Mi è venuta così, scrivendo nove, pensando alla pioggia che sta per arrivare.
Buttiamola sul ridere, dai! #sorriderefabene! 😀guardando sempre positivo … 🎶“perchè son vivo, perchè son vivo!”🎶 😁la vecchiaia incalza!😅
🎶 sere d’estate 🎶
Torniamo ad esser seri Beta!🎓
Leggendo di quà e di là, “cruciverbando” un pò la sera, ho imparato il significato della parola …
BAROCCO: Dal portoghese BARROCO una perla dalla forma irregolare che in italiano si chiama SCARAMAZZA. In francese BARROQUE, con il significato di Bizzarro. Contrario di regolare, simmetrico, classico.
IAMATOLOGIA: Studio (“logos”) della lingua e della cultura giapponese (da “Yamato” un’antica provincia giapponese).
ZANA: Cesta ovale, realizzata con strisce sottili di legno. Usata come cesta ma anche come culla.
SERIR: Deserto sabbioso con, sparsi, sassi di diversa grandezza e natura.
TOMENTOSO: Un vegetale coperto dal “tomento”, il velluto! Come nelle foglie della profumata salvia.
ASARO: Piante il cui il fusto sotterraneo ricorda l’odore del pepe.
TEREBINTO (“Pistacia Terebinthus”): Albero dalle essenze molto profumate. La sua resina è usata per la produzione della Trementina.
Invece la qualità “Pistacia Vera” produce il noto frutto.😋
PECARI: Sono dei piccoli cinghiali , abitanti dell’America Centrale e del Sud.
PODALIRIO: Una bella farfalla “zebrata”🥰. Ha strisce bianche e nere, con due lunghe “code” e con delle macchiette azzurre.
GIUBBA: E’ la criniera del Leone o del Cavallo. Dal latino “iuba” – criniera.
CRIA: L’ultimo nato di una covata.
Buona lettura, magari con un buon gelato, sgranocchiando la dolce “Parigina”!😋
PARIGINA: Si chiama così il cono del gelato, creato da un Sanremese!
W la creatività italiana!💚⚪❤
Vi saluto e vado incontro a nuove scoperte (anche) con la mia “Draisina”!🚴♂️📚🥰📚🚴♂️
DRAISINA: Mezzo a due ruote, progenitore della bicicletta.
P.S. I miei articoliNON sono sponsorizzati dailink(cliccare sopra le parole “blu” e/o “rosse”) di rimando o dalle Case Editrici indicate. E’ un mio libero consiglio di lettura e/o comprensione.
Primavera è arrivata e io inizio a scalpitare, o meglio a “scarponare” perchè si ricomincia con le mie lunghe camminate e pedalate in mezzo alla natura.
Una dei primi luoghi per rodare un pò le gambe 😉 è il Lago di Cavazzoo dei Tre Comuni. Perchè è situato nei Comuni di Trasaghis, di Bordano e di Cavazzo Carnico.
E’ sempre (ma quale luogo non lo è?) una sorpresa, una meraviglia. Per i colori della natura che cambiano in ogni stagione, per le migliorie a rendere più fruibile e accessibile il luogo, per le informazioni geologiche, floristiche, … Grazie a chi permette tutto ciò!
Suggerimenti?
Parcheggiate l’auto nella zona sud e sdraiatevi sul prato, vicino ai laghetti o sulle spiaggette nella parte sud-occidentale, … chiudete gli occhi e Buon Riposooo … Germano Reale e Folaga permettendo! 😉
Volete camminare? Cartina alla mano , zaino in spalla, macchina fotografica a tracolla, penna e taccuino perchè vi consiglio diversi itinerari 🙂 eeee si parteeee!!!
Dal parcheggio (vicino al Parco Giochi) si prende il sentiero a sinistra orografica e ci si incammina verso nord. Flora e fauna acquatica sono in nostra compagnia, senza dimenticare gli alberi, alcuni con etichette per il loro riconoscimento, vicino al Centro Visite.
Camminando a fianco del recinto del C.V. (da visitare per conoscere e toccare da vicino la storia del Lago e della sua gente) si arriva ad una sorgente, acqua che filtra attraverso le rocce ai piedi del paese di Interneppo.
