Buongiorno! Sono Elisabetta ed abito a Udine.
Questo blog è un "compendio" di ciò che voglio trasmettere (dalla frase di Ippolito Nievo che descrive il Friuli Venezia-Giulia come "un piccolo compendio dell'universo"!):
-farvi conoscere i lavori manuali creati per la casa, per un regalo, per un evento,all'insegna del riciclo.
In casa mi prendono in giro perchè smonto ogni oggetto fino al più piccolo pezzo!
Uno dei miei motti:"può sempre servire!" Casa nostra fa concorrenza con i grandi magazzini di ferramenta!!!!Sono "idee di Beta" perchè le realizzo partendo da quello che ho in casa-magazzino ;) guardando un articolo in una vetrina, grazie alle idee di alcune riviste specializzate o ad un tutorial di un blog su una particolare lavorazione.
-aprirvi il mio libro delle ricette collaudate, provate e riprovate anche perchè ogni giorno ti consigliano un nuovo ingrediente, ...si vede in televisione una nuova presentazione,...!
-consigliarvi per un giro in Friuli (e non solo) attraverso l'arte, la cultura, la storia, la natura,...
avendo un occhio di riguardo per i bambini, il mio grande amore!
Sono mamma di due ragazzi maggiorenni (sigh!passa il tempo!), "camminano" da soli ed è anche per questo che ho voluto questo blog.
Trasmettere fiducia nel saper creare qualche cosa con le proprie mani e con materiale povero,...
curiosità, meraviglia nel conoscere, sapere di un luogo, di un evento...
Adesso basta parlare, anzi scrivere di me! avanti con gli articoli!
#BuonTutto a tutti da Beta!
ah! dimenticavo.... Mandi Mandi !!!
P.S."Mandi" è il saluto friulano. Vuol dire "ti lascio nelle mani di Dio" e/o "ti auguro tutto il bene per la tua vita" .
NOTA BENE
Il mio Blog STORIE DI BETA (ed i relativi articoli)NON è un prodotto editoriale, in quanto il blog non è concepito come una testata giornalistica.
Il blog (come già dichiarato) rispecchia SOLO le mie passioni ed il mio PERSONALE pensiero, in materia di Lavori Manuali, Cucina, Libri, Bicicletta,Viaggi, Curiosità, Storia, Arte del FVG e non solo (v.i miei "Libri" :) ).
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Le fotografie sono state realizzate da Elisabetta Adami, titolare del blog e pertanto sono soggette a copyright.
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Data la mia natura educata e rispettosa, mi riservo di non pubblicarli qualora siano irrispettosi.
Durante una delle mie camminate festive, su di una bella sella prativa ho raccolto i fiori del “Dente di Leone”.
LEONE! Segno zodiacale a me molto caro ;), Leone, Felino a me molto caro, Africa, Continente a me molto caro, Tarassaco, erba a me molto cara, 🙂 quanti soffioni ho soffffffiato ! 🙂
Ma torniamo in Cucina, a me molto cara! Basta Betaaaa! Il solLEONE mi ha dato alla testa! 😉
La signora in studio ha dato le dosi per 350 fiori. Non avendo molto tempo, ne ho raccolti 100 e ho fatto le dovute proporzioni di acqua, zucchero e limoni.
Ne è risultata una “salsa” densa, con una consistenza come il miele.
Per insaporire formaggi, sopra a del pane e/o fette biscottate oppure …
… un cucchiaio in un litro di acqua è una dose giusta (secondo me) per un’ottima bevanda dissetante! 🙂
Raggio di sole, di sol Leone! 🙂
Per conservarla al meglio, ho riposto la “Salsa” dentro a piccoli contenitori e poi in freezer pronti all’uso.
Acqua fresssssca! 🙂
Lo sapevate che :
Il nome di questa pianta deriva dal greco Taraké akos che significa Rimedio allo scompiglio. Infatti ha proprietà depurativa e stimola, con la sua amarezza, il fegato per l’eliminazione delle scorie e tossine.
Il “paracadute” dei soffioni si chiama ACHENIO e le setoline bianche sono i PAPPI. 🙂
I germogli del fiore si trovano alla base della pianta, in mezzo alle foglie: sono delle piccole palline che, raccolte ancora chiuse e messe sott’olio , sono dei casalinghi sostituti dei capperi.
