STORIE UN PO’ COSI’ … degli ALBERI – 1

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Ciao Bimba, ciao Bimbo!

Qualche giorno fa sono stata a visitare Cittadella in Provincia di Padova.

Visitando il centro storico, sai chi ho visto? Un leone!

Vicino al Duomo c’è una colonna con sopra un Leone come il nostro amico qui sotto,in Piazza Libertà a Udine.

leone 3

Ma durante la notte, quanto avrà giocato con la neve questo birba di leone? occhiolino

Cittadella è circondata da alte mura con una passerella, un camminamento che gira intorno intorno a tutta la città antica.

Percorrendolo, ho pensato se anche questo leone è magico come i nostri durante la luna piena…pensa che corse quassù e poi, attraverso una delle quattro porte, uscire ed andare a tuffarsi nel fossato!

Devi vedere quanti pesci … sono grandi grandi, dei PESCIOLONI!!!

Leggendo qualche libro ho scoperto che in molte città del Veneto e del Friuli ne ce sono tanti tanti … sopra a palazzi, colonne, archi,…

Si conosceranno? Quanti saranno in tutto? Li contiamo?
Pensa che bello vederli tutti in gruppo arrivare dall’Africa, come te quando vai in gita con i tuoi amici.

Davanti c’è la maestra vero?e davanti a loro sai chi fa da capo-fila?

Bravo! Il leone più anziano, ed esattamente quello che trovi, sempre sopra ad una colonna, in Piazza San Marco a Venezia.

E allora ti nomino “ricercatore” di leoni alati durante i tuoi viaggi in giro per l’Italia…e non solo…e non dimenticare la macchina fotografica!

Prima di rientrare a casa, uscendo da Porta Padovana , sulla destra, vicino all’acqua c’è un gigantesco albero : è un Tasso centenario!

Acero Cittadella

Ha una corteccia un pò ruvida, rossiccia, degli aghi di un bel verde brillante e i frutti sono delle piccole bacche rosse.

ATTENZIONE!! la corteccia, le foglie e i frutti rosso sono VELENOSI !!!.

Per questo motivo gli antichi Romani, nei giorni tristi, indossavano una coroncina formata dai rami di Tasso intrecciati.

Ma noi siamo allegri e la coroncina la facciamo con tanti fiori colorati e poi via ad abbracciarlo!

Acero

Un suo amico Tasso (della bella età di duecento anni!) lo puoi trovare nel Parco di Villa Manin a Passariano di Codroipo .

Osservalo da vicino,le bacche rosse non sembrano le lucine accese dell’Albero di Natale?

e poooooi ….. abbraccione !

Hai fatto un sorriso?  sorriso  MISSIONE COMPIUTA  !!!

Baci Baci

zia Beta

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e per saperne di più sugli alberi…

GRANDI ALBERI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA – Direzione Regionale delle foreste e dei parchi -Regione Autonoma FVG -ed.Grafiche Fulvio srl -Udine -1991

GUIDA PRATICA AGLI ALBERI E ARBUSTI IN ITALIA – Biblioteca per chi ama la natura-edito da Selezione del Reader’s Digest – 3° ristampa Gennaio 1989

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P.S. I miei articoli  NON sono sponsorizzati dai link (cliccare sopra le parole “blu” e/o “rosse”) di rimando o dalle Case Editrici indicate.E’ un mio libero consiglio di lettura e/o comprensione.

STORIE UN PO’ COSI’ di Udine – 6

bimbo bimba   140

Ciao Bimbo! Ciao Bimba!

Non stai nella pelle di ascoltare la storia del cavallo del Re solo soletto?

Allora inizio a leggerti il sesto capitolo …BUONA AVVENTURA !

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Angelo! Ci sei?” sono qua…mi vedi?Ti devo chiedere una cosa!”

Manu buona sera!tutto bene? Ti ho visto stamattina pedalare lungo la ciclabile, sportivone!”

“Ho fatto 10 km! sono arrivato fino a Pagnacco !!!”

“Bravo…ma cosa mi devi chiedere?”

“L’altra volta mi avevi raccontato delle farfalle di Giovanni. Hai parlato di un cavallo che gironzolava per Piazza Libertà…ma io non l’ho visto! Dov’è andato?”

“Caro Manu devi sapere che davanti alla Loggia di San Giovanni era stata collocata la Statua equestre , cioè su un cavallo, del Re d’Italia Vittorio Emanuele II° .