A seconda della piovosità (come è logico che sia) il livello della pozza d’acqua cambia e con un pò di fortuna si può vedere qualche anatra proveniente dal Lago.
La tabellonistica posta lungo il sentiero è molto dettagliata, con nozioni sulla flora, sulla fauna, sulla storia e sulla geologia (le mie amate rocce! 🙂 ).
Un suggerimento: la fotografate e a casa, con calma la leggete; sarà una specie di ripasso del luogo visitato o (come capita a me) una buona scusa per ritornare sul posto … “Non ho visto bene questo … ci siamo dimenticati di guardare a destra verso … ” 😉 .
Sempre nelle vicinanze del Centro Visite inoltre, ci sono due sentieri (prendete uno per l’andata e uno per il ritorno 😉 ) che ci portano al paese di Interneppo.
Dal paese parte il sentiero CAI 838 per il Monte Festa. Ve ne avevo parlato tempo fa in questo articolo.
Monte Festa a destra
Interneppo, assieme a Bordano, è il Paese delle Farfalle. Passeggiando lungo le loro vie si possono ammirare i molti murales colorati con tante fantasiose farfalle …
… e anche lungo i toranti della strada di collegamento …
murales
Un pensiero al grande Marco Pantani… e al mitico arrivo al Monte Zoncolan.
A Bordano merita una visita alla Casa delle Farfalle con all’interno varie serre che riproducono gli ambienti adatti a questi lepidotteri … e non solo! 🙂
Alcune delle ospiti! 🙂
Dal centro del paese di Bordano parte il percorso ad anello del Sentiero Entomologico.
Cartina in mano : Il primo tratto è un sentiero in mezzo al bosco che poi prosegue su una strada secondaria (porta con diversi tornanti alla cima del Monte S. Simeone, luogo di lancio degli appassionati di parapendio).
Si scende fino all’incrocio con la strada per il Monte Festa (di cui sopra). Arrivati poi sulla S.P.36, dopo pochi metri si riprende a sinistra il sentiero in mezzo al bosco che ci riporta a Bordano.
Rientriamo al Lago? 🙂
Prima di scendere al Centro Visite, fermatevi all’inizio del sentiero a Interneppo. Noterete un’ampia piazzola vista-lago con molti “particolari” interessanti.
Tabella informativa
Su un prato con le essenze vegetali tipiche della zona …
Prato
… è stata costruita una Bussola particolare …
… perchè è formata da Mosaici che rappresentano le St … no, non vi svelo tutto, altrimenti che sorpresa è?
Rosa dei Venti
Verso il Lago si staglia il “Monumento all’Isolatore”, cioè al particolare congegno che ammortizza le onde d’urto del terremoto. Dispositivo installato sul Viadotto di Somplago e non solo (leggere le tabelle esplicative).
Monumento all’Isolatore
Quando si parla di Terremoto del Friuli nel 1976, mi emoziono sempre. Sono passati anni, ma il ricordo è sempre vivo.
Dedica
Torniamo a noi.
Dal sentiero rientriamo al Centro Visite.
Si continua lungo la stradina sterrata fino alla punta nord del Lago. Attraversata una zona torbo-paludosa si arriva sotto i piloni del viadotto dell’autostrada e ci si immette sulla S.R.512, vicino alle prime case di Somplago.
E qui altre sorprese ci attendono …
All’incrocio (prima di incamminarci verso la Centrale Idroelettrica per rientrare al punto di partenza) proseguendo sulla strada per Cavazzo Carnico, a sinistra, all’ombra di alcuni alberi di Noci, in mezzo ad un prato c’è un bella fontana con lavatoio , con acqua limpida, fresca, proveniente dalle sorgenti poste a nord.
Camminando verso nord, prima del tornante, sempre a sinistra c’è un’altra stradina secondaria che porta a Cesclans ( itinerario che ho a suo tempo descritto) ma guardando a destra, vediamo una bella cascata. Con attenzione c’è un sentiero che ci permette di avvicinarci alla sua base.
Cascata
Tornando sulla strada asfaltata, prima del tornante, dietro la chiesa, c’è un sentiero che “taglia” la strada per Cavazzo Carnico.
Tracce di un Mulino
Nei pressi di un Lavatorio
Dopo poche centinaia di metri troviamo le indicazioni per la Chiesetta di S.Candido. Un gioiello di architettura, di arte, sia all’interno che all’esterno, da osservare attentamente.