Quando la pianta è giovane, in primavera, si raccolgono le foglie dentellate per delle buone insalate fresche o, lessate, come ingrediente per una gustosa frittata.
La radice, essiccata e macinata viene usata per produrre il Caffè di Cicoria. Una volta (mi ricordo ancora il profumo in cucina della mia cara nonnina carnica!) veniva largamente utilizzato dato il costo e la scarsa reperibilità del vero caffè.
GUIDA PRATICA AI FIORI SPONTANEI IN ITALIA – ed. Selezione dal Reader’s Digest – Biblioteca per chi ama la natura – ed. Gennaio 1989
LA CUCINA DEL FRIULI I sapori di una tradizione gastronomica profondamente legata al territorio e alle vicende storiche – Scritto da Emilia Valli – Newton Compton Editori – Edizione Aprile 2007
P.S. I miei articoliNON sono sponsorizzati dai Link (cliccare sopra le parole “blu” e/o “rosse”) di rimando o dalle Case Editrici indicate.E’ un mio libero consiglio di lettura e/o comprensione.
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Pochi ingredienti (oggi ho usato un mix di riso integrale, orzo,farro) ed il risultato è eccellente! Provare per credere! 🙂
In un momento di pausa, vi consiglio la lettura degli articoli del link proposto, sempre sul pezzo come si dice e con una scelta delle foto davvero particolare, elegante … per me, è come sfogliare una rivista di moda, di cultura, di libri, … davvero bella ed interessante!
Anzi meglio perchè con i commenti si può dialogare direttamente con l’autrice in presa diretta! 😉 che, come sapete, è una gran bella cosa: è come una telefonata inaspettata di un’amica!
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Anche voi avete canticchiato questa canzone? Mi ricorda “qualche” 😉 anno fa!
Mamma, il suo sorriso,il profumo dell’erba appena tagliata, il prato pieno di fiori.
Ecco, Fiori.
Tramite qualcuno di voi ed al suo Blog, ho conosciuto (anche di persona la scorsa estate! 🙂 ) Lucia e il suo magico mondo di carta.
Origami di fiori, di cuori, di decorazioni natalizie ! Una meraviglia!
Tempo fa ha iniziato una collaborazione con Clarissa e le sue storieillustrate immerse nella Natura.
Ne è nata una Scatola Magica, con una Storia e dei Boccioli di fiore da creare con le proprie mani! 🙂
Con i pastelli a cera e con le matite colorate ho “dipinto” ciascun petalo, per poi dar forma, con la tecnica dell’Origami (spiegazioni incluse dettagliate e precise!) a dei Gigli, dei Tulipani e a dei Kusudama.
Ho sovrapposto più colori, per dare l’effetto dello sfumato. Ma l’uso dei pastelli a cera ha indebolito la carta dei gigli 😦 … colpa mia … e si sono lacerati. Sob!
Ho ripiegato (è il caso di dire! 🙂 ) con del cartoncino colorato per vedere l’effetto che fa !
Ed ecco il risultato:
Il mio preferito? Il Tulipano, perchè nel piegare la carta, c’è una deliziosa magia! 😉 Grazie Lucia! 🙂
E Clarissa?
Work in progress! #riciclocreativo #ioamoleggere #nonsibuttavianiente 🙂
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Una domenica, mentre camminavoin mezzo al bosco, in val Resia, ho fatto la conoscenza di alcuni amici animali, un pò particolari ! 😉
Lungo il corso del Rio Resartico ho salutato Miss Lumaca Pratolina ! Andava piano piano verso i prati di Resiutta, per mangiare un pò di fiori freschi freschi! 🙂
Miss Lumaca Pratolina
Poi ad un incrocio “Dove vado? Di qua? Di là!” 😦
ho chiesto informazioni al passerotto Julie …
passerotto Julie
e, mentre al Villaggio Minerario, mi gustavo un buon panino con la mortadella 🙂 , Coach Stambecco Jôf mi consigliava i sentieri da percorrere su e giù per il Monte Plauris.
coAch Stambecco Jôf
Prima di riprendere la strada per casa, ho provato anche a fare un riposino ma l’Elefante Baba Baba non finiva più di raccontarmi le mille e mille storie del bosco! 🙂 Poverino, mi faceva anche un pò pena, solo soletto nel bosco.
