Con le montagne imbiancate, (pronte le ciaspole! 🥾🏔) temperature mattutine fresche fresche ❄ (che in un batter d’occhio “arieggiano” la mia casa),aria birichina e frizzantina che mi si intrufola, mentre pedalo 🚲, in mezzo alla sciarpa o giusto giusto in quell’angolino tra i guanti ed il giaccone 😅 … posso dire che è arrivato il mio amato Inverno!
Di Sante Caterine a Nadâl, un mês biel avuâl
Da oggi (25) a Natale, manca giusto un mese!
Conto alla rovescia, vero Daniela (ed il tuo buon gusto negli articoli) ?
Per domenica sarà tutto pronto in casa-Beta per la gioia di maritino (“Amoreeee mi prendi gli scatoloni di Natale?😁“).
Anche perchè è la I° Domenica di Avvento. Una giornata dedicata alla luce dell’anima. Al fermarsi, al pensare alla propria famiglia e a chi ci sta accanto.
Un pensiero che si trasforma in azione, in un passo verso la settimana che ci attende fatto di Gesti CORRETTI, di Sorrisi, di Parole BUONE, di Abbracci, di Bene … e che piano piano diventerà (mi permetto di dire, a gran voce) DEVE ESSERE il nostro abituale cammino.
Cui che al vûl la ocje, le compri a Sante Caterine
Chi vuole l’oca buona, la compri a Santa Caterina
In questo giorno, nella mia città, sotto lo sguardo vigile del mio amato Angelo, in Piazza I° Maggio, si svolge uno dei più antichi mercati. “Si trova solo al mercato di S.Caterina “. In effetti da tutto il Friuli arrivavano le persone perchè era un rifornitissimo Mercato, con tanti prodotti agricoli, culinari, tessili, di pelletteria, per gli animali e di animali.
Adesso è diverso, (di negozi ce ne sono ad ogni angolo) ma, sarà lo spirito natalizio, saranno i colori di ogni bancarella, i profumi di gustosi prodotti alimentari, tutto questo fà scattare un sorriso e per i bimbi è un divertimento assicurato.🎠😀
Una curiosità: la Fiera di Udine, tra il XIV ed il XV secolo, si svolgeva … a Pasian di Prato, cittadina alle porte di Udine, nei pressi della graziosa Chiesetta di (Nomen Omen) Santa Caterina. Come ho già scritto in un precedente articolo, ora è circondata dalla strada, da case, dalla ferrovia ma in alcune foto scattate tanti anni fa, si vedono intorno solo prati.
Anche qui Nomen Omen: Pasian di … Prato 🌿🌿🌿
Buona Attesa, Buon Avvento e buoni preparativi al Santo Natale.
Santa Caterina d’Alessandria patrona delle sarte, dei ciclisti e dei mugnai.
Con ago e filo 🧵, con la bicicletta 🚴♀️, con mestoli e padelle 👩🍳, me la cavicchio e quindi … è anche la mia Patrona!🌝
Un abbraccio.
Beta 👠👠
P.S. C’è anche da voi questa usanza con il mercato e le giostre? Per esempio so che a Gorizia si festeggia fra qualche giorno, a Sant’Andrea (30 novembre).
P.S. I miei articoliNON sono sponsorizzati dailink(cliccare sopra le parole “blu” e/o “rosse”) di rimando o dalle Case Editrici indicate. E’ un mio libero consiglio di lettura e/o comprensione.
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Ritorno a parlare della zona Naturalistica a nord di Gemona del Friuli (Udine), ovvero del Lago Minisini, del Forte di Monte Ercole, della Sella di S. Agnese. Un compendio delle molteplici camminate fatte in zona. (*)
Altro giro, altra corsa … altra camminata, altre scoperte! 😍#nonsifiniscemaidiimpararequalcosa
Guai a dire “Uffaaa … Andiamo ancora là!!!” … perchè vuoi per la stagione diversa, vuoi per le condizioni meteo, vuoi per le migliorie fatte dall’uomo, ogni volta è come una prima volta. #osservaresempre ! 😃 (**)
Una volta ci sono le ninfee, una volta il canneto …
… una volta taaanta acqua cristallina …una volta una bella distesa di ghiaccio …
… ed è sempre (anche dall’alto) uno spettacolo MERAVIGLIOSO! 🥰
E non bisogna fermarsi al “solo” lago. Specialmente dopo giornate piovose, si possono notare delle formazioni naturali molto interessanti nei prati vicini … e non sono semplici allagamenti!
Durante l’ennesima 😊 visita al Forte di Monte Ercole, ho guardato con occhi diversi alcuni edifici (Attenzione: SONO CHIUSI, guardare, “Ricordare la Storia” e NON TOCCARE) .
Leggendo un libro (#nonsifiniscemaidiimparare!) ho scoperto che vicino all’entrata ci sono 2 caverne a 20 metri di profondità (come misura di sicurezza da eventuali bombardamenti) adibite a magazzino di polveri e munizioni e una galleria verticale usata per il montacarichi … salendo al Forte si puo’ notare “l’arrivo” .🥰
All’interno dei camminamenti, spiccano le canalette attraverso le quali veniva convogliata l’acqua piovana, “nemica delle polveri da sparo”.
