggestionava. Risalimmo tutto il pendio gelato sino all’attacco della parete. …

… ai primi raggi del sole toccammo la vetta a 2585 metri. Un grido di gioia si sprigionò dai nostri petti.

L’entusiasmo è espresso in ogni parola. Niente note per la fatica, per la distanza, per l’altitudine, niente. C’erano!Figurarsi, ma sono state, secondo me, cancellate dall’entusiasmo, dalla meraviglia di salire in vetta, dalla vista di questo spettacolare paesaggio montano!

Provo anch’io un’ attrazione particolare quando scorgo il Monte Canin dalla pianura.

La MIA montagna resta il Monte Coglians, ma è ricca di ricordi famigliari : è un’accozzaglia di pensieri storici, geologici, naturalisti, intercalati con immagini di giornate trascorse con questo o quel familiare, lungo il sentiero che porta in cima, di voci di persone care, di colori dei prati intorno alle Casere ai piedi della montagna, di profumi del fuoco, del siero caldo, del suono dei campanacci delle mucche, … … … troppi personali ricordi.

Monte Canin dalla pianura friulana
Monte Coglians

Il Monte Canin e tutto il suo comprensorio mi affascina da sempre per la Geologia del posto. Conoscete la mia passione (amatoriale) per le rocce! 🙂

L’anno scorso ero salita al Rifugio Gilberti per assistere al Concerto di Vinicio Capossela per il No Borders .

CAPOSSELA

In attesa del concerto ci siamo incamminati lungo il sentiero CAI 632 che attraversa l’Altopiano per giungere al Rifugio Marussich e poi su in cima al Monte Canin.

10 Sella Pila Bec
dalla Sella Bila Pec  la vista della Sella Prevala

Tutto intorno a noi è un paesaggio “lunare”, spettacolare, sede (migliaia di anni fa) di un maestoso ghiacciaio. Si notano formazioni di Dolomia Principale, di Calcari Dolomitici, che hanno sviluppato numerosi fenomeni carsici. E’ una delle mete favorite per chi pratica la Speleologia.

Ecco: non mi attira molto l’addentrarmi (accompagnata ed equipaggiata in sicurezza, si intende) in questi cunicoli stretti, sapendo di avere qualche metro di roccia sopra la testa ma … siccome sono #curiosacomeunascimmia 😉 proverei giusto qualche metro, per capire l’effetto che fa, al buio (o quasi), in silenzio, io, la mia amata roccia e il ticchettio delle gocce d’acqua! 🙂

13 geologia
Altopiano del Canin-Zona Speleologica!

Ma torniamo alle nostre camminate all’aria aperta!

Consiglio in zona il percorso Botanico del Pila Pec. E’ una camminata ad anello, ben segnalato, sulla flora e la morfologia del territorio.

 

Al termine del sentiero, avviandomi verso il Rifugio Gilberti sono “svenuta” alla vista dei miei amatissimi fossili, in questo caso i Megalodonti, molluschi bivalvi!

15 Fossili

Ecco, pensando che in questo luogo, milioni e milioni di anni fa, c’era il mare … “svenuta” di nuovo! 🙂 #sempreconilsorriso !

FOSSILI

Dopo il Concerto, siamo rientrati percorrendo il sentiero CAI 635; c’era però una coda infinita di gente : siamo passati veloci veloci vicino all’Abisso Mario Novelli con la sua forte corrente d’aria (cavità 1346 del Catasto Regionale Grotte – Un “Grazie!” al dott.Giulio Goi)  e al vecchio Rifugio Brazzà (v. racconto di Ardito Desio) .Che emozione ho provato avvicinandomi!  Non ho avuto il tempo, dato la confusione, di fermarmi a studiare bene la zona. Sarà per un’altra volta!