Allora mi sono seduta vicino a lui e … “Lo sai che a Natale è venuta tanta, ma tanta, ma taaaaanta di quella neve!” … “E poi lo sai che un giorno è passato un graaaaande deltaplano tutto colorato?” … “Sai che ogni giorno conto gli aerei che volano sopra la mia testa? Ieri sono passati milletrecentoquaranotto!!!”
Acciderbolina! ho risposto meravigliata! 🙂 Quando l’ho salutato era tutto concentrato: stava contando gli aerei “889, 890, 891,…” 🙂
l’Elefante Baba Baba
E poi “qualcuno” mi ha fatto uno scherzo!
Mentre attraversavo il Rio, ho sentito un getto d’acqua che mi ha tuuuuutta bagnata! Sai chi e’ stato?
Il Polipo Gigante Resartick dalla bocca laaaaarga laaaaarga! Che furbacchione! 🙂 🙂 🙂
Ma tra una risata e l’altra, complice il caldo, mi sono asciugata in un batter d’occhio!
il Polipo Gigante Resartik
E voi caro Bimbo, cara Bimba, che animali fantastici avete scoperto nelle vostre passeggiate in mezzo alla natura?
Naso all’insù … e all’ingiù 😉 e li troverai anche tu! 🙂
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Imboccata la strada per la Val Resia, si seguono le indicazioni per il Borgo Povici. Al termine del paese di Povici di Sopra, ci si inoltra nella vallata della Miniera e dopo un centinaio di metri su strada bianca, si lascia la macchina in un comodo parcheggio.
Il rumore dell’acqua del Rio Resartico sarà la nostra colonna sonora. Zaino in spalla, macchina fotografica, un pò di attenzione e si parte.
Arrivati al guado merita una sosta sul grande masso che campeggia ai bordi del Rio! Per guardarci intorno ma anche perchè il masso …
… E’ il “Sasso del Diavolo”, una Dolomia Principale con numerosi bivalvi Megalodon! Adoro! 🙂
Il sentiero CAI 702 è molto ben curato e segnalato. Il Parco naturale delle Prealpi Giulie ha dislocato, in vari punti significativi, dei cartelli e/o delle tabelle esplicative del posto dove ci troviamo.
Ad un bivio, lasciata la strada bianca, si prosegue lungo un sentiero …
… in mezzo a boschi … tra i massi calcarei dolomitici …
… attraverso gradini di pietra, ripercorrendo il sentiero fatto tante volte dai minatori, …
Un pensiero a questi lavoratori.
… sempre in compagnia dell’acqua che plasma in pozze, cascate, “scivoli”, la bianca roccia …
… osservando la natura che si risveglia, …
… piantine che si fanno largo attraverso i sassi, …
… prati tappezzati di colori …
Vecchio e nuovo colore!
… per arrivare, attraversando le faggete, al Villaggio dei Minatori …
… con un grazioso e ben attrezzato Ricovero … un bel lavoro di recupero.
Dietro le “testimonianze murarie” delle vecchie abitazioni degli operai, parte il sentiero che ci porta al Belvedere: una “finestra” sulla zona della Miniera. Quest’ultima raggiungibile in poche decine di minuti, attraverso un comodo sentiero, sempre partendo dal Villaggio.
Tabelle esplicative della zona, sulla storia della Miniera e dei suoi uomini (per non dimenticare!) , sono presenti sia nel Villaggio che nella galleria della Miniera, visitabile con una guida del Parco.
Il periodo estrattivo è stato a cavallo del 1900 fino al secondo dopo guerra. Si estraeva materiale bituminoso (formatosi milioni di anni fa – periodo Triassico – a seguito della compressione di alghe! 🙂 ) che veniva distillato, per ricavare olio, nell’edificio posto all’imbocco della Valle, a Resiutta.
Olio usato per l’illuminazione pubblica di Udine.
Osservando le pareti della galleria si intravedono ancora faglie nerastre ! 🙂 Storia geologica! 🙂 Le mie amate rocce!