Un’altra occhiata speciale? Salendo alla Sella S. Agnese dal greto del Torrente Vegliato, poco prima dei tornanti finali, in mezzo al bosco si possono scorgere dei “panettoni” di pietra. Cent’anni fa la zona era libera dalla vegetazione e potevano passavano mezzi militari nemici … “potevano” perchè venivano fermati da questi sbarramenti! (***)
Lungo il sentiero naturalistico del Monte Cumieli, a fianco dei prati di Casera Cum, ho notato molte piante di Giaggiolo Susinario o Iris come si chiamava la mia mamma. 🙏
Pensiero speciale per una persona speciale 💖
Alla Sella di S.Agnese … non serve fare molto … basta osservare in silenzio questo spettacolo della Natura e della Storia… … magari guardando verso il Monte Chiampon il volo dei maestosi Grifoni provenienti dalla Riserva di Cornino … vicina all’omonimo smeraldino Lago!E poi … alla fine della camminata non si può non visitare Gemona del Friuli … con la sua Storia passata …… con la sua storia recente … con la sua storia futura … per non dimenticare!
Che emozione ragazzi ! 😍👏… e “drizzando lo sguardo al Castello, vediamo, una cosa che non ci aspettiamo di vedere … due statue” … ricordando Don Abbondio e i Bravi 😍 #osservaresempreGemona sempre nel mio cuore!😍Per gli amanti delle camminate, ricordo che questa zona fa parte di uno dei percorsi della Via Romea.Giocando sempre con la fantasia 😃 abbraccio la “zampa di Plat l’Elenfante gigante” e vi auguro …… buone camminate e … i rifiuti si portano SEMPRE a casa!
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In attesa … viaggiamo con la mente, prendiamo appunti, navighiamo in rete, conosciamo nuove cose … meravigliamoci sempre! #iorestoacasa
Meravigliosa Natura!
Oggi vi porto in Austria, per una escursione al Monte Dobratsch .
Lasciata Tarvisio (Udine) percorriamo la Valle del Gail fino a Villacco.
Spicca il Campanile della Cattedrale di S.Giacomo
Da questa bella cittadina parte la strada panoramica che ci porta in cima al Monte Dobratsch, un Parco Naturale ricco di meraviglie! 🥰😍
Un primo assaggio è l‘Alpen Garden, un giardino alpino, per conoscere le numerose specie floreali alpine nei loro vari ambienti naturali.
I bambini (e non solo!) potranno osservare da vicino, da moooolto vicino 😍, i vari fiori … colori, forma, disposizione delle foglie … giocare a “la forma dei petali assomiglia a … “, oppure piano piano, fermi fermi, guardare la farfalla (ma quanto è bella?!?!) che si appoggia al fiore, oppure una formichina che sale, sale, sale sul gambo di una foglia … o un’ape che succhia il buon nettare!😋 … mmmmh! Non troppo vicini vicini!😉
Scoprire il nome di quel bel fiore blu,rosso, giallo,🌸🏵🌼🌻🌺🥀 … leggendo le numerose tabelle esplicative, magari tra uno scatto e l’altro, per portare a casa una foto-ricordo! click 📸click 📸!
E poi … cammin facendo lungo l’Alpe …
… si percorre la sua Storia Geologica!🥰
I bimbi saranno liberi di curiosare, di toccare, di giocare, … osservati, nei prati dell’Alpe, da tranquille mucche … e non solo 😉(sorpresa tenerissima … con frangetta!😍).
Senza dimenticare gli stupendi punti panoramici sulla Vallata e oltre!
Spaziare in lontananza riconoscendo, dal loro “profilo”, le montagne austriache, italiane e slovene!🥰
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Si parte dalla frazione di Villamezzo, sul sent.n.456 fino al primo tornante per poi, attraverso una strada bianca, andare verso il Rio Ruat .
Curiosità: la pianta in primo piano è l’ IMPATIENS GLANFULIFERA nome volgare “Non mi toccare” perchè le sue capsule appena vengono toccate scattano all’indietro rilasciando i semi.
In Gran Bretagna viene chiamata “Elmetto da poliziotto” data la somiglianza di parte del suo fiore rosa al copricapo anglosassone.
Alcune delle varietà vengono usate nei paesi asiatici per tingere di giallo e di rosso la seta e la lana.
E’ uno dei miei ricordi di bambina nelle escursioni con papà.
Mi “immergevo” completamente tra i suoi steli, alti fino a due metri! 🥰
Ritornando sui nostri passi … lungo il tratto che costeggia il Rio Ruat iniziano le prime sorprese 😍 geologiche!
Abbraccione!
Questa roccia rossa è l’Arenaria di Val Gardena .
Depositi spessi dai 40 m. ai 200 m. formati in alcuni milioni di anni durante il Permiano (260 mln. di anni fa), ultimo periodo dell’Era Paleozoica, prima dei Dinosauri per intenderci.
Strati di Pianure alluvionali, fanghi, alternati a Depositi marini, il tutto sollevato, nel corso di anni, dall’azione di spinta delle placche terrestri durante l’Orogenesi / Origine delle Montagne.
Come sempre ho gli occhi fuori dalle orbite😍 quando scrivo, leggo, di “milioni di anni fa” … come con le stelle e/o galassie lontane “anni luce” … a pensarci … brividi! 🥰
Lasciato (a malincuore 😂😉) il Rio Ruat, inizia il sentiero CAI n.442, immerso in ricchi boschi di Conifere.