“ERA” perché adesso si trova presso il Giardino Rigasoli di Piazza del Patriarcato, di fronte all’Arcivescovado e alla sede della Provincia di Udine.

Ogni sera in Piazza della Libertà, a causa … bravo!… dei quattro leoni … c’era sempre un gran baccano, una gran confusione … tanto che il cavallo del Re non aveva un momento tranquillo.

Vedi quei due anelli sotto la Loggia del Lionello, lì in basso a destra?

Ecco, lì erano agganciati due cestini dove i bambini, tornado a casa dal giro in bicicletta in campagna, mettevano una carota, un pò di fieno, una mela,… Alla sera quando il Cavallo del Re scendeva dal piedistallo per andare a cenare…tutti a saltargli in groppa per fare una galoppata fin quassù in Castello, oppure per andare fino a Porta Manin per vedere i nuovi ospiti o per fare una corsa nei prati intorno alla città.
Non ce la faceva più e allora decise di andare ad abitare presso il Giardino Rigasoli!

Finalmente un po’ di pace!

La sera, tranquillo tranquillo, passeggia per il vialetti alberati, mangia un po’ d’erba e poi sta in compagnia dei cigni, delle papere che arrivano dalla roggia che passa li vicino e degli uccellini, moooooolto  più tranquilli dei quattro fratelli africani!!!

Ogni tanto va a trovare il Generale Giuseppe Garibaldi, nella piazza omonima, e con lui va in giro per la città o se il tempo è bello … e se il Re lo permette, escono per una bella galloppata verso le colline, come hai fatto tu oggi!

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Al centro di Piazza Garibaldi c’è la statua dedicata al grande condottiero che aiutò a unificare l’Italia, Giuseppe Garibaldi appunto.
E’ uno dei pochi monumenti a lui dedicato dove il personaggio è in piedi e non a cavallo!

Lo puoi trovare in altre città italiane (come La Spezia, Milano, Roma).     oh
E’ da un po’ che il Cavallo del Re non viene da queste parti, se sei in zona, passa da lui a salutarlo e digli che lo aspetto durante le sere magiche  con la luna piena! Grazie!

Sai cosa? Prepara con la mamma i biscotti a lui dedicati, i “Garibaldi biscuits”, buonissimi! E se nel pomeriggio passi da lui, sarà una specialisssssssima merenda! 🙂

Mh! come è tardi…via a dormire! Buonanotte Manu!”

“Buonanotte Angelo, a domani!”

Hai fatto un sorriso?  sorriso  MISSIONE COMPIUTA  !!!

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La prossima volta ti leggerò … del concerto delle campane di Udine, ma questa è un’altra storia! Ci vediamo nei prossimi giorni!

Baci Baci !

zia Beta

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MAY…MAI…MAGGIO !!!

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Ed eccoci arrivati a Maggio!

Arrivano le belle giornate, sempre più luminose e tiepide, adatte per le prime passeggiate fuori porta.

Bastano pochi passi in mezzo alla natura, per essere in mezzo a colori, profumi della terra appena arata,dei fiori, delle essenze delle piante (quali l’aglio, la menta selvatica), della resina degli alberi…attenzione alle dita! 😉

Leggendo i proverbi friulani, ops….

  • Se al pluf il prin di mai, cinquante dis na fai … 

Se piove il primo maggio, pioggia per cinquanta giorni … nooooo!!! 😉

  • Se al pluf il dì de Sense, par cuarante dis no si sta cence

Se piove il giorno dell’Ascensione, non staremo senza per quaranta giorni!

  • Mai sut gran dapardut, mai agacjat forment ruvinaat

Maggio asciutto (bel tempo) ,dappertutto ci sarà grano, maggio piovoso, grano rovinato

però la pioggia farà contenti i vignaioli …

  • Ploie di mai, vin assai

Ci sarà molto vino, quindi una buona vendemmia, se piove di maggio!

Secondo le mie previsioni, (sono una magaaaa! 😉 ) vedo e prevedo che farà ancora freddo (vi ricordate “se a marzo tuona, la neve arriva anche a maggio!?!?) e poco nuvoloso.

arrivo 31 maggio 2014

Ho scoperto, anche leggendo un articolo della signora Marina Gioitti su Fb, la tradizione pagana della “MAJA di Maggio”, un albero decorato a festa innalzato al centro del paese, simbolo del legame tra terra e cielo, per “propiziare… l’abbondanza delle messi…il raccolto e più in generale il rinnovamento e la rigenerazione della natura”, un augurio per tutta la collettività.