Edificio per la produzione dell’olio
Dopo un meritato riposo, un buon pranzo al sacco sulla terrazzina del Ricovero, con meravigliosa vista panoramica inclusa 🙂 (mi raccomando: portare a casa i rifiuti! Grazie.) per il rientro, si riprende lo stesso sentiero dell’andata.
Noi, invece, abbiamo optato per il percorso alternativo : al primo pilone della teleferica (segnalato), ci si incammina lungo il “Sentiero dell’Acquedotto”.
Attenzione: è un sentiero esposto, massima cautela ed attenzione. Valutate in base alle vostre capacità/età (presenza di bambini, persone poco esperte), meglio ascoltare prima i consigli di un esperto.
Sulla cartina topografica sono segnate tre sorgenti la cui purissima acqua viene in parte captata da un acquedotto posto nelle vicinanze. Da qui il nome al Sentiero.
La foto non rende l’idea del verde brillante della vegetazione e l’azzurro limpido delle sorgenti! 🙂 e siamo all’inizio della Primavera! Chissà che colori durante la stagione estiva!
Data l’abbondanza di neve di questi mesi, lungo il percorso, l’acqua “scendeva” anche dalla roccia. Una bella e gradita doccia rinfrescante! 🙂
Il sentiero è comodo ma esposto …
… e con brevi e basse gallerie scavate nella roccia!
Esercizio di piegamento gambe! Alè! 🙂
A fine vallata, si arriva, dopo una ripida discesa nel bosco, al Borgo Povici di Sopra e, riprendendo la strada bianca, si giunge al parcheggio.
Un consiglio: prima di arrivare al Borgo Povici di Sotto, si può osservare a sinistra, dall’altra parte del Rio, tra montagne verdeggianti ,una zona bianca, è il “Retroscorrimento della Val Resia”. Si tratta di rocce che hanno la caratteristica (unica rispetto alle altre zone tettoniche friulane) di “immergersi” verso Sud (e non verso Nord), sotto quelle (periodo Triassico e Giurassico) della catena del Monte Plauris! Meraviglie della natura! 🙂
La descrizione più dettagliata la trovate nel sito dei Geositi del FVG della Regione.
Parcheggio – guardando verso il retroscorrimento
E poi quando si arriva a Resiutta, proprio fronte- incrocio, c’è il Museo della Miniera del Resarticoda visitare anche per approfondire un pò la sua storia mineraria e geologica.
Senza dimenticare la Ghiacciaia (situata a pochi metri dal Museo, subito dopo il ponte del T. Resia) .
In questi luoghi, dalle acque purissime, nel 1844 Francesco Dormisch iniziò la produzione della Birra e la Ghiacciaia serviva da “frigorifero” per le numerose bottiglie prodotte!
Dato l’enorme successo, la produzione venne trasferita nel capoluogo friulano, sfruttando, per il funzionamento delle macchine, la forza delle acque del Canale Ledra.
Di un’altro Birrificio Udinese ne avevo parlato tempo fa, in una delle mie Storie un pò cosìper i miei amati bimbi (e non solo! 🙂 ).
Canale Ledra a Udine
Vi lascio con un pensiero letto su uno dei cartelli esplicativi del Parco Naturale delle Prealpi Giulie.
Condivido.
Talmente incantati, che ci siamo tornati … altro sentiero, altra storia! 🙂
E l’abbraccio con un albero? Ho trovato degli alberi mooolto speciali! Altro articolo, altra storia per i bimbi! 😉
Comunque mi sono “tuffata” sulle mie amate rocce! In questa, c’era anche un leggerooooo scorrrrrere dell’acquaaaaa!
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Primavera è arrivata e io inizio a scalpitare, o meglio a “scarponare” perchè si ricomincia con le mie lunghe camminate e pedalate in mezzo alla natura.
Una dei primi luoghi per rodare un pò le gambe 😉 è il Lago di Cavazzoo dei Tre Comuni. Perchè è situato nei Comuni di Trasaghis, di Bordano e di Cavazzo Carnico.
E’ sempre (ma quale luogo non lo è?) una sorpresa, una meraviglia. Per i colori della natura che cambiano in ogni stagione, per le migliorie a rendere più fruibile e accessibile il luogo, per le informazioni geologiche, floristiche, … Grazie a chi permette tutto ciò!