Per gli appassionati, c’è nelle vicinanze, una Palestra di Roccia!
Rocce testimoni del vecchio ghiacciaio. Adoro! 🙂
Un’ultima vista panoramica al Lago e riprendiamo la strada verso l’incrocio di Somplago.
Se volete … proseguendo a Nord, sulla Strada asfaltata (attenzione alle auto!) si arriva alla Palude Vuarbis di cui vi avevo già parlato in un precedente articolo.
Da Somplago si fa rientro alla macchina o facendo a ritroso il sentiero sulla sponda sinistra del Lago oppure si prosegue lungo la strada, passando davanti alla Centrale Idroelettrica.
Si tratta di strada veicolare, quindi, prestare ATTENZIONE, stare in colonna, “contro mano”, un occhio a sinistra al Lago e uno davanti per vedere se arrivano macchine (poche ma ci sono !) e buona osservazione! Per esempio c’è un luogo preferito da tre cormorani che si appostano sopra i rami degli alberi vista-Lago! 🙂 Buona ricerca!
Vi consiglio (se è possibile) la visita alla Centrale. Eravamo stati anni fa, durante la festa del paese; è stato interessante vedere i vari impianti, i suoi ampliamenti, la lunga galleria con i cavi per il “trasporto” dell’alta tensione, ascoltare il suono dell’acqua nelle gallerie, ammirare il grande dipinto (eh si, c’è anche un’opera d’arte!), conoscere il Lavoro di tanti uomini per un’opera maestosa.
Scorro con un dito sopra la Cartina Topografica per vedere il percorso sotterraneo dell’acqua che da Ampezzo giunge al Lago. Magnifico ed Encomiabile Lavoro dell’Uomo.
Pensando alle mie camminate … Percorrendo la strada bianca per gli Stavoli Folchiar (per intenderci, siamo sopra la Galleria dell’Autotrada)
ho notato in lontananza un vascone di invaso, …
… per il “troppo pieno?”, è un simil-sfioratore come nel Lago di Barcis? … non mi ricordo … se qualcuno sa la sua esatta funzione … scrivete alla “curiosa come una scimmia“! 😉
Lago di Barcis
Una piccola deviazione con curiosità al percorso “stradale” per il rientro?
Il Lago dal Monte Festa
Dalla fontana di Somplago, si continua lungo la stradina interna, si affianca (dato significativo della purezza di queste acque) un allevamento ittico e, poco dopo, fra le case, si attraversa il Rio Schiasazza su un Ponte Romano!
Il Ponte Romano (ho studiato la tabella 😉 ) faceva parte della vecchia Strada del Sale (I° sec. d.C.) che da Julia Concordia portava i mercanti a Julium Carnicum e poi verso l’Austria attraverso il mio amato Passo Monte Croce Carnico!
Un’altra parte di strada romana la troviamo poco dopo la Centrale, prima di passare sotto al Viadotto. Sulla destra parte un sentiero ciottoloso che costeggia la località CjaseriaMuarta (v. cartina topografica).
Fate attenzione alle pietre, osservatele attentamente, alcune sono usurate dal passaggio dei carri! 🙂 Adoro!
Ci si ricongiunge alla “strada maestra” poco prima della Scuola di Vela.
Nella zona sud del Lago c’è un bellissimo canneto. Vi consiglio di percorrere i vari sentieri che lo attraversano e/o lo costeggiano, ad ogni stagione.
Estate
Autunno
Una curiosità/gioco : dall’alto (percorso Stavoli Folchiar di cui ho parlato poco fa) il canneto per me ha la forma di una capra. E a voi cosa sembra? Sono passati una decina d’anni da quando ho scattato questa foto, adesso avrà preso altre “sembianze”! 😉
Giochiamo ancora?
Lungo la strada del rientro, guardando dietro la Sella di Interneppo, si scorge il Monte Chiampon, sopra la bella Gemona del Friuli .
Lo splendido Duomo di Gemona del Friuli
Sembra o no una faccia? Una Statua Moai di Rapa Nui , arrivato in Friuli Venezia Giulia per una visita parenti! 🙂
Quest’inverno, per me, era il GIGANTE INNEVATO che prende il sole. 😉
Scemo scemo! Gomma gomma! 🙂
Che dire ancora? Ogni momento è buono per visitare questo angolo del Friuli Venezia Giulia, in ogni stagione il Lago ha i suoi colori, le sue sorprese naturalistiche, le sue acque cambiano colore in base al clima, al vento, … MAGNIFICO sempre!