Il fortissimo legame tra natura ed il lavoro dell’uomo!

e da “IL FRIULI”:

“Tutta la campagna è in fiore e così i giardini:

Se no crodees che il mai al sei vignut, meteisi a la fignestre – cjalai il mont e il plan – il lin l’ha il flor – e il spi ‘la il gran “

(trad.se non credete che sia arrivato maggio, mettetevi alla finestra: guardate la montagna e il prato, il lino è in fiore e il grano ha la spiga)

quindi buona osservazione!

OSSER ......VARE

e, come scrive Lea D’Orlandi:

Ce c’a si sa,si faas – ce c’a no si sa,s’impare

 …. quello che si sa, si fà-quello che non si sa, si impara ! 🙂

Al prossimo mese!

Mandi Mandi

Beta

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Consiglio la lettura di :

“IL GRANDE LUNARIO DEL FRIULI Santi, Feste e tradizioni del ciclo dell’anno”

a cura di Mario Martinis  – Editoriale FVG Spa (2008)

“IL FRIULI” di Lea D’Orlandi – Ristampa anastatica a cura della Società Filologica Friulana di Udine (1987)

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STORIE UN PO’ COSI’ di Udine – 5

bimbo bimba   140

Ciao Bimbo! Ciao Bimba!

Questa è la storia di una delle notti magiche con i Leoni che gironzolano per Udine!

Ecco cosa ha raccontato l’Angelo del Castello al suo amico Manu.

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Sai Manu, questa sera non ho chiuso occhio.

Gli amici leoni del Piazzale li avevo “liberati”.

Visto la serata stellata, con la luna piena, hanno deciso di invitare un po’ di amici… mh! UN PO’… diciamo qualche centinaio !!!

Hanno chiamato persino le cicogne di Fagagna, i grifoni della Riserva di Cornino,i cigni, le oche selvatiche della Valle Cavanata  ed i cavalli bianchi dell’ Isola della Cona!!!

Stanotte non hai sentito niente ? Frastuono, baccano!?!?!
… sonno pesante eh!  occhiolino

Il cavallo del Re Vittorio Emanuele ha avuto l’idea di invitare anche le farfalle super-colorate di Bordano 

….e le falene bianche di via Gemona !!!

Era tutto un luccichio bianco, grazie anche alla luna che faceva da faro a questa festa.

Bhè … alla fine della serata, si sono, anzi, ci siamo divertiti moltissimo, visto che partecipavo anch’io col il mio occhio vigile !!! Devo dire che è’ stata una bellissima festa!

Come dici? Non hai mai conosciuto le falene di via Gemona?

Devi sapere che tanto tempo fa a Udine, viveva l’architetto Giovanni de’ Ricamatori, detto Giovanni da Udine, perché era nato nella nostra città e precisamente in via Grazzano: la casa della sua famiglia è all’angolo tra Piazza Garibaldi e via Brenari.
Ti dicevo… era un bravissimo architetto, tanto che nel 1511 dopo un terribile terremoto venne nominato Architetto di tutte le opere pubbliche della Città di Udine :la Torre dell’Orologio e la fontana di Piazza Libertà, la scalinata del Castello, la fontana di Piazza S. Giacomo sono tutte opere sue. Bravo vero?
Era così bravo che ha lavorato a Firenze con il grande Michelangelo e a Roma con il grande Raffaello. Nella capitale d’Italia morì nel 1561, e vista la sua importanza, venne sepolto vicino a Raffaello nel Pantheon! Un grande onore!

Ma adesso torniamo alle nostre Falene!
Giovanni oltre che architetto era tessitore di seta.
Infatti, da grande, era andato a vivere in via Gemona e in una stanzetta di questa casa,

allevava i bachi, grandi divoratori di foglie di gelso!

Devi sapere che dopo un bel po’ di abbuffate di questo vegetale, i bruchi si avvolgono in bozzoli per riposare e per crescere, al calduccio, come se fossero dentro ad un sacco a pelo! 😉

Questi bozzoli bianchi bianchi sono formati dal preziosissimo filo di seta!

Il tessitore deve raccogliere i bozzoli prima che il bruco all’interno si trasformi in Falena o farfalle notturne!

Qualche volta Giovanni era sovrappensiero, aveva mille idee per la testa su come costruire quell’opera, che cosa dipingere su quel muro, preparare la valigia per Firenze …

Ridi ? sorriso  Ti vedo! Eh, e’ successo anche a te di essere fra le nuvole, vero?!?!….