Suggerimenti?
Parcheggiate l’auto nella zona sud e sdraiatevi sul prato, vicino ai laghetti o sulle spiaggette nella parte sud-occidentale, … chiudete gli occhi e Buon Riposooo … Germano Reale e Folaga permettendo! 😉
Volete camminare? Cartina alla mano , zaino in spalla, macchina fotografica a tracolla, penna e taccuino perchè vi consiglio diversi itinerari 🙂 eeee si parteeee!!!
Dal parcheggio (vicino al Parco Giochi) si prende il sentiero a sinistra orografica e ci si incammina verso nord. Flora e fauna acquatica sono in nostra compagnia, senza dimenticare gli alberi, alcuni con etichette per il loro riconoscimento, vicino al Centro Visite.
Camminando a fianco del recinto del C.V. (da visitare per conoscere e toccare da vicino la storia del Lago e della sua gente) si arriva ad una sorgente, acqua che filtra attraverso le rocce ai piedi del paese di Interneppo.
A seconda della piovosità (come è logico che sia) il livello della pozza d’acqua cambia e con un pò di fortuna si può vedere qualche anatra proveniente dal Lago.
La tabellonistica posta lungo il sentiero è molto dettagliata, con nozioni sulla flora, sulla fauna, sulla storia e sulla geologia (le mie amate rocce! 🙂 ).
Un suggerimento: la fotografate e a casa, con calma la leggete; sarà una specie di ripasso del luogo visitato o (come capita a me) una buona scusa per ritornare sul posto … “Non ho visto bene questo … ci siamo dimenticati di guardare a destra verso … ” 😉 .
Sempre nelle vicinanze del Centro Visite inoltre, ci sono due sentieri (prendete uno per l’andata e uno per il ritorno 😉 ) che ci portano al paese di Interneppo.
Dal paese parte il sentiero CAI 838 per il Monte Festa. Ve ne avevo parlato tempo fa in questo articolo.
Monte Festa a destra
Interneppo, assieme a Bordano, è il Paese delle Farfalle. Passeggiando lungo le loro vie si possono ammirare i molti murales colorati con tante fantasiose farfalle …
… e anche lungo i toranti della strada di collegamento …
murales
Un pensiero al grande Marco Pantani… e al mitico arrivo al Monte Zoncolan.
A Bordano merita una visita alla Casa delle Farfalle con all’interno varie serre che riproducono gli ambienti adatti a questi lepidotteri … e non solo! 🙂
Alcune delle ospiti! 🙂
Dal centro del paese di Bordano parte il percorso ad anello del Sentiero Entomologico.
Cartina in mano : Il primo tratto è un sentiero in mezzo al bosco che poi prosegue su una strada secondaria (porta con diversi tornanti alla cima del Monte S. Simeone, luogo di lancio degli appassionati di parapendio).
Si scende fino all’incrocio con la strada per il Monte Festa (di cui sopra). Arrivati poi sulla S.P.36, dopo pochi metri si riprende a sinistra il sentiero in mezzo al bosco che ci riporta a Bordano.
Rientriamo al Lago? 🙂
Prima di scendere al Centro Visite, fermatevi all’inizio del sentiero a Interneppo. Noterete un’ampia piazzola vista-lago con molti “particolari” interessanti.
Tabella informativa
Su un prato con le essenze vegetali tipiche della zona …
Prato
… è stata costruita una Bussola particolare …
… perchè è formata da Mosaici che rappresentano le St … no, non vi svelo tutto, altrimenti che sorpresa è?
Rosa dei Venti
Verso il Lago si staglia il “Monumento all’Isolatore”, cioè al particolare congegno che ammortizza le onde d’urto del terremoto. Dispositivo installato sul Viadotto di Somplago e non solo (leggere le tabelle esplicative).
Monumento all’Isolatore
Quando si parla di Terremoto del Friuli nel 1976, mi emoziono sempre. Sono passati anni, ma il ricordo è sempre vivo.
Dedica
Torniamo a noi.
Dal sentiero rientriamo al Centro Visite.