Uno spettacolo della Natura! In questo stretto spazio, dove le pareti della forra quasi si toccano, loro, gli alberi, si innalzano sempre più in alto!
E’ una gara per arrivare primi a toccare il cielo!
Questa foto l’ho scattata lungo il sentiero, al rientro.
Foto “in diagonale” per far notare quanto siano alti rispetto a quell’omino a destra, piccino piccio’… 😉
Lungo la prima parte del percorso si è immersi nel bosco, ma la “voce” del Torrente Chiarsò si fa sentire e ci tiene compagnia.
Dopo una breve discesa si arriva al Ponte Fuset da dove ha inizio il percorso ad anello della Forra “LAS CALAS”.
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ATTENZIONE! Sulla cartina topografica il sentiero nella Forra è segnato con
puntini rossi . . . . . . . . .
TRATTO DIFFICILE CON SEGNAVIA (PER ESPERTI)
Consiglio di verificare sempre l’agibilità del percorso prima di partire dato la sua particolarità e Massima attenzione!!! Grazie.
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L’acqua è l’elemento predominante, la cui forza ha plasmato le diverse rocce.
Rocce modellate , tagliate, “come l’unghiata di una gigantesca tigre dai denti a sciabola” (dal libro “LE ALPI CARNICHE”v. fondo pagina) …
… rocce erose dall’azione dell’acqua, magari con l’aiuto dei sassi (marmitte), di diversa grandezza e colore … spettacolo puro! 😍…
… notando i diversi livelli nei tempi di “piena” e di “magra” della Forra.
E qui, parlando di “piene”…
A monte, poco prima dei tornati stradali verso Casera Ramaz, si costruiva una diga per la “raccolta” del legname proveniente dai boschi limitrofi.
Grazie alla forza dell’acqua prodotta dalla rottura della “STUA”/Diga, il legnameveniva “scaricato” a valle, verso il paese. Ma se qualche tronco si incastrava nella stretta e profonda forra, ecco che intervenivano gli uomini con lunghi bastoni (v.tabella del Comune).
Mentre cammino, un pensiero lo dedico a questa gente.
Dal sentiero, con MOLTA attenzione, merita osservare la destra idrografica del Torrente …
… con fittissimi strati “marini” , antiche pieghe e ancora “colorate” rocce …
… in poche centinaia di metri c’è una varietà geologica unica.
Ad ogni passo sono estasiata da questa meraviglia della Natura, fino a quando, terminata la Forra, si inizia a salire sempre in mezzo al bosco, fino all’imbocco con la strada che da Paularo porta al Passo Cason di Lanza.
Dopo qualche metro, verso sud, si ridiscende lungo il sentiero CAI n.442 .
Il tratto di sentiero della foto “sbilenca” 😉
Curiosità geologica: scendendo, a sinistra del sentiero, si nota una grande parete bianca e strati rocciosi che fanno capolino tra le foglie!😍 Sono depositi marini, roccia calcarea di 350 mln. di anni fa!
Passo dopo passo, tornante dopo tornante, si ritorna al Ponte Fuset.
Un ultimo sguardo alla Forra e si riprende il sentiero dell’andata, fino al Rio Ruat rientrando a Villamezzo (vi spiega meglio la cartina topografica 😁).
Dopo la “Voce” dell’acqua, la “Storia” delle rocce … ci accoglie il giallo del fieno profumato, il verde dei prati colorati e uno spettacolare panorama verso il Gruppo del Monte Sernio! 😍
Mentre durante l’escursione ho notato …
… bellissimi esemplari di “GENZIANA ASCLEPADEA” – Asclepiade – “zampilli” di fiori blu intenso che colorano il sottobosco!😍 …e poi …
… un esemplare molto grande di “MACROLEPIOTA PROCERA“-Ombrellone o Mazza di Tamburo: quando è ancora chiuso sembra veramente una mazza per il tamburo!😍 …
… e poi un piccolissimo anfibio : la “RANA DALMATINA” – RANA AGILE – dalle luuuunghe e agili zampe! 😍 Questa piccolina fa salti di 2 metri !
Una curiosità: lo sapete che la pupilla degli Anfibi è diversa da specie a specie ?
Il Rospo Comune ha una pupilla a forma di 🪁 (rombo con senso orizzontale) , quella della Rana di 👁🗨 (nuvoletta dei fumetti) , quella del Pelobate o Rospo Bruno di 🩸(goccia allungata) , quella dell’Alite o Rospo Ostetrico di 🪁 (rombo con verso verticale) e quella dell’Ululone di 🖤(cuore)… la più romantica!😍
ABBRACCIO
ABBRACCIO
… e per finire un abbraccio a due meravigliosi Giganti del Bosco … chissà quante storie di Vita hanno visto!