19 CAI

Quindi si ritornaaaaa! Per la gioia di Beta-marito che mi ama alla follia 😉 quando mi fermo a scattare … giusto quelle quattro foto! 😉

1-15 marzo 2015
anche l’albero Dromedario ride! 🙂

A tarda primavera di quest’anno, sempre da Sella Nevea, abbiamo percorso  il sentiero CAI 623 sull’Altopiano del Montasio. Altra zona magnifica e ricca di storia alpinistica!

4 Altopiano

Curiosità: durante la precedente gita ammiravo l’Altopiano del Montasio dal Canin …

9 MONTASIO
Adesso sono qua …

… mentre questa primavera, dal Montasio mi fermavo spesso (oltre che per il fiatone! 😉 sono vecchietta! ) per ammirare il Gruppo del Canin !

2 Monte Canin
… adesso sono qui!

Rientrando a Sella Nevea, lungo la strada, pareti di roccia fantastiche!Strati e strati di pietrisco, ghiaie più o meno fini; depositi rocciosi testimonianza del lavoro delle acque di fusione dei ghiacciai durante il periodo del Pleistocene (1,8 milioni di anni fa). Magnifico!

6 rocce

Guardando, o meglio, ammirando la zona del Canin mi sono ricordata di una gita (una delle prime gite da novelli fidanzatini) lungo i sentieri CAI 636 e 637, fino al Bivacco Modonutti-Savoia per poi scendere lungo il bosco tra il Monte Poviz e il Monte Robon. Ricordo la distesa bianca delle rocce, le scanalature dovute all’erosione/scioglimento del calcare, … e la bella compagnia di una coppia di amici. L’unico rammarico? Non ho foto: il mio Beta-fidanzato/futuro marito aveva dimenticato la macchina fotografica a casa! Tranquilli :adesso anche la sottoscritta ne è provvista, quindi, basta una bella giornata e si parteeee … abbracciandovi tutti! 🙂

5 abbraccio

In un altro testo di Ardito Desio (vedi fondo pagina) il professore precisa: ” E’ presto fatto, 57 chilometri di bicicletta sino a Chiusaforte per la via nazionale. Poi 11 chilometri sul fondo della Val Raccolana sino al Pian della Siega. Qui si lasciano le biciclette e si sale per un sentiero sino a Sella Nevea dove c’è un buon rifugio alpino. Da Sella Nevea si sale ancora a pernottare nel piccolo rifugio Canin. La mattina seguente si parte all’alba, si rimonta il ghiacciaio centrale del Canin sino all’attacco della parete e di là in poco più di un’ora si arriva in vetta. Nella stessa sera si può essere di ritorno a casa”

Si parla di una gita di due giorni, organizzata nel 1912, partendo in bicicletta da Palmanova. Pensando all’anno, a come erano le strade, i mezzi, i materiali, l’abbigliamento, adesso bisogna SOLO camminare lungo il sentiero, in silenzio, in rispettoso silenzio.

Buona camminata e attenzione! Sicurezza innanzi tutto e portiamo a casa nostra i rifiuti!

Mandi mandi

Beta

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Per saperne di più, i miei Consigli di lettura.

Cliccate, come sempre, sopra le parole ROSSE dell’articolo,  per descrizioni più approfondite sui siti di riferimento e poi …

sito del Parco Naturale Regionale delle Prealpi Giulie

Scheda del Geosito del Monte Canin

Scheda del Geosito dell’Altopiano del Montasio

Libro “SULLE VIE DELLA SETE DEI GHIACCIAI E DELL’ORO” Avventure straordinarie di un geologo – scritto da Ardito Desio – ed. IST.GEOGRAFICO D’AGOSTINI Spa Novara-1987

Opuscolo “LE MIE PRIME SCALATE ALPINISTICHE GIOVANILI” di Ardito Desio – Estratto da “IN ALTO” CRONACA DELLA SOCIETA’ ALPINA FRIULANA ed altre pubblicazioni- libretto stampato dalle Grafice Fulvio-Udine

Cartina CAI 027 CANIN-VAL RESIA-PARCO NATURALE PREALPI GIULIE

Libro “GUIDA DEL FRIULI-VII-VAL CANALE” ed.Società Alpina Friulana Sez.Udine del CAI – 1991