Si continua lungo la stradina sterrata fino alla punta nord del Lago. Attraversata una zona torbo-paludosa si arriva sotto i piloni del viadotto dell’autostrada e ci si immette sulla S.R.512, vicino alle prime case di Somplago.
E qui altre sorprese ci attendono …
All’incrocio (prima di incamminarci verso la Centrale Idroelettrica per rientrare al punto di partenza) proseguendo sulla strada per Cavazzo Carnico, a sinistra, all’ombra di alcuni alberi di Noci, in mezzo ad un prato c’è un bella fontana con lavatoio , con acqua limpida, fresca, proveniente dalle sorgenti poste a nord.
Camminando verso nord, prima del tornante, sempre a sinistra c’è un’altra stradina secondaria che porta a Cesclans ( itinerario che ho a suo tempo descritto) ma guardando a destra, vediamo una bella cascata. Con attenzione c’è un sentiero che ci permette di avvicinarci alla sua base.
Cascata
Tornando sulla strada asfaltata, prima del tornante, dietro la chiesa, c’è un sentiero che “taglia” la strada per Cavazzo Carnico.
Tracce di un Mulino
Nei pressi di un Lavatorio
Dopo poche centinaia di metri troviamo le indicazioni per la Chiesetta di S.Candido. Un gioiello di architettura, di arte, sia all’interno che all’esterno, da osservare attentamente.
Per gli appassionati, c’è nelle vicinanze, una Palestra di Roccia!
Rocce testimoni del vecchio ghiacciaio. Adoro! 🙂
Un’ultima vista panoramica al Lago e riprendiamo la strada verso l’incrocio di Somplago.
Se volete … proseguendo a Nord, sulla Strada asfaltata (attenzione alle auto!) si arriva alla Palude Vuarbis di cui vi avevo già parlato in un precedente articolo.
Da Somplago si fa rientro alla macchina o facendo a ritroso il sentiero sulla sponda sinistra del Lago oppure si prosegue lungo la strada, passando davanti alla Centrale Idroelettrica.
Si tratta di strada veicolare, quindi, prestare ATTENZIONE, stare in colonna, “contro mano”, un occhio a sinistra al Lago e uno davanti per vedere se arrivano macchine (poche ma ci sono !) e buona osservazione! Per esempio c’è un luogo preferito da tre cormorani che si appostano sopra i rami degli alberi vista-Lago! 🙂 Buona ricerca!
Vi consiglio (se è possibile) la visita alla Centrale. Eravamo stati anni fa, durante la festa del paese; è stato interessante vedere i vari impianti, i suoi ampliamenti, la lunga galleria con i cavi per il “trasporto” dell’alta tensione, ascoltare il suono dell’acqua nelle gallerie, ammirare il grande dipinto (eh si, c’è anche un’opera d’arte!), conoscere il Lavoro di tanti uomini per un’opera maestosa.
Scorro con un dito sopra la Cartina Topografica per vedere il percorso sotterraneo dell’acqua che da Ampezzo giunge al Lago. Magnifico ed Encomiabile Lavoro dell’Uomo.
Pensando alle mie camminate … Percorrendo la strada bianca per gli Stavoli Folchiar (per intenderci, siamo sopra la Galleria dell’Autotrada)
ho notato in lontananza un vascone di invaso, …
… per il “troppo pieno?”, è un simil-sfioratore come nel Lago di Barcis? … non mi ricordo … se qualcuno sa la sua esatta funzione … scrivete alla “curiosa come una scimmia“! 😉
Lago di Barcis
Una piccola deviazione con curiosità al percorso “stradale” per il rientro?
Il Lago dal Monte Festa
Dalla fontana di Somplago, si continua lungo la stradina interna, si affianca (dato significativo della purezza di queste acque) un allevamento ittico e, poco dopo, fra le case, si attraversa il Rio Schiasazza su un Ponte Romano!
Il Ponte Romano (ho studiato la tabella 😉 ) faceva parte della vecchia Strada del Sale (I° sec. d.C.) che da Julia Concordia portava i mercanti a Julium Carnicum e poi verso l’Austria attraverso il mio amato Passo Monte Croce Carnico!