Dicevo… tra un pensiero e l’altro, un giorno si è dimenticato di andare a controllare gli animaletti !!! Disastro !!!
Dai bachi spuntarono delle Falene bianche! E così … addio seta.

Ci sono ancora molte farfalle che svolazzano libere per il centro della città.
Durante la primavera alcune decidono di andare fuori città a deporre le uova vicino agli alberi di Gelso, il loro cibo preferito, come ti ho spiegato prima!
Quando fai una passeggiata a piedi o in bicicletta nella campagna friulana vedrai questi bellissimi filari di Gelsi, tozzi alberi che servono per delimitare il confine tra un campo e l’altro …

gelsi

altrimenti, se rimani in centro a Udine, vai vicino alla Roggia di Palma, in Piazza Patriarcato, ce n’è uno grande grande, sembra che abbia tante braccia, pronte per abbracciare te e tutti i tuoi amici!

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Se sarai fortunato, verso sera, osserverai le nostre amiche Falene! Salutamele !

Hai fatto un sorriso?  sorriso  MISSIONE COMPIUTA  !!!

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La prossima volta racconterò … del cavallo del Re solo soletto, ma questa è un’altra storia! Ci vediamo nei prossimi giorni!

Baci Baci !

zia Beta

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Grazie.

GEOSITO a CAVAZZO CARNICO

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Buongiorno!

Leggendo la pubblicazione regionale dei geositi e il libro del Circolo Speleologico mi ha incuriosito il capitolo dedicato alla Forra “Buse dai Pagans” e alla Palude “Vuarbis”(poco oltre il Lago di Cavazzo, anche questo oggetto di numerose passeggiate lungo l’argine o come punto di partenza per camminate sulle montagne che ne fanno da cornice) e allora zaino in spalla e via!

Partendo dall’abitato di Cavazzo Carnico ci si incammina sulla strada che costeggia il Rio Faeit fino all’indicazione a sn. di una Palestra di arrampicata.

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E’ già una meraviglia: natura (sottobosco ricco di piante, fiori odorosi, colorati!) storia (la parete di roccia della Palestra ha delle aperture/finestre militari :la struttura interna (bunker) fa parte del Vallo Alpino del Littorio ) geologia (le pareti rocciose sono dei conglomerati quaternari!).

Alla sinistra dello spiazzo della Palestra di roccia, attraverso un sentiero, si arriva alla “CJANEVATE” una grotta molto grande con a destra l’ingresso al bunker militare (vietato l’ingresso).

Un pensiero, in rispettoso silenzio, al lavoro dei militari per la realizzazione di queste opere…

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Facendo un pò di attenzione-tra la Cjanevate e la Palestra di Roccia – attraverso uno stretto passaggio tra i massi, si arriva alla Forra “BUSE DAI PAGANS”:come cita il testo, è un “varco di circa tre metri di larghezza, sovrastato da pareti di una trentina di metri”.

Meraviglia della natura, la forza dell’acqua che ha “plasmato” la roccia!

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Ad un’altezza di una quindicina di metri si vede il ponte in cemento armato che unisce le costruzioni militari interne!

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Proseguendo lungo il greto del Rio, al termine della Forra, troviamo una pozza d’acqua…è alimentata da un “salto” d’acqua anche questo molto alto…ricorda un pò le Cascate “LA PLERA” di Invillino e “FAVARINIS” nel comune di Amaro.

Da visitare stagionalmente perchè è una novità ogni volta, la portata dell’acqua varia e quindi varia tutto il paesaggio sottostante! per non parlare della vegetazione, della luce del sole,…

Ma quanto è GRANDE la Natura! Mi meraviglio sempre!

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Torniamo a noi!

Per continuare la camminata, si ritorna sulla strada asfaltata proseguendo verso la località di Cesclans. In pratica (consultare SEMPRE  la cartina topografica n.13 ) si “circumnaviga” la montagna appena visitata. 😉 … Attenzione:trattasi di strada con passaggio di veicoli!.

Al termine di questa “rotatoria” si arriva al margine di un esteso campo, è il “prato del Falnor” di origine glaciale: questa conca è stata plasmata dal lavoro del Ghiacciaio del Tagliamento!

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Proseguendo verso il paese di Cesclans, a destra si trova una Chiesetta ristrutturata dopo il terremoto del 1976 e a sinistra parte un sentiero (marcato “Tratteggiato nero” sulla cartina topografica:quindi attenzione!non è ben segnalato).

E’ un sentiero con poco dislivello, che attraversa il bosco Celli Brocul.