A presto cari miei vecchi amici Alberi. A presto perchè lassù, a monte, mi aspettano pieghe orogenetiche particolari e rocce rosse del periodo Ordoviciano, sabbie e fanghi contenenti i macro-fossili più antichi di tutta la Penisola Italiana , di 460 mln. di anni faaaaa!!!😍😍😍
A voi miei cari (e pazienti lettori) … Buona e attenta (in tutti i sensi!) camminata! 😘
Beta
P.S. Sono a disposizione per correggere i nomi indicati di fiori, funghi, animali … non sono un’esperta, mi informo sui libri … se ho sbagliato “Mi corriggerete” come diceva il nostro grande Papa Wojtyla. Grazie.😘
Ah! Dimenticavo … il luogo del ruzzoloneè sulla sponda sinistra del Rio Ruat (vedi prima foto – quella dei fiori) … poco male, sarei caduta in acqua e, conoscendomi, anzichè pensare ad eventuali contusioni, mi sarei messa a raccogliere e/o fotografare sassi, rocce,…🤦♀️Santa Pazienza!😂🤣😂🤣😃 #sorrideresempre!
P.S. I miei articoliNON sono sponsorizzati dailink(cliccare sopra le parole “blu” e/o “rosse”) di rimando o dalle Case Editrici indicate.E’ un mio libero consiglio di lettura e/o comprensione.
Iniziare l’anno nuovo con una camminata in quel di Gemona del Friuli? Certo che si!
Sentieri che portano a scoprire “in pochi metri” diversi ambienti naturali, storici, geologici, … in pratica “Un compendio della Natura” prendendo in prestito una frase di Ippolito Nievo per descrivere la mia Regione.
Partendo dalla zona del campo di calcio (località Glesiute) , sotto l’occhio vigile del Monte Chiampon, si arriva, su comoda strada sterrata, alla Sella di Sant’Agnese con la splendida Chiesetta.
Risale al XII secolo ed è stata ricostruita dopo il terremoto del 1976.
Osservando bene le mura si notano i segni del “vecchio” e del “nuovo” (come le mura della meravigliosa Venzone) … per non dimenticare … per rispettare la Storia, il lavoro dell’uomo, prima e dopo quel maggio e settembre del 1976, sempre vivi nel mio cuore.
Il rumore delle rocce, l’odore della polvere, il silenzio, le voci, gli occhi che parlavano più di mille parole, le mani di tante persone pronte a dare una mano … ricordi indelebili.
Ma torniamo alla Sella di S. Agnese.
Poco prima di “entrare” nel grande prato, si può fare una piccola deviazione lungo un sentiero verso il monte, riparato dalla vegetazione, per ammirare il pozzo per l’acqua usato dalle Monache che, durante la metà del 1200, hanno vissuto (per un breve periodo) in un Romitorio, situato nei pressi della Chiesetta.
Questa via era percorsa già ai tempi dei Celti e dei Romani che scollinavano e proseguivano per …
… Venzone, prima di intraprendere il lungo viaggio verso il Nord Europa! Che emozione!
Arrivati alla Sella bisogna assolutamente ammirare la catena del Monte Chiampon !!!
A destra (verso Sud) strati rocciosi del Norico (200 mln. di anni fa) e a sinistra quelli “più giovani” del Cretacico superiore (70 mln. di anni fa)!!! 🙂
Giochiamo con i bimbi?
Riusciamo a vedere le gigantesche “Onde di un antico mare” e il “dorso della grande Balena Agnese” ?
Proseguendo lungo la strada del Monte Cumieli, poco prima del Forte di Monte Ercole … occhio alle pareti rocciose!
Dalla strada si ammira anche il Lago Minisini e il Grande Fiume Tagliamento!
Si notano rocce calcaree, pieghe stratificate, faglie e particolari zone di selce dura, segno di un antico e profondo Mare!
… Dove si tuffffffa la mia Balena Agnese🙂
E poi ci sono le “orme” lasciate da animaletti, strisciando sul fondo marino!
Che meraviglia!
Una variante, miei prodi camminatori? 🙂
Si sale al Monte Cumieli, sede di un antico Fortino veneto, dal quale si ammira la pianura friulana e il Fiume Tagliamento.
Panorama verso le Colline Morenicheeee!!!
La grande “conca” era occupata da un antico Ghiacciaio : le attuali Colline Morenichesono il risultato del suo movimento verso sud … avete presente quando si spingono le lenzuola verso il fondo del letto? 😉
Dopo aver ammirato tutto intorno il paesaggio montano, ci si immerge in un fitto bosco (fra gli altri) di Pini neri,silvestri, Larici e a diversi (e grandi) Ciliegi con la loro bella corteccia anellata!
Si scende lungo il versante nord per ricongiungersi al sentiero proveniente dalla Sella di S.Agnese e si arriva all’altezza del Forte di Monte Ercole.
Merita una visita … per ricordare la Storia!
Nel bosco giochiamo con i bimbi? 🙂
Le rocce, soprattutte quelle calcaree, lasciate dal passaggio del vecchio ghiacciaio, diventano delle buffe facce. Chi ne trova/fotografa di più? 🙂
Io ho trovato Fantasma SENZADENTI ! 🙂 … è amico di …
… Nuvoletta Verde che abita vicino al Lago. 🙂
Oppure si può osservare le foglie cadute e indovinare a che albero appartengono. Un aiuto può essere dato dal ritrovamento dei semi/frutti, come le ghiande, i ricci “castagnosi” 😉 , pigne … piccoline, rotonde, lunghe, … largo ai “ritrovamenti”.