Un’altra parte di strada romana la troviamo poco dopo la Centrale, prima di passare sotto al Viadotto. Sulla destra parte un sentiero ciottoloso che costeggia la località CjaseriaMuarta (v. cartina topografica).
Fate attenzione alle pietre, osservatele attentamente, alcune sono usurate dal passaggio dei carri! 🙂 Adoro!
Ci si ricongiunge alla “strada maestra” poco prima della Scuola di Vela.
Nella zona sud del Lago c’è un bellissimo canneto. Vi consiglio di percorrere i vari sentieri che lo attraversano e/o lo costeggiano, ad ogni stagione.
Estate
Autunno
Una curiosità/gioco : dall’alto (percorso Stavoli Folchiar di cui ho parlato poco fa) il canneto per me ha la forma di una capra. E a voi cosa sembra? Sono passati una decina d’anni da quando ho scattato questa foto, adesso avrà preso altre “sembianze”! 😉
Giochiamo ancora?
Lungo la strada del rientro, guardando dietro la Sella di Interneppo, si scorge il Monte Chiampon, sopra la bella Gemona del Friuli .
Lo splendido Duomo di Gemona del Friuli
Sembra o no una faccia? Una Statua Moai di Rapa Nui , arrivato in Friuli Venezia Giulia per una visita parenti! 🙂
Quest’inverno, per me, era il GIGANTE INNEVATO che prende il sole. 😉
Scemo scemo! Gomma gomma! 🙂
Che dire ancora? Ogni momento è buono per visitare questo angolo del Friuli Venezia Giulia, in ogni stagione il Lago ha i suoi colori, le sue sorprese naturalistiche, le sue acque cambiano colore in base al clima, al vento, … MAGNIFICO sempre!
SENZA VENTO
CON VENTO
Adesso vi lascio riposare un pò sul prato, magari ripassando, con cartina alla mano, i vari percorsi che vi ho proposto … c’è un pò di confusione, ma vedrete che è più facile di quel che sembra. 🙂 …
… anche perchè la prossima volta vi parlerò di ciclovie, di acque, di storia …
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Con degli avanzi di feltro ho realizzato dei FermaCavo!!! Ferma che?
In cucina, ne sono sicura, avete dei piccoli elettrodomestici, vero? Non so voi, ma a me ha sempre dato fastidio il cavo arrotolato intorno al manico del frullatore, o attorno al ferro da stiro, che, immancabilmente, appena riposto nell’armadio, si srotola e si aggroviglia.
E allora … ricicliamo dei pezzi di feltro! 🙂
Il feltro è pronto all’uso, resistente e non si sfilaccia.
Ritagliato un rettangolo della misura più adatta (fare una prova con un cartoncino).
Sui lati minori (attenzione: una metà sopra e l’altra metà sotto) ho cucito un “automatico”. Per abbellire ho aggiunto un bottone riciclato e dei ghirigori a punto catenella. 🙂
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Per preparare una Torta particolare e ricca ricca ricca di Dolcezza! 🙂
Sono strati e strati di Crepes ripiene di morbida crema di nocciola.
Per le Crepes:
Sbattere molto bene 6 uova intere con 2 cucchiai di zucchero, un pizzico di sale e poi aggiungere, alternativamente, 900 ml di latte e 300 gr di farina 00.
Tenere il composto a riposo per un’ora e poi via ai fornelli per cuocere tante e tante crepes!
Per la farcitura:
400 gr di panna da montare con 20 gr. di zucchero a velo e 100 gr di Crema alla Nocciola
E adesso viaaaa con l’assemblaggio! 🙂
Ricoprire anche l’ultimo strato estero con la crema e scagliette di cioccolato fondente o con le nocciole tritate come mi ha insegnato Francesco Saccomandi. Grazie per questa golosità! E’ veramente bravo. Lo “seguite” anche voi sui Socials o in Tv. 🙂
Le semplici crepes farcite andranno bene anche a colazione, magari utilizzando il cioccolato Pasquale avanzato in questi giorni! 🙂
P.S. I miei articoliNON sono sponsorizzati dai Link (cliccare sopra le parole “blu” e/o “rosse”) di rimando o dalle Case Editrici indicate.E’ un mio libero consiglio di lettura e/o comprensione.
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