Ho visto diversi alberi di Ciliegio!Fiori e Farfalle! e delle postazioni militari!

Consiglio:occhi e macchina fotografica in azione !!! 🙂

Al termine della discesa si arriva  alla Palude “Vuarbis” anche questa di origine glaciale.

Grazie ad un comodo sentiero si riesce a “girare” intorno allo specchio d’acqua.Il canneto e l’alta vegetazione nasconde parzialmente la vista della Palude. Un centinaio di metri vengono percorsi sulla S.S.512 che sarà anche utilizzata per il rientro a Cavazzo Carnico….attenzione ai veicoli ma dall’alto si può avere una più chiara panoramica della P.Vuarbis.

In alternativa alla strada asfaltata abbiamo preferito un sentiero che “taglia” attraverso il bosco , segnalato con indicazioni per il Campo Sportivo di Cavazzo Carnico.

Un profumo di aglio selvatico!!!     34

E’marcato “Tratteggiato nero” sulla cartina topografica:quindi attenzione!non è ben segnalato).

E comunque, sempre, sempre ben equipaggiati !!!

Un’occhiata al Monte Amariana “senza il cappello” e via …

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… al prossimo itinerario!

Mandi Mandi

Beta

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Consiglio la lettura di …

-“SOPRA LE GROTTE Passeggiando fra rocce e grotte” a cura di G.Muscio e A.Mocchiutti 2015 Circolo Speleologico e Idrologico FriulanoUdine – e Provincia di Udine

La prefazione di A.Mocchiutti  e G.Muscio “Passeggiare fra le grotte” la condivido totalmente! 🙂

STORIE UN PO’ COSI’ di Udine -4

bimbo bimba   140

Ciao Bimbo! Ciao Bimba!

Quarto capitolo del Libro “STORIE UN PO’ COSI’ di Udine e non solo” dedicato a degli SPECIALISSSSIMI mascheroni! Naso all’insù e via che si inizia!

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Ciao Manu! Che bello vederti in città!
Sei arrivato in centro da Porta Manin con la Torre San Bartolomeo?

Porta Manin

 

“: -Buongiorno Angelo, devo andare con la mamma nel negozio di … ma scusa … non senti anche tu delle voci … c’è qualcuno che … ma… ma chi è che grida il mio nome?.-”

“Cittadini, è arrivo un nuovo ospite! Benvenuto Manu!”

Complimenti! Hai un buon udito Manu!
Eh si! Oltrepassata la Porta, guarda in alto, a sinistra.
Il bellissimo Palazzo Contarini, quello con le eleganti rifiniture dorate, ha sui terrazzi dei mascheroni.

Palazzo CONTARINI
Devi sapere che da un po’ di tempo non ci sono più i soldati a guardia nella Torre di Porta Manin e allora ho chiesto a questi bei mascheroni di avvisare gli abitanti di Udine quando arriva qualcuno.
E’ un piccolo gesto di cortesia verso gli ospiti di questa città, come te …
Siccome di ospiti ne arrivano molti, ogni giorno, sono sempre con la bocca spalancata a dire i loro nomi. Di notte si danno il cambio per stare nella postazione che guarda la Porta, così gli altri riposano un po’!

Ce ne sono tanti vero?

Quanti mascheroni ci sono a darti il benvenuto?
Attenzione! Ti do un consiglio: gira l’angolo, lungo via della Prefettura, guarda in alto, …

ci sono altre terrazze ! occhiolino
Adesso che sei stato ANNUNCIATO a tutta la città prosegui lungo la via … vai avanti … ancora un po’… gira a destra … ed eccoti arrivato nella magnifica Piazza Libertà , quella con i nostri amici Leoni !
Scusa, dai per favore una controllata a questi quattro birboni! Sono tutti lì ai propri posti? Si? Bene, grazie Manu e buon giro con la mamma!

 

Hai fatto un sorriso?  sorriso  MISSIONE COMPIUTA  !!!

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La prossima volta racconterò … delle farfalle di Giovanni, ma questa è un’altra storia! Ci vediamo nei prossimi giorni!

Baci Baci !

zia Beta

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STORIE UN PO’ COSI’ di Udine – 3

BIBA    140

Ciao Bimbo! Ciao Bimba!

Non stai nella pelle di ascoltare la storia dei 4 leoni? allora inizio a leggerti il terzo capitolo …BUONA AVVENTURA !