Dopo la consigliata visita al Forte, si scende lungo la strada bianca e si arriva al meraviglioso Lago Minisini ( o di Ospedaletto).
Del Lago Minisinine avevo parlato nel primo articolo in questa mia avventura sul Web.
Una sorpresa paesaggistica ogni volta. Ogni stagione, ogni cambio atmosferico, … rendono questo piccolo angolo naturalistico, uno scrigno unico.
Acque che vanno, che vengono, di origine carsica collegate con la Roggia di Ospedaletto attraverso un canale sotterraneo …
Appppproposito di acqua 😉 . Dalla cima del Monte Cumieli si può ammirare il Grande Fiume Tagliamento dal quale “nasce” il Canale Ledra … mumble mumble … altra storia! 🙂
Arrivando da Ospedaletto, si possono notare prati con tipologia di vegetazione diversa. Soprattutto dopo un periodo di precipitazioni piovose, parte di queste zone prative sono colme d’acqua, alcune volte di TANTA acqua! Si tratta delle antiche Paludi Broili e Lunghinâl!
Prati Broili
A metà della zona prativa dei Prati Broili, verso nord-est, si possono notare molto bene gli “sbocchi” delle sorgenti. Che meraviglia!
Attenzione bimbi: vicino al passaggio sotto la ferrovia, l’asfalto “sforna” acqua! 🙂
Cif caf cif caf ! Chi viene a saltare dentro a queste invitanti pozze? 🙂
Attenzione a non fare salti troppo alti per non cadere dentro alla Fornaceeeeee! 😉
Scherzi a parte … fatto trenta facciamo trentuno (passi) ?
In località Molino c’è la ristrutturata fornace Copetti, usata, lo scorso secolo, per la produzione della calce (ricordate la pietra calcarea del Monte Cumieli?) . Un vero gioiello di recupero.
Anche qui (come lungo il percorso) la tabellonistica non manca, per spiegare in modo chiaro il luogo dove ci troviamo e non solo.
Proprio di fronte alla fornace, verso sud, c’è la ciclabile che collega Gemona del Friuli a Venzone … ma questa è un’altra – meravigliosa e ricca di sorprese – storia! 🙂
Intanto, amanti delle due ruote, cimentatevi sull’ itinerario da me proposto. E’ un anello, quindi partite da dove vi è più comodo … sarà comunque uno spettacolooo! 🙂
Cartina topografica in mano SEMPRE da me vivamente consigliata, per avere un insieme a 360° del territorio, anche per meglio orientarsi … visto le mie molte “segnalazioni”, scusate ma non riesco a camminare e basta! Guardo la vegetazione, osservo gli animali (gufooooo dove sei! 😉 ), e poi mi meraviglio ad ogni roccia, parete, montagna, …, ad ogni sorgente, corso d’acqua grande e piccolo … SANTE le persone che mi affiancano! 🙂
Un abbraccione “ciliegioso” 🙂 e …
… alla prossima camminata sempre nei dintorni della suggestiva Gemona del Friuli!
Mandi mandi
Beta
P.S. Un GRAZIE a quanti si prendono cura di questa magnifica zona naturale e storica.
P.S.bis 😉 Non si puuooo (come cantavano i Pooh 🙂 ) leggere i libri e trovare tracce di Castelli, vie d’acqua,…non si puuooo! 🙂 … mi tocca tornare a trovare la Balena Agnese! 🙂 🙂 🙂
Libro “I LAGHI Guida Naturalistica al FVG” di Gaddo de Anna – Carlo Lorenzini Editore -1987
Libretto n.4 “PREALPI E PIANA DEL TAGLIAMENTO” -Le Guide del FVG – La Provincia di Udine – Cooperativa Alea Udine – 1997
Libretto “PARCO NATURALE DELLE PREALPI GIULIE-GUIDA AL SENTIERO NATURALISTICO SILANS-LAGO DI OSPEDALETTO” – Regione Autonoma FVG- Comune di Gemona del Friuli – Ed.Arti Grafiche Friulane – Udine – ed.1992
Libretto “MOUTAIN BIKE NEL GEMONESE” 13 itinerari per 7 Comuni -Comunità Montana del Gemonese -Cooperativa Utopie Concrete di Venzone- Ed.Arti Grafiche Friulane-1999
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Carsismo. Fenomeno erosivo delle rocce calcaree, dovuto all’azione dell’acqua.
Oltre alla MERAVIGLIOSA zona triestinae goriziana (da cui prende il nome), il Carsismo lo troviamo in altre zone della Regione Friuli Venezia Giulia.
Una di queste è la Forra del Torrente Cosa e delle magnifiche Grotte di Pradis. Visitare la suggestiva Grotta Verde per poi “immergersi” nella Storia geologica: rocce che risalgono al periodo CRETACICO : dai 145 ai 65 mln. di anni fa! 🙂 .
Mi incanto sempre, ogni volta come se fosse la prima volta … belli i salti d’acqua, i colori e i giochi di luce … ma mi soffermo sempre ad ammirare il millenario lavoro di erosione dell’acqua! Il modellare la roccia in fantastiche forme circolari, in cateratte, grazie anche all’aiuto dei sassi, che ogni tanto li osservo a “riposare” su un masso e/o in una conca, lungo la parete della forra! 🙂
esempio … in un altro Favoloso Torrente, il Lumiei! 🙂
Ma anche i dintorni della Grotta sono ricchi di sorprese.