SENZA VENTO
CON VENTO
Adesso vi lascio riposare un pò sul prato, magari ripassando, con cartina alla mano, i vari percorsi che vi ho proposto … c’è un pò di confusione, ma vedrete che è più facile di quel che sembra. 🙂 …
… anche perchè la prossima volta vi parlerò di ciclovie, di acque, di storia …
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Pedalata nella piana del Gemonese , toccando i Comuni di Artegna, Buja, Osoppo, Bordano e Venzone.
Un girotondo attraverso la piana del Tagliamento e, cosa che mi meraviglia sempre guardano le montagne e la zona morenica friulana, luogo dove un tempo (100.000 anni fa) c’era un ghiacciaio!
Si parte da Gemona del Friuli, (luogo simbolo del Terremoto del 1976) località Ospedaletto e costeggiata la ferrovia si gira a sinistra per raggiungere la località Sotto Castello.
Da qui parte ,attraverso strade secondarie asfaltate e bianche il Percorso d’acqua del Gemonese lungo il Torrente Orvenco e poi del Fiume Ledra.
E’ presente la tabellonistica stradale (ben segnalata ad ogni incrocio) che ci agevola il percorso e dei cartelloni che ci illustrano le caratteristiche del territorio.
Oltrepassato il guado del Torrente Orvenco …
una “Bimba” che si diverte! 😉
Torrente ORVENCO
Colori del Torrente
… si attraversa la piana tra campi coltivati,boschi,acqua… belle sorprese nel Borgo Val Ario di Artegna !🥰 Sono strade secondarie, brevi, quindi facili da girare in lungo e in largo, approfittate per la varietà naturalistica e paesaggistica, prima di “sbucare”…
Lì in fondo ARTEGNA ed il suo Castello
… sulla S.S.13, da attraversare all’altezza dell’area dell’ex caserma …
Cielo-Montagne-Acqua-Pianura
… per imboccare una strada bianca che conduce alla Centrale dell’Acquedotto .
Riflessi !
Vecchia Centrale
Attraverso unsentiero in mezzo alla vegetazione, si costeggia ilfiume Ledra ... scorci bellissimi per delle fotografie!
“Da ritornare, promesso!”per visitarlo a piedi…magari in una giornata senza pioggia così l’acqua è meno torbida!
Proseguendo (spalle a nord) verso sinistra ci sono molte varianti da fare in bicicletta per conoscere la piana dei Rii Clama e Bosso.
… anche qui “Da ritornare, promesso!…non si finisce mai di conoscere ed imparare!”.
Fiume Ledra
Da questo incrocio (spalle a nord) si prosegue a destra fino alla strada sotto il colle di Buja. Ora si segue la tabellonistica della meravigliosa Ciclovia ALPEADRIA …
Sottopasso “canterino”! scoprite perchè! 😉
… che taglia per la piana coltivata …
l’opera sulle spighe della forza del vento gemonese! Serviva un drone! 🙂
… attraversa la piana delle Sorgive di Bars e il Parco della Colonia nel Comune di Osoppo, il paese delle Orchidee …
tabellonistica dettagliata per una “CACCIA FOTOGRAFICA”!
Orchidee
il Bosco Pineta, per arrivare al ponte di Braulins, sul fiume Tagliamento!
Avete tempo? poco prima della zona industriale, a fianco di un locale, prendete la strada bianca che porta verso il Fiume Tagliamento…e già così è un bel vedere!
Altrimenti seguite il tracciato alla vs.destra, (vedicartina)… vi troverete in un bellissimo paesaggio naturalistico di Risorgiva e di Torbiera! … meglio dopo alcuni giorni di pioggia! 😉
Sorprese dell’acqua!
Sorprese della natura!
Sempre per strada asfaltata (attenzione ai veicoli!), ai piedi del Monte S.Simeone, si arriva a Pioverno e ri-attraversando il grande Fiume, si arriva a Venzone, il paese della Lavanda!
uno dei Borghi più belli d’Italia!