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Che bella giornata! Quasi quasi vado a trovare il mio amico…ma dov’è…dalla finestra vedo la sua cameretta vuota…sarà andato a gioc….ma chi è là sotto che mi chiama?

Ma sei tu!Ciao Manu! Sei venuto a fare un giro in centro città?

Allora ben arrivato nella magnifica Piazza Libertà !

castello

Hai già individuato i leoni?

Tanto tempo fa arrivarono in città quattro fratelli leoni.

Tutti gli animali di Udine … i cigni, le papere, i fringuelli, le gazze, i gatti, i cani ….. li videro arrivare da porta Aquileia in via Vittorio Veneto,in fila, con la testa alta, bellissimi, con quella folta criniera!

Bhè , era una novità, non avevano mai visto un’animale della lontana Africa … erano tutti a bocca aperta … ecco così … come stai facendo tu in questo momento! Bravo!

Dall’alto del castello, vedendoli arrivare mi feci serio “:-Mh! Arrivano guai!”

E in effetti … non passò molto tempo che i quattro fratelli portarono scompiglio in città.

Per seguirli nelle loro avventure gli uccellini non cantavano, i gatti non cacciavano i topi, i cani non facevano più la guardia alle case, i cigni e le papere non tenevano più compagnia ai pesci ed agli insetti delle rogge, era proprio un disastro!

In giro per le vie del centro sentivo una gran confusione perché c’era sempre qualche gara di corsa, di ruggito e i nostri animali facevano il tifo per questo o quel leone.

Pensa che un giorno i leoni organizzarono una gara di salto sopra i monumenti di Piazza Libertà :dovevano far vedere a tutti quanti chi era il più bravo e agile!Non potevo credere ai miei occhi!

Preoccupato della situazione e dopo MOLTA , MOLTA, MOOOOOLTISSSSIMA pazienza, feci una cosa incredibile … mai successa prima … MI ARRABBIAI !  

Hai capito bene … mi ARRABBIAI TANTISSIMISSIMO: mi girai verso di loro, puntai il dito e … zac … zac … zac … zac … li trasformai in pietra!

Da quel giorno a Udine tornò la pace: i quattro leoni sono immobili sopra l’Arco, sulla Torre, sulla colonna .

Se passi di lì e hai la fortuna di vedere qualche uccellino vicino a loro, devi sapere che sta raccontando le avventure capitate in città durante la giornata.

Cosa? Mi chiedi se sono ancora arrabbiato? No! Non preoccuparti…mi è passato subito, li ho perdonati.

luna

Infatti succede che alcune notti, quando tutta la Piazza viene illuminata dalla luna piena, i leoni vengono liberati da questa “magia” e per un pochino possono giocare insieme a tutti gli amici animali……..ma solo un POCHINO !!!   

Hai fatto un sorriso?  sorriso  MISSIONE COMPIUTA  !!!

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Le prossime volte racconterò … delle farfalle di Giovanni,della grotta di Attila, del cavallo del Re solo soletto, ma questa è un’altra storia! Ci vediamo nei prossimi giorni!

Baci Baci !

zia Beta

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FACCIAMO UN GIOCO ?

Ed il quarto leone dov’è’? Sei stato attento! Bravo!sorriso

Vieni a trovarmi quassù, sul colle del Castello e guarda in alto, prima o poi lo troverai ! Baci baci !

4 leone

 

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STORIE UN PO’ COSI’ di Udine – 2

BIBA   140

Ciao Bimbo! Ciao Bimba!

Inizio a leggerti il capitolo sull’Angelo del Castello!

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Oh! Ciao Manu! Eccoti qua! Mangiato bene? Tutto?

Finisci quel pezzo di mela e iniziamo…

mh! Ma hai visto quanto sono bello, tutto dorato, luccicante!

angelo

Sono “nato” nel 1777 e sono alto ben 5 m. !

(sono un po’ vecchietto, ho quasi 240 anni!!! Pensa che torta !!!

Mi vieni ad aiutare a soffiare su tutte le candeline? ci conto!) sorriso

Ma con il passare del tempo, il calore del sole, le piogge, i temporali mi hanno sbiadito, ero diventato un po’ bruttino e poi non riuscivo più a girarmi!

testa

Avevo proprio bisogno …

”Di un bel bagno ?”gli chiede Manu …

Bhè si! diciamo di un bel restauro!

E questo è successo poco tempo fa e dopo un accurato lavoro, eccomi qua, con la mano destra alzata per indicare la direzione del vento

(sottovoce: questo è quello che pensano i grandi, ma tu Manu sai il mio segreto ! )occhiolino

e con la mano sinistra tengo un giglio, il simbolo della bontà e della Madonna.

giglio

Infatti sono sul campanile (anche questo restaurato) della Chiesa di Santa Maria.