Lungo il circondario, in mezzo al bosco …
… si possono vedere le doline, con la tipica forma ad imbuto, oppure le rocce calcaree bianche affioranti con numerosi disegni “di scolo” dovuti sempre all’azione dell’acqua …
Rocce calcaree
… oppure, ma queste sono “birichine” perchè sono ben nascoste in mezzo al fogliame, sottili strati di scure rocce marnose, sembrano le pagine dei libri … libri di Geologia! 🙂 🙂 🙂
Soprattutto in estate consiglio di fare una (curiosa 🙂 ) attenzione nei ruscelli … è indice di purezza dell’acqua!
femmina di Gambero di Fiume “Austropotamobius pallipes”
Osservare sempre! 🙂 🙂 🙂 e NON TOCCARE!
Ma la Storia la fa anche l’Uomo, non solo la Natura.
Percorrere i “vecchi” sentieri, affiancare muri a secco che delimitavano le varie proprietà, attraversare ponticelli , … memorie di Vita.
Un piccolo compendio (e non è l’unico in FVG) della Terra! Ecco cos’è Pradis. In una ristretta area possiamo spaziare dalla Storia Preistorica alla Geologia, dalla Flora alla Fauna, dal bianco del calcare ai colori (e profumi) dei prati e del sottobosco, in un silenzio rotto solo dallo scorrere dell’acqua e/o da piccoli volatili curiosi.
Camminare per scoprire! #curiosacomeunascimmia sempre! 🙂
L’ultimo percorso effettuato è quello proposto dal Libro da me sotto indicato: ITINERARIO n.10 “GLI ACCIOTTOLATI GEOMETRICI DELLE FAGGETE DI PRADIS”.
e anche qui ho trovato dei Giganti della Natura! 🙂
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Non sono impazzita, è proprio così: un mare di qualche anno fa 😉 ma è sempre una meraviglia camminarci e assaporare ogni formazione rocciosa pensando all’orogenesi della montagna.
Anzichè essere a Grado (o nella vostra località balneare locale) percorrendola a piedi lungo la spiaggia – passeggiata consigliatissima specie durante il periodo autunn-invernale – ma quanto è bello il mare d’inverno!!! …
… dicevo… anzichè essere a Grado, oggi siamo arrivati al Passo Pramollo, al confine con l’Austria.
Un percorso particolare che ci permette di camminare in cresta, di qua l’Italia, di là l’Austria. 🙂
Una camminata lungo una “costa marina” di depositi fossilizzati, formati milioni di anni fa dal lavoro e dalla forza di fiumi e del mare, strato dopo strato, sedimento dopo sedimento, trasformati, piegati, dall’azione tettonica.
Io mi fermo qui! 🙂
Leggendo i dati mi entusiasmo sempre: si parla di 300-270 mln. di anni fa (Periodo Carbonifico-Permiano), di una zona che si trovava a 4° di latitudine Nord, vicino all’Equatore! Ma ci pensate?!?!?
Un’altra caratteristica di questa zona confinaria, è la presenza del bellissimo fiore WULFENIA CARINTHIACA. Per la sua rarità e unicità è un Fiore protetto: guardare e/o fotografare ma NON TOCCARE! 🙂
La particolarità sta nel fatto che la pianta è originaria dell’Asia e la sua diffusione sta nella sua “migrazione” durante il periodo glaciale. Potenza della Natura!
Dal Passo si prende la strada forestale che porta a Casera Auernig e poi a Casera For (sentiero CAI n.504) .
Al primo bivio si imbocca il sentiero n.501. Alla forcella consiglio la deviazione verso ovest, verso il Monte Auernig.
Monte Auernig dalla omonima Casera
Dalla cima una meravigliosa vista (tra gli altri) del Monte Sernio, del Monte Cavallo e di Creta d’Aip.
si vede il sentiero? Il Monte Auernig è quello a sinistra (sotto la spiga! 😉 )
Una deviazione austriaca? Si può, scendendo lungo il sentiero CAI n.411.
Un tuffo nella Storia Geologica! 🙂
A pochi passi dalla seggiovia, c’è un piccolo ma interessante Museo Geologico all’aperto, con terrazza panoramica. Fa parte delGEOTRAIL PRAMOLLO-NASSFELD . 🙂
il Monte Gartnerkofel
Rientrando alla forcella si percorre la via lungo la cresta verso est. Un sali-scendi indimenticabile (geologicamente parlando) fino alla Forcella Carnizza.
Da qui o si prosegue verso il Monte Corona (consiglio di guardare l’orologio! e chiedersi :”Ho ancora tempo?” 🙂 ) oppure si scende alla Casera For per poi rientrare a Passo Pramollo per la strada forestale.
Un abbraccio all’Abete per ringraziare di questa meravigliosa escursione, ricordando la Tempesta Vaia di un anno fa e il grande, grande Lavoro di molte persone. Grazie!
Buon escursione!
Rocce, rocce, rocce, lamine, agglomerati, pieghe, … i fossili di piante e di invertebrati marini li vedo con calma alle Mostre organizzate dal Museo, intanto … io mi fermo qui … 🙂 🙂 🙂 🙂
Per completare questa zona, la prossima meravigliosa escursione sarà in territorio austriaco, lungo la gol del torrente Garnitzen !!!