Libro “GUIDA DELLA CARNIA E DEL CANAL DEL FERRO” di Giovanni Marinelli-1924-nuova edizione a cura di Michele Gortani-S.A.F.-Libreria editrice “Aquileia”-

Catalogo della mostra “HIC SUNT LEONES. ESPLORATORI, GEOGRAFI E VIAGGIATORI TRA OTTOCENTO E NOVECENTO. DAL FRIULI ALLA CONOSCENZA DEI PAESI EXTRAEUROPEI” – organizzata dal Museo Friulano di Storia Naturale di Udine del 2011.Catalogo a cura di Paola Visentini. Ed. del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine-stampato La Tipografica-novembre 2011

Catalogo della mostra “HISTORIA NATURALIS alle radici del Museo Friulano”Ed. del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine-Dicembre 2004 Arti Grafiche Friulane-

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PIANTE “PARTICOLARI” in FVG!

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Buondi’.

Giorni fa ho partecipato ad un incontro promosso dal Museo Friulano di Storia Naturale, dall’Università di Udine, dalla Regione FVG e dall’ ERSA , sulle specie vegetali esotiche presenti nello specifico nella mia Regione (ma è un problema che riguarda tutta l’Italia e l’Europa).

Leggendo la documentazione scopro che la loro colonizzazione ha portato a danni sanitari (allergie da contatto o da inalazione), socio-economici (danno al patrimonio artistico ed architettonico – v. le mura della città stellata di Palmanova) ed ambientali (con la loro rapida proliferazione si sostituiscono alla flora spontanea naturale con danni all’ecosistema ed alla biodiversità nazionale e regionale).

Grazie al lavoro d’equipe fra i diversi Enti, si è giunti (in Friuli Venezia Giulia) al riconoscimento ed alla formulazione di una Lista “costituita da 16 specie esotiche invasive altamente impattanti per le quali è indispensabile attivare concrete misure di contenimento” … – … “I dati dovranno essere aggiornati ed anche le tecniche di lotta saranno perfezionate , ma nel frattempo è importante che la popolazione cominci a riconoscere il problema delle specie vegetali esotiche invasive”(cit. dal Libretto informativo).

Le azioni di Prevenzione, di Eradicazione e di Contenimento vengono spiegate molto bene. Consiglio vivamente una attenta lettura della pubblicazione.

Ma di che piante si parla? Giusta domanda. E la risposta è inaspettata, almeno per me.

Pensavo di trovare piante grasse, piante con fogliami particolari, spine, fiori dai colori sgargianti (avete presente la vegetazione dell’Amazzonia? o del Borneo? 🙂 ) …

… niente di tutto ciò. Fate CANC alla vostra memoria e preparatevi a delle “belle” sorprese! Sigh! 😦

specie VEGETALI ESOTICHE IN FVG

Durante le mie camminate e/o giri in bicicletta ho visto queste piante più di qualche volta!

1-guado

Fra le altre nella lista c’è …

l’Ailanthus altissima l’Ailanto . Ultimamente trovo in commercio anche il Miele.

… l’Helianthus Tuberosus il Topinambur.

… la Lonicera Japonica Thub il Caprifoglio giapponese. Quante volte i suoi bellissimi e profumati fiori recisi facevano bella mostra in casa mia!

Caprifoglio Giapponese
Che buon profumo!!!

… l‘Impatiens glandulifera Royle la Balsamina Ghiandolosa. C’è un tratto di ciclabile in Carnia bordata di rosa!

Balsamina Ghiandolosa

Il resto è un susseguirsi di piante radicate più o meno ovunque in Regione, in montagna, in pianura ma anche lungo la costa e le spiagge friulane.

Non si finisce mai di imparare!

D’ora in poi durante i miei giri su e giù per la Regione farò attenzione, magari mappando le mie osservazioni.

E nelle altre Regioni? C’è questa mappatura Fito-esotica? Ne siete già a conoscenza?