La Chiesa di S. Maria si trova sul Colle del Castello ed è il punto più alto della città!

campanile

Una leggenda narra che nel 425 Attila, il re degli Unni, ordinò ai suoi soldati di accumulare con i loro elmi tanta terra. Dall’ alto di questa collina, il Re barbaro osservò l’incendio di Aquileia, la città romana distrutta dai suoi militari.

Questa estate quando sei in spiaggia a Lignano o a Grado prova con il tuo secchiello a preparare una bella montagnetta con la sabbia … (magari ti do un aiutino!)  

ma mi sa che non basta tutta la sabbia per costruirne una come quella di Udine  !!!

Non dimenticarti di rimettere in ordine la sabbia…altrimenti le persone che passeggiano cadono nella bucaaaaaaaaaaa  !

Hai fatto un sorriso?  sorriso  MISSIONE COMPIUTA  !!!

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La prossime volta racconteròdei leoni a Udine

Ci vediamo nei prossimi giorni!

Baci Baci

zia Beta

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FACCIAMO UN GIOCO ?

Conosci altri Angeli posti sui campanili?

Io conosco quello di Grado ,grado

quello di Zompitta di Reana del Rojale    Angelo ZOMPITTA

e quello di Tolmezzo   Angelo TOLMEZZO

sempre qui in Friuli,

sono amici del nostro Angelo , si aiutiamo a vicenda … quando siete troppi !!! occhiolino

Che bello il suono delle campane!

Impara a riconoscere i  CAMPANILI dei vari quartieri o paesi perché ogni gruppo di campane ha un suono diverso.

Se a mezzogiorno passi da queste parti, ascolta le “mie” campane poi

quelle del Duomo, delle Chiese di S. Giacomo e di S. Quirino

hanno dei suoni uno diverso d’altro, ma insieme … che bel concerto!

Mi vien voglia di ballare, di girare, di girare, di girare … oooooh!

 Da casa puoi indovinare anche il tempo che farà?

Senti il suono delle campane provenire da Sud?…mh! Il “vento caaaaaldo del Deserto” porterà nuvole e forse pioggia!

Se il suono proviene da Nord…evviva! Il “vento frrrrredo del Ghiaccio” spazzerà via le nuvole e il sole splenderà!

Ancora…Baci Baci

zia Beta

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BOSCO di PLESSIVA (Gorizia)

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Una camminata per iniziare nel migliore dei modi la Primavera?

A nord di Cormons in provincia di Gorizia, si trova la Piana del Prevala. Una conca di origini antichissime, si parla del periodo che va dai 56 al 34 mln.di anni fa , dell’Epoca Eocene, Era Cenozoica.

Molto sommariamente durante il sollevamento della catena alpina si è formato un delta di detriti di coralli che andavano a colmare questa “piana”: una volta era un bacino marino!

Questa origine corallina la possiamo notare molto bene nella zona a Est , località Russiz, lungo le strade bianche che costeggiano i vigneti: ci sono dei blocchi calcarei di scogliera marina!

Dei detriti di origine fluviale, formati da ciottoli più o meno grandi chiamati “conglomerati” li possiamo osservare sul Monte Quarin o anche nel Bosco di Plessiva

roccia

la nostra meta:piccolo angolo verde di proprietà dal 1968 della Regione Friuli Venezia Giulia

La passeggiata si sviluppa lungo un percorso ad anello in mezzo ad un bosco di diverse specie arboree fra cui i Ciliegi. In questo periodo è colorato dai piccoli fiori bianchi di questi ultimi dalla caratteristica corteccia “ad anelli”. E’ uno spettacolo!

Ma tutta la piana è ricca di questi bellissimi alberi dai gustosi frutti, non per niente la strada che passa per questa località è la Strada del Vino e delle Ciliegie!

Tornando sui nostri passi … quando siete in prossimità magari di questo maestoso Ciliegio,ascoltate il ronzio delle api,sono già al lavoro! 🙂

Proprio lì  vicino c’è un Signor Rovere (altra specie arborea presente nel Bosco) anche questo molto bello…abbracciato anche questo! 🙂

 

Il sentiero è debitamente segnalato con cartellonistica in vari punti del percorso (es.nelle foto), dove vengono descritte le varie specie di fauna e flora presenti e un pò di storia del luogo: per es.troverete vari spiazzi cementati…facevano parte di un deposito di munizioni, usato durante il Secondo Conflitto Mondiale.