Alla prossima camminata.
Mandi mandi
Beta
P.S. Questo articolo lo dedico alla cara Daniela: lungo il sentiero tra limpidi rivoli di acqua, torbiere, libellule verdi ed azzurre, tra i pini mughi chiazze di color rosso … le bacche della Rosa Canina. Osservare sempre!
Libro “GEOSITI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA” a cura di Franco Cucchi, Furio Finocchiaro e Giuseppe Muscio. REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA- UNIVERSITA’ degli STUDI di TRIESTE-MUSEO FRIULANO di STORIA NATURALE di UDINE. edizione 2010
Libro “MALGHE E CASERE DELLA MONTAGNA FRIULANA” di G.Dreossi e M.Pascolini – ed.CO.EL. anno 1995
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“Saltata” una gita in montagna, abbiamo optato, visto il tempo incerto, per una passeggiata nei dintorni di Valle di Soffumbergo, nel Comune di Faedis, assieme ad un esperto botanico, organizzata dalla locale Prolocodurante la Festa delle Castagne.
Raggio di sole che illumina la pianura friulana ed il mare. A sinistra, verso Monfalcone e Trieste nuvoloni in arrivo!
Raggi di sole che quassù ci hanno accompagnato per l’intera giornata! 🙂
Il paesino di Valle di Soffumbergo mi sembra un Presepe, con la sua chiesetta, la piazzetta e le casette tutte intorno, con portoni che si aprono a cortili interni, con “altre storie”. Fanno da cornice piccoli terrazzamenti per le varie coltivazioni e prati (c’erano fino alla fine del secolo scorso una sessantina di stalle!), alcuni sfalciati, curati, altri lasciati all’opera naturale del bosco.
Da qui ci siamo avviati, lungo un comodo sentiero, verso la cima del Monte San Lorenzo e cammin facendo iniziano le sorprese naturalistiche.
La guida ci fa conoscere … e sentire la profumata Salvia dei prati, pianta officinale.
E poi l’Erba della Paura ( Stachys recta ) : un pugnetto di questi fiori nell’acqua per lavarsi e la paura se ne va!
E le proprietà disinfettanti e cicatrizzanti della “Achillea millefolium”conosciute dall’eroe greco Achille? Ri-leggere il nome please: Achillea … Achille 🙂 . Senza dimenticare l’osservazione dei fiorellini (i capolini) raggruppati nelle bellissime infiorescenze dette corimbi. E il nome “millefolium”? Si riferisce (altra bellissima curiosità) alle foglie divise e ri-divise in molti segmenti, sempre più piccoli. E’ un piccolo Albero di Natale! 😉
E poi la Vitalba, la Clematis Vitalba, chiamata “Erba dei Pezzenti” perchè le foglie strofinate sulla pelle procurano delle vescicole irritanti. Vedendole, le persone si impietosivano e donavano qualche moneta in più. E’ una pianta che si “appoggia” ad altre piante per crescere, perchè non ha sui suoi gambi, come per esempio la pianta del Luppolo, gli “uncini” necessari per agganciarsi alla vegetazione circostante. “Uncini” vegetali , come quelli della Bardana, che hanno dato l’idea del Velcro!
Leggo sul libro (citato a piè pagina) e su vari vocabolari che Bardana = Arctium minus = Arctium deriva dal greco Arkticus = Orso (infatti l’infiorescenza è pelosa come un Orso) e Minus in lingua celtica significa Mano perchè, come le dita di una mano, si aggrappa ai vestiti o al vello di pecora, capra, … 🙂
La sottoscritta #curiosacomeunascimma si chiede: Anche il Polo Nord, l’Artico ha la stessa radice, Orso, perchè ci sono gli Orsi? Fuochino. Dal lat. Arcticus, a sua volta dal greco Arktikos perchè è relativo all’emisfero della Costellazione dell’Orsa. Il mio amato cielo stellato! #bellosaperelecose 🙂 🙂 🙂
La guida poi ci consiglia di ritornare nel periodo primaverile-estivo per le numerose e rare fioriture, tra cui esemplari di Orchidee e Gigli, nei prati a monte del paese. #macchinafotograficapronta! 🙂
Lilium bulbiferum
L’ultimo tratto di salita nel bosco è chiamato “Prato della Chiesa” … ma se è un bosco?
Osservando bene si nota che le specie arboree non sono “vecchie”, non hanno un fusto grande, per cui anche questa dorsale esposta a sud era una zona prativa.
E perchè “…della Chiesa” ? Perchè in cima, si ergeva la Chiesa del paese.
Guardando attentamente la foto, in basso a destra, si nota una piccola croce. Ecco, lì sorgeva il luogo di culto.