Da qui …
Vecchia Ferrovia
… lungo il percorso della vecchia Ferrovia, (ma quanto è meravigliosa questa Ciclovia,…e le sue numerose varianti!!!), passando per Portis vecchia … si arriva al Lago Minisini
Lago Minisini
… e quindi a Gemona del Friuli, luogo di partenza!
Cartine alla mano, macchina fotografica accesa,curiosità al massimo, occhi aperti, e …
GIRO …
… GIRO …
… TONDO …
… COME …
… E’ BELLO …
… IL MONDO …
… TUTTI …
… GIU’ …
… PER TERRA!!! 🙂
… scorrete sulle nove foto con il mouse dall’alto verso destra … Buon girotondo! 🙂
Mandi Mandi
Beta
… e per NON DIMENTICARE …Giulio era con me … #VPGR
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Stanotte non hai sentito niente ? Frastuono, baccano!?!?! … sonno pesante eh!
Il cavallo del Re Vittorio Emanuele ha avuto l’idea di invitare anche le farfalle super-colorate di Bordano …
….e le falene bianche di via Gemona !!!
Era tutto un luccichio bianco, grazie anche alla luna che faceva da faro a questa festa.
Bhè … alla fine della serata, si sono, anzi, ci siamo divertiti moltissimo, visto che partecipavo anch’io col il mio occhio vigile !!! Devo dire che è’ stata una bellissima festa!
Come dici? Non hai mai conosciuto le falene di via Gemona?
Devi sapere che tanto tempo fa a Udine, viveva l’architetto Giovanni de’ Ricamatori, detto Giovanni da Udine, perché era nato nella nostra città e precisamente in via Grazzano: la casa della sua famiglia è all’angolo tra Piazza Garibaldi e via Brenari.
Ti dicevo… era un bravissimo architetto, tanto che nel 1511 dopo un terribile terremoto venne nominato Architetto di tutte le opere pubbliche della Città di Udine :la Torre dell’Orologio e la fontana di Piazza Libertà, la scalinata del Castello, la fontana di Piazza S. Giacomo sono tutte opere sue. Bravo vero?
Era così bravo che ha lavorato a Firenze con il grande Michelangelo e a Roma con il grande Raffaello. Nella capitale d’Italia morì nel 1561, e vista la sua importanza, venne sepolto vicino a Raffaello nel Pantheon! Un grande onore!
Ma adesso torniamo alle nostre Falene! Giovanni oltre che architetto era tessitore di seta. Infatti, da grande, era andato a vivere in via Gemona e in una stanzetta di questa casa,
allevava i bachi, grandi divoratori di foglie di gelso!
Devi sapere che dopo un bel po’ di abbuffate di questo vegetale, i bruchi si avvolgono in bozzoli per riposare e per crescere, al calduccio, come se fossero dentro ad un sacco a pelo! 😉
Questi bozzoli bianchi bianchi sono formati dal preziosissimo filo di seta!
Il tessitore deve raccogliere i bozzoli prima che il bruco all’interno si trasformi in Falena o farfalle notturne!
Qualche volta Giovanni era sovrappensiero, aveva mille idee per la testa su come costruire quell’opera, che cosa dipingere su quel muro, preparare la valigia per Firenze …
Ridi ? Ti vedo! Eh, e’ successo anche a te di essere fra le nuvole, vero?!?!….
Dicevo… tra un pensiero e l’altro, un giorno si è dimenticato di andare a controllare gli animaletti !!! Disastro !!! Dai bachi spuntarono delle Falene bianche! E così … addio seta.
Ci sono ancora molte farfalle che svolazzano libere per il centro della città. Durante la primavera alcune decidono di andare fuori città a deporre le uova vicino agli alberi di Gelso, il loro cibo preferito, come ti ho spiegato prima! Quando fai una passeggiata a piedi o in bicicletta nella campagna friulana vedrai questi bellissimi filari di Gelsi, tozzi alberi che servono per delimitare il confine tra un campo e l’altro …
altrimenti, se rimani in centro a Udine, vai vicino alla Roggia di Palma, in Piazza Patriarcato, ce n’è uno grande grande, sembra che abbia tante braccia, pronte per abbracciare te e tutti i tuoi amici!
Se sarai fortunato, verso sera, osserverai le nostre amiche Falene! Salutamele !
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