Guardando una cartina topografica è ben chiara anche l’opera di bonifica voluta da Mussolini negli anni ’30 in questa zona umida.

All’inizio del sentiero mi sono innamorata di un albero dalle braccia aperte…ho sognato una bella casetta sull’albero!… ma solo sognata 😉

casa albero

Già che siamo in zona, partendo proprio dai dintorni di Plessiva, lasciamo la macchina, inforchiamo la MTB e proseguiamo lungo la Piana attraverso le numerose strade bianche, chiuse al traffico, che ci permettono di immergersi in mezzo ai vigneti, ai campi coltivati,ai corsi d’acqua, magari spingendosi fino a Mossa oppure Gradiscutta,…

Quindi armiamoci di cartina topografica, bici, macchina fotografica, scarponcini e via per una bella giornata in mezzo al Collio.

Un piccolo scrigno con tante testimonianze naturalistiche e storiche!

Buona passeggiata e pedalata!

Al prossimo itinerario.

Mandi mandi

Beta

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Per saperne di più :

 Sito Regionale dei geositi molto più competenti e bravi di me nella spiegazione! 😉

 

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P.S. I miei articoli  NON sono sponsorizzati dai link (cliccare sopra le parole “blu” e/o “rosse”) di rimando o dalle Case Editrici indicate.E’ un mio libero consiglio di lettura e/o comprensione.

LAGO MINISINI

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Anni fa leggendo l’elenco dei laghi friulani (libro:”I LAGHI Guida Naturalistica al Friuli-Venezia Giulia”-1987- scritto da Gaddo de Anna-Carlo Lorenzi ed.)sembrava che avessi in mano le figurine di calcio! 😉 “Visto”  “Visto”  “Visto” … e questo?!?!?

Lago Minisini ? C’è un lago in località Ospedaletto a Gemona del Friuli (Udine)?

Subito cartina topografica alla mano ho visionato la zona e con un pò di stupore ho notato una piccola macchiolina azzurra incastonata sotto il Monte Cumieli!

Fiume Tagliamento

Da quell’anno, ogni inizio primavera, oppure in una domenica invernale troppo corta per escursioni in montagna,…faccio sempre, con la mia famiglia, una visita a questo laghetto!

E’ un piccolo scrigno naturale, circondato da boschi…ogni volta una sorpresa, colori diversi della vegetazione, il livello dell’acqua cambiato (varia a seconda della piovosità del periodo), percorsi nuovi…

Laghetto Minisini

In questi ultimi anni è stato valorizzato e grazie all’ausilio della tabellonistica permette una primaria conoscenza del luogo.

Al lago si arriva dal parcheggio della Chiesa di S.Spirito a Ospedaletto.

Appena ci si incammina,si incrocia la nuova e bella pista ciclabile Gemona del Friuli-Venzone :STU-PEN-DA!!!

Fa parte del percorso ciclabile Ciclovia AlpeAdria Radweg che da Salisburgo (Austria) arriva a Grado (Friuli Venezia Giulia)! Dalle Alpi al Mar Adriatico!

Dopo il sottopasso della ferrovia, attraverso una comoda strada sterrata si arriva al Lago. Si può rientrare facendo a ritroso la medesima strada, oppure costeggiando il lago, si arriva alle abitazioni di Borgo Mulino. Vicino alla piazza c’è l’ EcoMuseo Mulino Cocconi altra bella realtà che valorizza il territorio.Consigliata la visita!

Oltre alla cartina topografica delle Prealpi del Gemonese, si può consultare il sito della Comunità del Gemonese e Canal del Ferro  dove si può scaricare o richiedere le cartine dettagliate dei percorsi.

Infatti si dipartono diversi sentieri che permettono di visitare il Forte del Monte Ercole,

Forte M.Ercole

oppure proseguire attraverso il sentiero naturalistico Silans per arrivare alla Sella di S.Agnese con l’omonima Chiesetta del XIII sec. .

O ancora arrivare in cima al M.Cumieli per avere una panoramica della piana del Gemonese e del fiume Tagliamento,

piana gemonese

magari osservando verso il Monte Cuarnan il volo dei parapendii o , con un pò di fortuna, i magnifici grifoni

provenienti dalla vicina Riserva del Lago di Cornino!

Buona osservazione!….in tutti i sensi!

Al prossimo itinerario.

Mandi

Beta

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