Mentre i prati sottostanti permettono un’ampia visuale sulla Pianura, dalla cima del Monte S.Lorenzo sono stata affascinata dall’ampio panorama verso le montagne! Monte Canin, Monte Montasio, la Catena dei Musi, Monte Matajur, continuo? 😉
Non oso pensare lo spettacolo meraviglioso di una notte serena, con le stelle, i Pianeti che si toccano con un dito! E magari (siamo sul Monte…S.Lorenzo! 🙂 ) “fa capolino” anche qualche stella cadente! 🙂
Astrolabio di Pesariis
Rientrando in mezzo ad un fitto bosco, la nostra guida ci ha spiegato l’origine delle macchie nere sulle foglie dell’Acero, osservate lungo il tragitto. Si tratta di un Fungo che si sviluppa solo grazie alla linfa di questa pianta. Una volta caduto a terra (assieme alla foglia nel periodo autunnale) continua il suo ciclo nel sottobosco.
E questo, è un segnale di buona salute del bosco! Incredibile ma vero! 🙂
Infatti nelle zone urbane, foglie di Acero macchiettate di nero sarà difficile trovarle perchè questo Fungo non riesce a svilupparsi per l’alto valore di inquinanti nell’aria.
Facciamoci caso la prossima volta che siamo in città, augurandoci di trovare moooolte foglie macchiate! 🙂
#vederepositivo
Appproposito 😉 approfitto per dire alla mia cara Daniela che la foto dei miei figli sommersi dalle foglie … è quiiiiiiii! 😉
Dopo varie ricerche, tra raccolte di foto e diari delle gite, finalmente abbiamo trovato la Gita incriminata! 😉 . Si trattava … acc… di un video!!! La foto è un pò sfocata, comunque si intravede una testolina e uno zainetto. Il resto di Mattia e Serena? Affogato in un mare di foglie. 🙂
Tornando alla camminata a Valle, dopo un bel esemplare di Faggio (di quelli che piacciono a me! 🙂 ) ed un abbraccio ad un Signor Castagno …
… lungo la strada del ritorno …
degli imponenti alberi ci hanno donato un pò dei loro frutti. Ottimi sia arrostiti che lessati. Piccoli ma buoni! 🙂
Quasi mi dimenticavo … lungo la salita ho notato una tabella con un punzone e … #curiosacomeunascimmia mi sono informata e ho trovato una bella iniziativa per promuovere il territorio. Molto volentieri mi “circonderò” della loro/nostra natura! 🙂
Trent’anni che camminiamo/pedaliamo insieme e scopriamo sempre nuovi luoghi! 🙂
E intanto … il mio amato freddo è arrivato… e anche la neve!
02 ottobre 2018
Par Sante Taresie (1 ottobre) prepare la tese
Per Santa Teresa prepara la tesa (del cappello) … e fra qualche giorno …
A Sant Simon (il 28 ottobre) manie e scufon … e si tire su la cjalce.
A San Simeone manica e cuffia 🙂 e si mette il calzettone alto.
I miei amati calzettoni azzurriiiii!!!
Copritevi bene, mi raccomando e … buone camminate in sù e in giù per l’Italia! 🙂
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Durante l’estate gironzolando per il mio paesino carnico ho notato dei segnavie bianco-verdi.
Conosco i segnali bianco-rossi del CAI, i segnali marroni delle Ciclovie, i segnali con le Pievi o con il Pesce di Aquileia, e tanti altri … ma questi mi giungevano nuovi.
#curiosacomeunascimmia 😉 ho chiesto informazioni all’Agenzia del Turismo di Tolmezzo e la gentilissima Sabrina mi ha dato una bella notizia che ve la giro volentieri.
Sono stati ripristinati molti sentieri che, negli anni passati, venivano usati dagli abitanti per recarsi nel paese vicino oppure nelle zone di alpeggio/caccia/fienagione, … per procurarsi la legna, il carbone, il ghiaccio, … della serie #nonsifiniscemaidiimparare! 🙂
E’ stata una sorpresa e/o conferma dietro l’altra, leggendo il meraviglioso libretto con allegato l’esaustiva cartina. Scoprire nuove curiosità come le fornaci per la produzione della calce, il lavoro negli Stavoli come quelli appartenuti alla famiglia Zanella e a l’Ors di Pani! E molto altro ancora. 🙂
I Comuni interessati, oltre a Tolmezzo, sono Amaro, Cavazzo e Verzegnis al cospetto, mi correggo, stretti dall’abbraccio del meraviglioso Monte Amariana!
Prima o poi arriviamo anche da te! 🙂
54 proposte per conoscere ancora più a fondo la Conca Tolmezzina e non solo.
I miei sentieri del cuore?
ææææææææææææææææææ
Il n.30 SALITA CANEVA-MONTE DOBIS
La zona del Monte Dobis è uno dei sentieri che ho “scalato” tante estati fa con papà e uno zio. Ricordi lontani ma che adesso, quando rifarò questo percorso, mi ritorneranno in mente.
Quante corse su e giù per i prati di Cjarandes e Faeit!
E lungo il sentiero di accesso agli Stavoli con gli zii e i cugini, ci si fermava sempre per una pausa e si attendeva il suono del clacson della corriera che saliva a Fusea.
Un ricordo? Anche dalla parte di Casanova si raggiungeva la Pieve di S.Maria oltre But attraverso una gradinata con la Via Crucis. Adesso c’è una comoda strada che fa parte del Cammino delle Pievi.
dallo Stavolo Cjarandes qualche estate fa!
Io sono quella con il golfino rosa, i calzettoni lunghi e i scarpets! 🙂
Freddo, freddo, io amo il freddo! 😉 E sono nata a Luglio! 🙂 🙂 🙂
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