Informiamoci, documentiamoci e divulghiamo queste informazioni, anche perchè è a rischio l’ambiente e la nostra salute.

Buona giornata e occhio!

Mandi mandi

Beta

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Per saperne di più:

Cliccando sul nome in rosso dell’Agenzia Regionale per lo sviluppo rurale (ERSA) che ho citato all’inizio dell’articolo, si può scaricare l’elenco, con le informazioni dettagliate, di ciascuna pianta censita e studiata in Friuli Venezia Giulia.

Oppure sul sito della Regione, assieme agli atti/schede/interventi del Convegno.

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FEBBRAIO : il più corto che ci sia!

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… e come raccontano alcune filastrocche  breve, freddo, birichino, porta Carnevale ed allegria!

Carnevale (Martedì grasso) termina giusto giusto il 28, l’ultimo giorno!

Nol è mai Carneval che non sei la lune di Fevrar

Non inizia Carnevale se non c’è la Luna (Nuova) di Febbraio

Girotondo

Da voi com’è il tempo? Qua il sole fa capolino e inizia a riscaldare (almeno nelle ore centrali della giornata) ma la sera è ancora freddina! 😉

foglie

Se poi dal freddo Nord arriva la Bora … ci aiuta (in bicicletta) a mantenere allenate le nostre gambe! 🙂

… io sono sempre contro-ventoooo !!!  #guardarepositivo #sempreconilsorriso

Fevrar cjalt, vierte frede

Febbraio caldo, Primavera fredda

Fevrar, un dì ben e un dì mal

Febbraio, un giorno bello, un giorno brutto

Se al tone di fevrar, o varìn un altri unvier

Se tuona nel mese di Febbraio, l’inverno non è ancora finito

e poi c’è ♥ San Valentino ♥ …

cuore
#iloveFVG

A San Valentin il vacjar al distude il lumin

Il giorno di S.Valentino (14 febbraio) il contadino spegne il lume

Sant Matie e cidivoc, tant il dì che la gnot

San Mattia (24 febbraio) con i crocus, (c’è luce) tanto il giorno che la notte.

 

Il Sole ricomincia a far capolino tra le nuvole  e a tenerci compagnia un pò di più durante la giornata!

Sperando (come sempre…) in serate limpide, un’occhiata al cielo  e alle belle costellazioni dello Scorpione e di Orione con la Nebulosa M.42, un insieme di stelle con diametro pari a 20 anni luce.

La distanza percorsa dalla luce in un anno è di circa 9.460 miliardi di km. Quindi vent’anni sono 189.200 mld.di km.!!! La grandezza di quel piccolo puntino lassù! in mezzo a tutto il resto! Ma quanto è grande “il cielo” !?!?!  ME-RA-VI-GLIO-SO!

Ma adesso via a cucinare …oggi ho voglia di crepes! Au revoir ! 🙂

Cul timp e cul lavor, il moràr ad devente sede.

Con il tempo e il lavoro, il gelso diventa seta.

Lavorando sodo e con pazienza, le gratificazioni e i risultati arrivano.

Cui che al à un sol ciamp, fas un ort.

Colui che ha un solo campo, ne otterrà un orto.

campo

 

Essere grati ed apprezzare quello che si ha e …” chi fa tutto a tempo e debito, di un giorno ne fa tre.”

 

PESARIIS 1

Mandi Mandi

Beta

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Consiglio la lettura di :

“IL GRANDE LUNARIO DEL FRIULI Santi, Feste e tradizioni del ciclo dell’anno”

a cura di Mario Martinis  – Editoriale FVG Spa (2008)

“IL FRIULI” di Lea D’Orlandi – Ristampa anastatica a cura della Società Filologica Friulana di Udine (1987)

“LO SCORRERE DELLA GEOLOGIA:il tempo profondo e l’evoluzione”-giornate del “Darwin Day 2017”-Relazione di Giuseppe Muscio-Direttore del Museo Friulano di Storia Naturale  di Udine

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